Ordinamento Enti Locali: no al Regolamento comunale che consente l’approvazione di Delibere in caso di parità di voti

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato un Parere che stabilisce che un Regolamento comunale che consideri una Delibera approvata in caso di parità di voti sarebbe in contrasto con il Principio di maggioranza, che è la norma per il funzionamento degli Organi collegiali

In data 19 gennaio 2024, il Ministero dell’Interno – Dipartimento per gli Affari interni e territoriali ha pubblicato il Parere n. 35127 dell’11 dicembre 2023, che affronta la questione se un Regolamento comunale possa stabilire che una Delibera sia approvata in caso di parità di voti nel Consiglio comunale.

Come evidenziato dal Parere, secondo l’art. 38, comma 2, del Dlgs. n. 267/2000 (Tuel), il funzionamento dei Consigli comunali è regolato da un Regolamento che deve indicare il numero minimo di Consiglieri necessari per la validità delle sedute, richiedendo la presenza di almeno un terzo dei Consiglieri assegnati all’Ente, escludendo il Sindaco. Non vi sono limiti legali statali specifici sul quorum funzionale, aspetto lasciato alla discrezione dell’Ente Locale.

Tuttavia, secondo il Parere, una disposizione regolamentare che consideri una Delibera approvata in caso di parità di voti sarebbe in contrasto con il Principio di maggioranza, che è la norma per il funzionamento degli Organi collegiali. La volontà dell’Organo collegiale è identificata con quella della maggioranza dei votanti, che negli Organi collegiali perfetti coincide con la maggioranza dei Componenti, come sottolineato dal Consiglio di Stato e dal Tar Lazio in decisioni recenti.

Inoltre, la Riforma del Titolo V della Costituzione italiana conferisce ai Comuni un potere normativo, sia statutario che regolamentare, ma tali poteri devono essere esercitati nel rispetto dei Principi fondamentali dell’ordinamento, tra cui il Principio di maggioranza.