“Pareggio di bilancio”: certificazione del rispetto dell’obiettivo 2017

“Pareggio di bilancio”: certificazione del rispetto dell’obiettivo 2017

È stato pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sul proprio sito internet istituzionale e sulla G.U. n. 71 del 26 marzo 2018, il Decreto Mef-RgS 12 marzo 2018, n. 35717, concernente “Certificazione del saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali di cui all’art. 1, comma 466, della Legge n. 232/16, per l’anno 2017”.

Nel Decreto in oggetto viene ricordato in primo luogo che gli Enti Locali soggetti al “Pareggio di bilancio” devono trasmettere al Mef-RgS, entro il termine perentorio del 31 marzo 2018, utilizzando il Portale http://pareggiobilancio.mef.gov.it, la certificazione, firmata digitalmente dal rappresentante legale, dal Responsabile del Servizio “Finanziario” e dall’Organo di revisione economico-finanziaria, relativa al rispetto degli obiettivi del “Pareggio di bilancio” per l’anno 2017.

La mancata trasmissione della certificazione al Mef-RgS entro il termine perentorio del 31 marzo costituisce inadempimento all’obbligo del “Pareggio di bilancio”, mentre nel caso in cui la certificazione, sebbene in ritardo, sia trasmessa entro il 30 maggio 2018 e attesti il conseguimento dell’obiettivo di saldo, si applicano, nei 12 mesi successivi al ritardato invio, le sole disposizioni di cui all’art. 1, comma 475, lett. e), della Legge n. 232/16 (divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo), limitatamente alle assunzioni di personale a tempo indeterminato.

Decorsi 30 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto di gestione (30 maggio 2018), in caso di mancata trasmissione della certificazione da parte dell’Ente Locale, l’Organo di revisione economico-finanziaria, in qualità di Commissario ad acta, provvede, pena la decadenza dal ruolo di revisore, ad assicurare l’assolvimento dell’adempimento e a trasmettere la certificazione entro i successivi 30 giorni.

Nel caso in cui la certificazione sia trasmessa dal Commissario ad acta entro 60 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto di gestione e attesti il conseguimento dell’obiettivo di saldo, si applicano le sole disposizioni di cui al comma 475, lett. e) e f), relative al divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo e alla rideterminazione delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica nell’esercizio in cui è avvenuta la violazione, tenendo conto della gradualità prevista al comma 476[1].

La RgS. trasmette al Ministero dell’Interno apposita comunicazione per la sospensione, sino alla data di trasmissione della Certificazione da parte del commissario ad acta, delle erogazioni di risorse o trasferimenti relative all’anno successivo a quello di riferimento.

Gli Enti Locali per i quali, a seguito della dichiarazione di dissesto, sono sospesi i termini per la deliberazione del bilancio, devono inviare la Certificazione entro 30 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto di gestione, previsto dal Decreto del Ministro dell’Interno di approvazione dell’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato di cui all’art. 261 del Tuel.

I dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo, trasmessi con la Certificazione dei risultati, devono corrispondere alle risultanze del rendiconto di gestione; a tal fine, qualora la Certificazione trasmessa entro il termine del 31 marzo sia difforme dalle risultanze del rendiconto di gestione, gli Enti Locali sono tenuti ad inviare una nuova Certificazione, a rettifica della precedente, entro il termine perentorio di 60 giorni dall’approvazione del rendiconto e, comunque, al più tardi entro il 30 giugno del medesimo anno.

Decorsi i suddetti termini sono in ogni caso tenuti ad inviare una nuova Certificazione, a rettifica della precedente, solo quegli Enti che rilevano, rispetto a quanto già certificato, un peggioramento del proprio saldo di Pareggio.

Nel caso di mancato conseguimento del saldo di Pareggio, quando lo scostamento risulta inferiore al 3% degli accertamenti delle entrate finali dell’esercizio di riferimento, nell’anno successivo a quello dell’inadempienza, si applicano le sanzioni previste dal comma 475, salvo le seguenti limitazioni:

  • la sanzione di cui al comma 475, lett. c) (divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica), è applicata imponendo agli impegni di parte corrente un limite pari all’importo dei corrispondenti impegni dell’anno precedente;
  • la sanzione di cui al comma 475, lett. e) (divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo), è applicata solo per assunzioni di personale a tempo indeterminato;
  • la sanzione di cui al comma 475, lett. f) (rideterminazione delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza), è applicata dal Presidente, dal Sindaco e dai componenti della Giunta in carica nell’esercizio in cui è avvenuta la violazione versando al bilancio dell’ente il 10% delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza spettanti nell’esercizio della violazione.

Agli Enti Locali per i quali il mancato conseguimento del saldo sia accertato dalla Corte dei conti successivamente all’anno seguente a quello cui la violazione si riferisce, le sanzioni si applicano nell’anno successivo a quello della comunicazione del mancato conseguimento del predetto saldo.

Gli Enti Locali sono tenuti a comunicare l’inadempienza entro 30 giorni dall’accertamento della violazione del saldo mediante l’invio di una nuova Certificazione al Mef-RgS..

Il Mef fa presente che, al fine di favorire gli investimenti, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito, per l’anno 2017, sono assegnati agli Enti Locali spazi finanziari nell’ambito dei Patti nazionali, nel limite complessivo di Euro 700 milioni annui, di cui Euro 300 milioni destinati a interventi di edilizia scolastica. L’Ente territoriale deve attestare l’utilizzo degli spazi finanziari concessi in attuazione delle Intese e dei Patti di solidarietà con l’invio della certificazione di verifica del rispetto dell’obiettivo di saldo di Pareggio; l’Ente territoriale non può beneficiare di spazi finanziari di competenza dell’esercizio finanziario successivo a quello dell’invio dell’appena citata certificazione qualora gli spazi finanziari concessi siano stati utilizzati per una quota inferiore al 90%.

Inoltre, al fine di favorire gli investimenti connessi alla ricostruzione, al miglioramento della dotazione infrastrutturale nonché al recupero degli immobili e delle strutture destinati a servizi per la popolazione, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito, per gli anni 2017, 2018 e 2019 sono assegnati agli Enti Locali colpiti dal spazi finanziari nell’ambito dei Patti di solidarietà nazionali in misura pari alle spese sostenute per gli investimenti citati.

Il Decreto all’art. 1 indica le modalità di certificazione del “Pareggio di bilancio 2017.

Le Città metropolitane, le Province e i Comuni devono trasmettere, entro il termine perentorio del 31 marzo 2017, al Mef-RgS, la certificazione del rispetto o meno del “Pareggio di bilancio”, secondo il Prospetto “Certif. 2017” e le modalità contenute in allegato. I Comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 sono tenuti all’invio della certificazione del saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali, per l’anno 2017, entro il termine perentorio del 12 aprile 2018.

Gli spazi finanziari acquisiti nell’anno 2017 mediante le Intese regionali e i Patti di solidarietà nazionali non utilizzati per le spese per investimenti, da realizzare attraverso l’uso dell’avanzo di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito, vengono recuperati attraverso una modifica peggiorativa dell’obiettivo di saldo per l’anno 2017 per un importo pari ai predetti spazi non utilizzati; restano validi i peggioramenti dei saldi obiettivi degli anni successivi in relazione alle Intese ed ai Patti di solidarietà orizzontali.

Gli Enti Locali colpiti dal sisma del 2016 certificano gli impegni sostenuti nell’anno 2017 per investimenti connessi alla ricostruzione, al miglioramento della dotazione infrastrutturale nonché al recupero degli immobili e delle strutture destinati a servizi per la popolazione, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito.

Gli Enti Locali certificano, ai fini della premialità di cui all’art. 1, comma 479, della Legge n. 232/16[2], il saldo finale tra le entrate finali e le spese finali, in termini di cassa, secondo il prospetto «Certif. 2017/A» e le modalità contenute nell’allegato al presente Decreto.

Qualora la certificazione attesti il mancato conseguimento dell’obiettivo di saldo di “Pareggio”, si applicano le sanzioni previste dall’art. 1, comma 475, lett. a), c), e ss., della Legge n. 232/16 (riduzione del “Fondo sperimentale di riequilibrio” o del “Fondo di solidarietà comunale” in misura pari all’importo corrispondente allo scostamento registrato, divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica), tenendo conto della gradualità prevista dal comma 476 sopra citato.

L’art. 2 del Decreto concerne il ritardato invio della certificazione.

Gli Enti che non provvedono ad inviare la certificazione entro il termine perentorio del 31 marzo 2017 sono considerati inadempienti all’obbligo del “Pareggio di bilancio” e sono assoggettati alle sanzioni di cui all’art. 1, comma 475, lett. c) e seguenti, della Legge n. 232/16 (divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica).

Qualora la certificazione sia trasmessa in ritardo ma entro il successivo 30 maggio 2018 e attesti il conseguimento dell’obiettivo di saldo, viene applicata, nei 12 mesi successivi al ritardato invio, la sola sanzione di cui al comma 475, lett. e), dell’art. 1 della Legge n. 232/16 (divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo), limitatamente alle assunzioni di personale a tempo indeterminato; i 12 mesi decorrono dalla data di invio della certificazione, mentre nel caso in cui attesti il mancato rispetto dell’obiettivo di saldo di “Pareggio”, si applicano le sanzioni previste dall’art. 1, comma 475, lett. a), c) e ss., della Legge n. 232/16 (riduzione del “Fondo sperimentale di riequilibrio” o del “Fondo di solidarietà comunale” in misura pari all’importo corrispondente allo scostamento registrato, divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica) , tenendo conto della gradualità prevista dal comma 476 sopra citato.

Il Mef-RgS comunica al Ministero dell’Interno l’Elenco degli Enti inadempienti all’invio della certificazione alla data del 30 maggio 2018 al fine di sospendere, sino alla data di trasmissione da parte del Commissario ad acta, le erogazioni di risorse o trasferimenti relative all’anno successivo a quello di riferimento.

A partire dal 31 maggio 2017, in caso di mancata trasmissione della certificazione da parte dell’Ente Locale, il Presidente dell’Organo di revisione economico-finanziaria o il Revisore unico, in qualità di Commissario ad acta, provvede, pena la decadenza dal ruolo di revisore, ad assicurare l’assolvimento dell’adempimento e a trasmettere telematicamente, mediante sottoscrizione con firma digitale, la certificazione entro il 29 giugno 2018.

Qualora la certificazione trasmessa a cura del Commissario ad acta, entro il 29 giugno 2018, attesti il rispetto dell’obiettivo di saldo “Pareggio” si applicano solo le sanzioni disposte dall’art. 1, comma 475, lett. e) ed f), della Legge n. 232/16, tenendo conto della gradualità prevista dal citato comma 476, relative al divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo e alla rideterminazione delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta, mentre qualora attesti il mancato rispetto dell’obiettivo di saldo di “Pareggio” si adottano le sanzioni previste dall’art. 1, comma 475, lett. a), c) e seguenti, della Legge n. 232/16 (riduzione del “Fondo sperimentale di riequilibrio” o del “Fondo di solidarietà comunale” in misura pari all’importo corrispondente allo scostamento registrato, divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica), tenendo conto della gradualità prevista dal citato comma 476.

A partire dal 29 giugno 2018, in caso di mancata trasmissione da parte del Commissario ad acta della certificazione, continuano a trovare applicazione le sanzioni di cui all’art. 1, comma 475, lett. c) e seguenti, della Legge n. 232/16 (divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica) e la sospensione delle erogazioni di risorse o trasferimenti da parte del Ministero dell’Interno relative all’anno successivo a quello di riferimento.

Dal 31 maggio 2018, il Mef-RgS provvede ad inviare apposita comunicazione al Ministero dell’Interno con l’intento di revocare la sospensione delle erogazioni di risorse o trasferimenti agli Enti che hanno trasmesso la certificazione in data successiva al 30 maggio 2018.

L’art. 3 disciplina i casi di accertamento successivo del mancato conseguimento del saldo di “Pareggio di bilancio.

Gli Enti Locali ai quali il mancato conseguimento del saldo di “Pareggio di bilancio” sia accertato successivamente all’anno seguente a quello cui la violazione si riferisce, sono tenuti ad inviare una nuova certificazione del “Pareggio di bilancio” entro 30 giorni dall’accertamento della violazione.

Gli Enti Locali sono assoggettati, nell’anno successivo a quello della comunicazione del mancato conseguimento del saldo, alle sanzioni di cui all’art. 1, comma 475, lett. a), c) e seguenti, della Legge n. 232/16 (riduzione del “Fondo sperimentale di riequilibrio” o del “Fondo di solidarietà comunale” in misura pari all’importo corrispondente allo scostamento registrato, divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica).

Nell’Allegato al Decreto sono riportati i Modelli di certificazione e le Istruzioni di compilazione e per l’invio telematico, nonché le indicazioni nel caso si addivenga al ritardato invio della certificazione e alla nomina del Commissario ad acta o all’invio obbligatorio di una nuova certificazione.

Le informazioni relative alle risultanze al 31 dicembre 2017 utili alla verifica del rispetto dell’obiettivo del saldo di “Pareggio di bilancio” sono quelle previste nel Prospetto allegato al Decreto Mef n. 138205 del 27 giugno 2017, concernente il monitoraggio periodico del saldo di finanza pubblica per l’anno 2017 (Modello “Monit/17”), da comunicare al Mef-RgS utilizzando il Portale http://pareggiobilancio.mef.gov.it.

Considerato che le informazioni in questione sono già presenti nel sistema web, al fine di agevolare gli Enti Locali nella predisposizione della certificazione definitiva delle risultanze del “Pareggio di bilancio” per l’anno 2017, è stata prevista un’apposita procedura web che consente all’Ente di acquisire direttamente il modello per la certificazione ai fini del successivo invio telematico al Mef. Il Modello “Certif. 2017” risulta pertanto già compilato con le informazioni inserite, in fase di monitoraggio – II semestre 2017 (Modello “Monit/17” – colonna b) – Dati gestionali), direttamente dagli Enti nel Sistema web.

E’ stata prevista anche un’apposita Sezione (Sezione 2 – Modello “Monit/17”) dedicata alla rilevazione degli impegni di spesa in conto capitale effettuati a valere sugli spazi finanziari acquisiti mediante le “Intese regionali” e i “Patti di solidarietà”. Viene precisato al riguardo che gli spazi finanziari acquisiti mediante le procedure delle “Intese regionali”, del “Patto di solidarietà nazionale” e del “Patto di solidarietà nazionale verticale”, sono assegnati agli Enti con un esplicito e specifico vincolo di destinazione, ovvero per favorire le spese di investimento da realizzare attraverso l’uso dell’avanzo di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito. Ne deriva che gli spazi finanziari non utilizzati per le finalità ad essi sottese non possono essere utilizzati per altre finalità.

Il rappresentante legale, il Responsabile del Servizio “Finanziario” e l’Organo di revisione economico finanziario attestano, in sede di certificazione che i maggiori spazi finanziari acquisiti sono stati utilizzati esclusivamente per effettuare investimenti, attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti ed il ricorso al debito, come sopra specificato.

La correttezza dei dati inseriti deve essere sempre verificata dagli Enti Locali prima di apporre la firma digitale e, nel caso di difformità, devono essere rettificati entro il 31 marzo 2018 mediante la funzione “Variazione Modello” nell’applicazione web del “Pareggio di bilancio”.

Inoltre, gli Enti Locali compilano il Modello “Certif. 2017/A”, inserendo le entrate riscosse e le spese pagate nell’anno 2017 in termini di cassa totale (gestione in conto competenza ed in conto residui), al fine di determinare il saldo finale di cassa fra le entrate finali e le spese finali. Il conseguimento di un saldo finale di cassa non negativo fra le entrate finali e le spese finali costituisce, infatti, uno dei requisiti per accedere alla premialità.

La Sezione B dell’Allegato fornisce istruzioni per l’invio telematico dei Modelli di certificazione.

La certificazione attestante il rispetto del “Pareggio di bilancio” deve essere sottoscritta con firma digitale. Gli Enti Locali, anche quelli che hanno dichiarato il dissesto finanziario, devono inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo 2017, utilizzando esclusivamente il Sistema web appositamente previsto nel Sito web all’indirizzo http://pareggiobilancio.mef.gov.it, le risultanze al 31 dicembre 2016 del nuovo saldo di finanza pubblica.

Effettuata l’acquisizione del Modello, verificati i dati precompilati e inserite le informazioni richieste, dopo la sottoscrizione con firma digitale, l’Ente può effettuare l’invio della certificazione, e successivamente verificare che il campo “stato” finale del documento riporti la dicitura “inviato e protocollato”.

Informazioni dettagliate riguardo alla procedura e ai controlli preventivi effettuati sono consultabili sul “Manuale Utente” dell’applicativo disponibile sul Sistema web all’indirizzo http://pareggiobilancio.mef.gov.it; i quesiti di natura tecnica ed informatica potranno essere inviati a assistenza.cp@mef.gov.it.

L’acquisizione della Certificazione è consentita solo agli Enti che hanno trasmesso via web le risultanze del monitoraggio del “Pareggio di bilancio” al 31 dicembre 2017; gli altri Enti dovranno preliminarmente comunicare via web le informazioni relative al monitoraggio dell’anno 2017.

La Sezione C dell’Allegato concerne il ritardato invio della certificazione e la nomina del Commissario ad acta

Gli Enti Locali che non provvedono a trasmettere telematicamente la certificazione nei tempi previsti dalla legge sono ritenuti inadempienti all’obbligo del “Pareggio di bilancio 2017” e assoggettati alle sanzioni di cui al comma 475, lett. c) e seguenti, della Legge n. 232/16 (divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica).

Qualora la certificazione, sebbene in ritardo, sia trasmessa entro il 30 maggio 2018 e attesti il conseguimento dell’obiettivo di “Pareggio di bilancio”, si applicano nei 12 mesi successivi al ritardato invio, solo le disposizioni di cui all’art. 1, comma 475, lett. e), della Legge n. 232/16 (divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo), limitatamente alle assunzioni di personale a tempo indeterminato.

Il Mef-RgS comunica al Ministero dell’Interno l’Elenco degli Enti inadempienti all’invio della certificazione alla data del 30 maggio 2018, al fine di sospendere, sino alla data di trasmissione da parte del Commissario ad acta, le erogazioni di risorse o trasferimenti relative all’anno successivo a quello di riferimento.

A partire dal 31 maggio 2018, in caso di mancata trasmissione della certificazione da parte dell’Ente Locale, il Presidente dell’Organo di revisione economico-finanziaria o il Revisore unico, in qualità di Commissario ad acta, provvedono ad assicurare l’assolvimento dell’adempimento, pena la decadenza dal ruolo di Revisore, e a trasmettere telematicamente, previa sottoscrizione con firma digitale, la certificazione il 29 giugno 2018.

Ferma restando l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 1, comma 475, lett. c) e seguenti, della Legge n. 232/16, a partire dal 31 maggio 2018 e sino alla data di trasmissione della certificazione da parte del Commissario ad acta, sono sospese tutte le erogazioni di risorse o trasferimenti da parte del Ministero dell’Interno relative all’anno successivo a quello di riferimento.

Qualora la certificazione trasmessa a cura del Commissario ad acta entro il 29 giugno 2018, attesti il rispetto dell’obiettivo di saldo di “Pareggio di bilancio”, trovano applicazione le sole sanzioni del divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo e della rideterminazione indennità di funzione e gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta, tenendo conto della gradualità di cui al citato comma 476; mentre nel caso in cui la certificazione attesti il mancato rispetto dell’obiettivo di saldo “Pareggio di bilancio”, trovano applicazione tutte le sanzioni di cui all’art. 1, comma 475, lett. a), c) e seguenti, della Legge n. 232/16, tenendo sempre conto della gradualità prevista dal comma 476.

Decorsi 60 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto della gestione 2016, in caso di mancata trasmissione da parte del Commissario ad acta della certificazione, continuano a trovare applicazione le sanzioni di cui all’art. 1, comma 475, lett. c), e seguenti, della Legge n. 232/16 e la sospensione delle erogazioni di risorse o trasferimenti da parte del Ministero dell’Interno.

Tabella riepilogativa con scadenze, adempimenti e sanzioni:

 

La Sezione D si riferisce all’obbligo di invio di una nuova certificazione.

Dal 30 giugno 2018, gli Enti Locali non possono trasmettere nuove certificazioni a rettifica di quelle precedentemente inviate, ma sono tenuti ad inviare una nuova certificazione, a rettifica della precedente, solo gli Enti Locali che rilevano, rispetto a quanto già certificato, un peggioramento del proprio posizionamento rispetto all’obiettivo di saldo di “Pareggio di bilancio”.

Il “peggioramento” del proprio posizionamento rispetto all’obiettivo di saldo di “Pareggio di bilancio” riguarda le seguenti fattispecie:

  • maggiore differenza fra saldo finanziario conseguito e obiettivo, in caso di mancato rispetto del “Pareggio di bilancio”, già accertato con la precedente certificazione;
  • mancato rispetto del nuovo obiettivo di “Pareggio di bilancio”, contrariamente alla certificazione già inviata;
  • minore differenza tra saldo conseguito e obiettivo assegnato.

In assenza di una delle predette fattispecie, decorsi i termini sopra richiamati, gli Enti Locali non possono inviare certificazioni rettificative, in senso migliorativo, di dati trasmessi precedentemente.

Al riguardo, si segnala che, al fine di agevolare gli enti nelle attività di verifica e aggiornamento dei dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo e le risultanze del rendiconto di gestione, verrà reso disponibile un “Modello di controllo della congruenza dei dati” che metterà a confronto – evidenziando eventuali scostamenti – i dati inseriti nel modello del monitoraggio riferito al 31 dicembre 2017 (“Monit/17”) e nel Modello della certificazione 2017 (cella 2 della “Certif. 2017” e dati “Certif. 2017/A”) e le informazioni riferite al rendiconto di gestione 2017, trasmesse alla “Banca-dati delle Amministrazioni pubbliche” (“Bdap”).

Viene ricordato che gli Enti Locali che non rispettano il termine previsto per l’approvazione del rendiconto e il termine di 30 giorni dalla approvazione per l’invio dei relativi dati “Bdap”, compresi i dati aggregati per voce del piano dei conti integrato, non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, fino a quando non abbiano adempiuto.

L’applicazione della sanzione decorre dal giorno successivo a quello dei termini previsti per l’approvazione del rendiconto di gestione e per l’invio delle relative informazioni alla “Bdap”.

Nel caso in cui il mancato conseguimento del saldo sia accertato dalla Corte dei conti successivamente all’anno seguente a quello cui la violazione si riferisce, l’applicazione delle sanzioni avviene nell’anno successivo a quello della Comunicazione del mancato conseguimento del saldo obiettivo. Gli Enti Locali sono tenuti a Comunicare l’inadempienza mediante l’invio al Mef-RgS di una nuova certificazione entro 30 giorni dall’accertamento della violazione.

La Sezione E si riferisce alle premialità previste dall’art. 1, comma 479, lett. b), c) e d), della “Legge di bilancio 2017”.

Dal 2018 è introdotto un Sistema premiale in favore degli Enti Locali che, oltre a rispettare il saldo obiettivo di “Pareggio” e i termini perentori di invio della certificazione, conseguono un saldo finale di cassa non negativo, tra le entrate finali e le spese finali, lasciando spazi finanziari di Pareggio inutilizzati in misura inferiore all’1% degli accertamenti delle entrate finali.

Gli incentivi previsti sono di 2 tipi: una premialità economica e un alleggerimento dei vincoli alla spesa del personale:

  • assegnazione agli Enti territoriali con Decreto Mef, entro il 30 luglio di ciascun anno, delle eventuali risorse derivanti dalla riduzione del “Fsr” o del “Fsc” e dai versamenti e recuperi, effettivamente incassati, di cui alle sanzioni relative al “Pareggio di bilancio”, per essere destinate alla realizzazione di investimenti;
  • innalzamento nell’anno successivo della spesa per rapporti di lavoro flessibile del 10% della spesa sostenibile per le Città metropolitane;
  • innalzamento, nell’anno successivo, per i Comuni della percentuale della spesa per assunzioni a tempo indeterminato del 25% di quella relativa al medesimo personale cessato nell’anno precedente (turnover), qualora il rapporto dipendenti-popolazione dell’anno precedente sia inferiore al rapporto medio dipendenti-popolazione per classe demografica.

 

 

[1] L’art. 1, comma 476, della Legge n. 23/16 prevede la graduazione delle sanzioni nel modo seguente:

  • la sanzione di cui al comma 475, lett. c) (divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica), è applicata imponendo agli impegni di parte corrente un limite pari all’importo dei corrispondenti impegni dell’anno precedente;
  • la sanzione di cui al comma 475, lett. e) (divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo), è applicata solo per assunzioni di personale a tempo indeterminato;
  • la sanzione di cui al comma 475, lett. f) (rideterminazione delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza), è applicata al Presidente, al Sindaco e ai componenti della Giunta in carica nell’esercizio in cui è avvenuta la violazione versando al bilancio dell’Ente il 10% delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza spettanti nell’esercizio della violazione.

 

[2] Per i Comuni che rispettano il saldo di “Pareggio” lasciando spazi finanziari inutilizzati inferiori all’1% degli accertamenti delle entrate finali dell’esercizio nel quale è rispettato il medesimo saldo, nell’anno successivo la percentuale del turnover del personale è innalzata al 90% qualora il rapporto dipendenti-popolazione dell’anno precedente sia inferiore al rapporto medio dipendenti-popolazione per classe demografica, come definito triennalmente con il Decreto del Ministro dell’Interno.


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