Sono oltre 1.700, pari al 17% del totale,gli Enti che non hanno trasmesso al Mef il proprio “Piano di razionalizzazione” delle Società partecipate, venendo meno a questo adempimento previsto dal “Testo unico” di cui al Dlgs. n. 175/2016.
A renderlo noto, con il Comunicato n. 189 diramato congiuntamente il 20 novembre 2017, sono stati il Ministero dell’Economia e delle Finanze e quello per la Semplificazione e la P.A.
Il grosso delle Amministrazioni inadempienti è rappresentato dai Comuni di piccole dimensioni, al di sotto della soglia dei 5.000 abitanti, quindi Enti che mediamente non detengono un numero altissimo di partecipazioni pubbliche. Per questa ragione i Dicasteri hanno minimizzato il dato sull’inadempienza (definendolo “fisiologico”) e hanno ipotizzato che l’impatto dei dati mancanti sul quadro generale sin qui tracciato non sarà particolarmente rilevante.
Volgendo lo sguardo a quanto sin qui emerso dalla consultazione degli 8.771 provvedimenti motivati di ricognizione regolarmente trasmessi al Mef, si osserva come l’89% delle P.A. detenga delle partecipazioni societarie. Complessivamente si parla di ben 32.504 partecipazioni riconducibili a un totale di 5.791 Società.
Il processo innescato dalla c.d. “Riforma Madia” sembra però destinato a ridimensionare significativamente questi numeri posto che – stando a quanto dichiarato dagli Enti – 1 su 3 delle 4.701 Società a partecipazione diretta delle Amministrazioni sarà interessata da interventi di dismissione. Nello specifico, “di 2.558 Società in cui gli Enti possiedono, singolarmente o nel loro complesso, la maggioranza del capitale, 747 sono le Società interessate da procedure di dismissione e 118 le Società oggetto di procedure di fusione;di 2.143 Società in cui gli Enti, nel loro complesso, non detengono la maggioranza del capitale, 785 sono le Società da cui gli Enti intendono uscire dalla compagine azionaria”.
Le informazioni raccolte passeranno ora al vaglio della Struttura di monitoraggio del Dicastero guidato da Pier Carlo Padoan che, nei prossimi mesi, verificherà la rispondenza dei “Piani di razionalizzazione” presentati dalle P.A. ai criteri individuati dal “Testo unico in materia di Società partecipate”.
Nel mirino finiranno – tra l’altro – fatturati, risultati economici e numero di dipendenti ed Amministratori.
Parallelamente, sarà monitorata anche l’effettiva attuazione delle misure di razionalizzazione previste nei “Piani di revisione straordinaria”, quali alienazione, fusione, messa in liquidazione della Società.




