Pcc: pubblicata la Guida per la ricognizione delle fatture scadute precedenti al 1˚ luglio 2014

Pcc: pubblicata la Guida per la ricognizione delle fatture scadute precedenti al 1˚ luglio 2014

Il 5 gennaio 2015 è stata pubblicata sul sito del Mef la nuova raccolta delle guide che completano la descrizione delle funzionalità messe a disposizione dalla “Piattaforma Certificazione dei Crediti” (di seguito Pcc), fra cui l’attesa procedura per la comunicazione massiva dei debiti non ancora estinti, maturati nel primo semestre del 2014.

L’implementazione delle funzionalità è stata necessaria per adempiere al disposto dell’art 4-bis, del Dl. 8 aprile 2013, con il quale si prevede che “a decorrere dal 1° gennaio 2014, le comunicazioni di cui al comma 4, relative all’elenco completo dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre di ciascun anno, sono trasmesse dalle amministrazioni pubbliche per il tramite della piattaforma elettronica entro il 30 aprile dell’anno successivo”.

La comunicazione così detta “massiva” riguarderà le sole fatture o richieste equivalenti di pagamento emesse antecedentemente al 1˚ luglio 2014 che alla data in cui si effettua l’immissione dei dati non risultano ancora essere state pagate.

In merito all’individuazione delle richieste di pagamento da inserire con la procedura massiva, le nuove guide precisano che oltre a riferirsi a debiti certi, liquidi ed esigibili non ancora estinti al momento dell’inserimento dei dati in Pcc, dovranno comprendere tutti i debiti non ancora estinti a tale data e non solo quelli maturati nel periodo 1˚ gennaio – 30 giugno 2014, come più volte indicato dalle Guide. La ratio dell’operatività suggerita tenta di proporre una semplificazione operativa, che permette di predisporre in Pcc l’elenco completo dei debiti non ancora estinti da comunicare, previsto dal comma 4-bis, art. 7, del Dl. n. 35/13.

Da un punto di vista operativo l’inserimento potrà essere fatto sia dal fornitore che dalla P.A. Il primo infatti avrebbe interesse ad aggiornare la Piattaforma poiché, come indicato dalle Guide, l’istanza di certificazione del credito, che dovrà essere presentata mediante le funzionalità presenti in Pcc e dalla data del 24 dicembre 2014, potrà essere richiesta per le sole fatture presenti nel sistema. Le modalità previste sono le stesse di quelle predisposte per l’immissione dei dati per le fatture emesse dal 1˚ luglio, ovvero la modalità manuale, oppure quelle massiva e telematica mediante “Mod 001”.

Qualora i fornitori non provvedano, sarà compito della P.A. aggiornare la Pcc.

Anche per gli Enti le modalità previste sono quelle già conosciute, ovvero modalità manuale, oppure massiva e telematica mediante “Mod. 002”. Tuttavia le Guide suggeriscono di servirsi del “Modello 002” utilizzando la procedura semplificata, ossia indicando solo l’Importo totale del documento, senza specificare il Totale imponibile, il Totale imposta e, conseguentemente, la sezione relativa al Riepilogo Aliquote. Inoltre, trattandosi di fatture emesse prima del 1˚ luglio 2014 ma non ancora pagate, è probabile che i relativi crediti siano stati già certificati. In questo caso, può essere utile riportare nella rilevazione alcune informazioni sulla certificazione che è stata rilasciata, in modo da scongiurare il rischio di certificare nuovamente il credito in futuro. A tale scopo nel campo “Note” della sezione “Ricezione” è possibile immettere la dicitura “Rilasciata certificazione”.

Inoltre, si rammenta che, una volta immessi i dati delle fatture ricevute mediante “Mod 002”, occorrerà comunicare per ciascuna di esse le date di scadenza. Anche in questo caso le Guide suggeriscono di servirsi del “Modello 003” (previsto per le modalità massiva e telematica) utilizzando la procedura semplificata, ovvero comunicare la data di scadenza di una fattura che si trova nello stato “Ricevuto”, senza averla preventivamente contabilizzata. Il sistema procede automaticamente a contabilizzare l’importo della fattura comunicata nello stato “Sospeso” in attesa di liquidazione.

È importante sottolineare che la procedura d’immissione massiva delle fatture potrà essere eseguita soltanto dal 24 dicembre 2014 fino al 28 febbraio 2015.

Nell’occasione potrebbe essere di aiuto ricordare come individuare la data a partire dalla quale si debbano calcolare i tempi di pagamento indicati dal Dlgs. n. 231/02 che – rammentiamo – devono rispettare la tempistica di 30 giorni, massimo 60 previo accordo scritto con il fornitore. In merito l’art. 4, del Dlgs. n. 231/02, precisa che la data dalla quale devono essere calcolati i tempi di pagamento possono essere individuati in tre modi diversi. Il primo caso è previsto dalla lett. a), comma 2, art. 4, del Dlgs. n. 231/02, che individua la decorrenza dei tempi di pagamento a partire dal ricevimento della fattura o della richiesta di pagamento da parte del debitore. Qualora la data di ricezione della fattura sia anteriore alla data del ricevimento della merce o alla data di prestazione del servizio, i 30/60 giorni decorrono dalla data di ricevimento del bene o prestazione del servizio (lett. c), comma 2, art. 4, del Dlgs. n. 231/02).

Infine nel caso in cui sia previsto l’accertamento della conformità della merce o dei servizi alle prestazioni contrattuali, i tempi di pagamento decorrono dal termine della procedura di verifica qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data (lett. d), comma 2, art. 4, del Dlgs. n. 231/02). Tuttavia, al fine di non precostituire uno strumento destinato a consentire un facile aggiramento della normativa e quindi al fine di garantire, anche in questo caso, la certezza dei tempi di pagamento, il Legislatore ha imposto un termine di conclusione della citata procedura di verifica; infatti, l’art. 4, comma 6, del riformato Dlgs. n. 231/02, ha stabilito che, laddove per legge o per contratto sia prevista una procedura diretta ad accertare la conformità della merce o dei servizi al contratto, questa non può avere una durata superiore a 30 giorni dalla data della consegna della merce o della prestazione del servizio.

di Cesare Ciabatti


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