Pec dei Consiglieri: il Comune può assegnare un indirizzo istituzionale in caso di rifiuto

Il Parere Dait n. 12388/2026 interviene su una questione pratica ma rilevante per il funzionamento degli Organi consiliari: l’obbligo per i Consiglieri comunali di dotarsi di una casella di Pec e le conseguenze del rifiuto di adempiere a tale obbligo.

Il Parere Dait n. 12388 del 14 aprile 2026, pubblicato il 1° luglio 2026, interviene su una questione pratica ma rilevante per il funzionamento degli Organi consiliari: l’obbligo per i Consiglieri comunali di dotarsi di una Casella di posta elettronica certificata (Pec) e le conseguenze del rifiuto di adempiere a tale obbligo.

Il caso nasce dalla richiesta del Segretario comunale, trasmessa dalla Prefettura, che segnala come un Consigliere abbia dichiarato di non voler attivare una Pec personale, nonostante il Regolamento del Consiglio comunale lo imponga espressamente. L’art. 12 del Regolamento stabilisce infatti che ogni Consigliere debba comunicare il proprio indirizzo Pec entro 10 giorni dalla proclamazione, configurando un obbligo chiaro e vincolante. Fino a tale comunicazione, le convocazioni devono essere effettuate tramite Messo comunale o raccomandata A/R, con evidente aggravio per l’Ente.

Il Dait ricorda che, in assenza di una disciplina specifica dettata da legge, Statuto o Regolamento, le modalità di convocazione seguono il Principio della libertà delle forme, purché la forma prescelta sia idonea a garantire la conoscenza dell’atto. La giurisprudenza amministrativa e il “Codice dell’Amministrazione Digitale” confermano la piena equivalenza tra notificazione cartacea e comunicazione via Pec, che assicura certezza del mittente, del destinatario, del contenuto e dell’avvenuta consegna.

Alla luce di tali principi, il Parere afferma che, di fronte al rifiuto del Consigliere di dotarsi di una Pec personale, il Comune può legittimamente assegnare una casella Pec istituzionale con dominio comunale. Questa soluzione consente di mantenere un canale ufficiale, stabile e affidabile per tutte le comunicazioni tra l’Ente e i suoi Rappresentanti elettivi, evitando l’uso del Messo comunale e garantendo la regolarità delle convocazioni.

Il Dait suggerisce inoltre, che il Comune possa valutare una revisione del proprio Regolamento, così da permettere ai Consiglieri di scegliere se utilizzare una Pec personale oppure una Pec istituzionale, mantenendo comunque l’obbligo di disporre di un canale certificato per le comunicazioni ufficiali.

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