Personale P.A.: una Sentenza rivoluzionaria rivede i rapporti tra Sindaco e Segretario comunale

Personale P.A.: una Sentenza rivoluzionaria rivede i rapporti tra Sindaco e Segretario comunale

E’ con grande interesse che va letta la recente Sentenza del Tribunale di Lucca che ha deciso, statuendo in secondo grado un dictat giurisprudenziale, una questione sorta tra il Sindaco di un Comune toscano ed il Segretario comunale.

Andiamo con ordine. Ad Elezioni appena espletate, ad insediamento appena avvenuto, il Sindaco, come è normale che sia, si trova a doversi rapportare con il Segretario comunale della “vecchia Amministrazione” ed ha, alla luce dell’art. 99 del Tuel, un periodo di tempo che va dal 61° giorno al 120° dal giorno del suo insediamento per decidere se confermare il Segretario in carica o attivare la procedura per la scelta di uno nuovo.

Nel Comune in questione, un caso di scuola. Il Sindaco, per un errore dichiarato di valutazione, conferma, con provvedimento espresso, il Segretario in carica il 39° giorno, quindi, molto prima dell’inizio del termine che il Tuel gli attribuisce per operare la scelta.

Successivamente, con un provvedimento ad hoc di revoca, il medesimo Sindaco, chiarito come la conferma fosse frutto di un errore, in quanto posta in essere sul presupposto della sua necessità per consentire al Segretario uscente, in attesa della nomina del nuovo, di esercitare, comunque, le proprie funzioni, in regime di prorogatio, l’ha però revocata, contestualmente dando avvio alla procedura per l’individuazione del nuovo Segretario comunale, poi nominato effettivamente, con provvedimento ad hoc e confermato dal Ministero.

Ne nasce un contenzioso. Tutto subito va sottolineato come la controversia ruoti attorno all’interpretazione dell’art. 99, comma 3, del Tuel, il quale recita: “La nomina (del nuovo Segretario Comunale) è disposta non prima dei 60 giorni e non oltre 120 giorni dalla data di insediamento del Sindaco (….), decorsi i quali il segretario è confermato”.

Tale norma, isolatamente ed astrattamente considerata, si presta a 2 differenti letture: una dal punto di vista del privato, l’altra dal punto di vista dell’Ente.

Dal punto di vista del privato (che è quella fatta valere dal Segretario confermato e poi revocato), il senso della previsione è quello per il quale il nuovo Sindaco deve concedere al Segretario comunale uscente almeno 60 giorni, per consentirgli di dimostrare di essere meritevole di conferma. La norma sarebbe cioè mirata a garantire che il suddetto Segretario comunale non venga sostituito prima di 60 giorni dall’insediamento del nuovo Sindaco.

Dal secondo punto di vista, viceversa, il senso della previsione è quello per il quale il Sindaco deve poter valutare il Segretario comunale uscente per almeno 60 giorni, prima di decidere se confermarlo o sostituirlo. La norma mirerebbe cioè ad evitare decisioni affrettate in merito alla scelta del Segretario comunale.

Nella prima ottica il potere, che, prima del termine in questione, il nuovo Sindaco non ha, è esclusivamente quello di sostituire il Segretario comunale uscente. In questa ipotesi, dunque, mentre la sostituzione anticipata risulterebbe preclusa, nulla osterebbe invece alla conferma anticipata.

Nella seconda ottica il potere, che, prima del medesimo termine, il nuovo Sindaco non ha, è più in generale, quello di prendere una decisione, sia essa confermativa oppure sostitutiva. In questa ipotesi, dunque, non solo la sostituzione anticipata, ma anche la conferma anticipata risulterebbe preclusa.

Queste essendo, astrattamente, le alternative, il contesto normativo parrebbe propendere per la seconda. Così ha deciso, infatti, il Tribunale di Lucca, in secondo grado in seduta collegiale, dopo una prima Sentenza negativa del Collega del primo grado, con Sentenza rivoluzionaria.

In merito, un’unica Sentenza del Tribunale di Voghera, del lontano 2000 aveva deciso, sempre in primo grado, e non opposta, esattamente il contrario, cassando il provvedimento di revoca del Sindaco e reintegrando il Segretario uscente.

In primo grado, anche il Giudice di Lucca, sposando la tesi di Voghera reintegrava il Segretario revocato, per poi vedersi, però, annullare la Sentenza in secondo grado, quella che si sta commentando, riportando la discussione su di un piano strettamente interpretativo di norme.

Di fatto, l’art. 99, comma 3, è chiaro nell’individuare lo spatium deliberandi all’interno del quale è consentito al Sindaco decidere in un senso o nell’altro, né prima e né dopo.

L’art. 99 del Tuel è assolutamente e chiaramente finalizzato – ribadiscono i Giudici di secondo grado lucchesi – “a regolare non la posizione del Segretario Comunale, bensì quella del Comune. Esso disciplina cioè il procedimento di nomina del primo da parte del secondo e non i diritti e gli obblighi di quest’ultimo. Ed anche il 3° comma non può che essere coerentemente letto se non in tale prospettiva.

In sostanza, in questa Sentenza – che apre un varco nella lettura della norma e stabilisce una pietra tombale sul punto – si sostiene che, non avendo il nuovo Sindaco, prima del decorso di 60 giorni dal proprio insediamento, alcun potere in merito alla scelta del Segretario comunale, il provvedimento confermativo deve ritenersi inesistente, ovvero tamquam non esset e corretto appare, a contrario, dunque, – a parte la superflua revoca di tale primo provvedimento – l’avvio della procedura per l’individuazione del nuovo Segretario comunale.

Inutile sottolineare che, con questa decisione, il potere di scelta del Sindaco è stato reso, a parere di chi scrive giustamente, ancora più incisivo e forte.

di Laura Servetti


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