“Piani razionalizzazione partecipate”: arriva la proroga al 30 novembre 2017 per la dichiarazione degli esuberi da parte delle Società controllate

“Piani razionalizzazione partecipate”: arriva la proroga al 30 novembre 2017 per la dichiarazione degli esuberi da parte delle Società controllate

Slitta al 30 novembre 2017 il termine ultimo per predisporre la dichiarazione degli esuberi da parte delle Società partecipate, da stilare alla luce dei “Piani di razionalizzazione” che dovranno invece essere portati a termine entro – questa scadenza non sembra destinata a subire proroghe – il 30 settembre 2017.

A stabilirlo – accogliendo le richieste di Comuni, Province e Regioni – è stata la Conferenza unificata, nel corso della seduta del 21 settembre 2017.

Con una Nota diramata lo stesso giorno sul proprio sito istituzionale, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani ha informato che, a catena, saranno prorogati anche il termine per la comunicazione ai Sindacati degli esuberi (la nuova scadenza è il 10 dicembre 2017) e quello entro il quale le Società controllate sono chiamate a comunicare gli eventuali esuberi alle Regioni che dovranno formare gli Elenchi regionali (20 dicembre 2017). Chiude il cerchio il termine del 15 gennaio 2018, entro il quale questi ultimi dovranno essere trasmessi alla “Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro” (Anp).

La richiesta di proroga della dichiarazione relativa agli esuberi deriva dal fatto che la stessa norma (Dlgs. n. 175/16, nuovo “Testo unico delle Società partecipate”) che ha imposto di completare entro il 30 settembre 2017 i “Piani di razionalizzazione straordinaria” la ricognizione del personale in servizio e la dichiarazione di eventuali esuberi, ha anche previsto che questi ultimi debbano essere “motivati anche alla luce dei Piani di revisione”. “Risulta evidente dunque – ha detto il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro – che se Piani di revisione saranno presentati il 30 settembre, la loro valutazione in funzione di eventuali esuberi va consentita prevedendo tempi congrui”.

L’obiettivo è garantire tempi “più congrui” affinché i soggetti coinvolti nell’operazione possano gestire un procedimento così complesso tenendo ben presente la necessità di tutelari i lavoratori potenzialmente coinvolti.


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