“Piano Casa”: via libera del Consiglio dei Ministri al Decreto per 100.000 nuovi alloggi

Nella Riunione del 30 aprile 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato un Decreto-legge recante disposizioni urgenti per il nuovo “Piano Casa”, con l’obiettivo di contrastare l’emergenza abitativa e incrementare l’offerta di alloggi

Come si apprende dal Comunicato-stampa diffuso a margine del Consiglio dei Ministri n. 173, tenutosi in data 30 aprile 2026, il Governo ha approvato un Decreto-legge recante disposizioni urgenti per il nuovo “Piano Casa”, con l’obiettivo di contrastare l’emergenza abitativa e incrementare l’offerta di alloggi.

Il “Piano” punta a rendere disponibili circa 100.000 abitazioni in 10 anni, attraverso un mix di Interventi pubblici e privati.

Il Provvedimento si articola in 3 Linee di intervento principali.

1. Recupero e rilancio dell’Edilizia residenziale pubblica

Il primo Pilastro riguarda un Programma straordinario di riqualificazione del Patrimonio Erp:

  • recupero di circa 60.000 alloggi popolari oggi non assegnabili;
  • Interventi di ristrutturazione e adeguamento degli Impianti;
  • introduzione di semplificazioni procedurali;
  • nomina di un Commissario straordinario per l’attuazione del Piano.

Sono inoltre previsti:

  • programmi di riscatto degli alloggi Erp da parte degli assegnatari;
  • realizzazione di nuove abitazioni senza consumo di suolo, con locazione a lungo termine e possibilità di acquisto.

2. “Fondo unico per l’housing sociale

Il secondo Pilastro prevede la creazione di uno strumento finanziario centralizzato, gestito da Invimit Sgr, che accorperà:

  • risorse europee e nazionali già destinate all’“housing sociale”;
  • fondi per l’emergenza abitativa oggi distribuiti tra diversi livelli di governo.

Caratteristiche principali:

  • creazione di Comparti regionali o provinciali, per adattare gli Interventi alle esigenze territoriali;
  • dotazione complessiva di oltre 10 miliardi di Euro.

3. Attivazione degli Investimenti privati

Il terzo Pilastro punta a coinvolgere il Settore privato:

  • introduzione di procedure semplificate e accelerate per gli Investimenti;
  • nomina di un Commissario straordinario per Progetti superiori a 1 miliardo di Euro;
  • rilascio di un Provvedimento autorizzativo unico.

In cambio delle semplificazioni, è previsto un vincolo:

  • almeno il 70% degli alloggi realizzati deve essere destinato ad Edilizia convenzionata;
  • prezzi calmierati con riduzione minima del 33% rispetto al mercato.

Le semplificazioni si applicheranno solo alla quota di edilizia integrata, mentre per il resto resta la disciplina ordinaria.

Come si apprende da una Notizia pubblicata da Anci, il Presidente dell’Associazione e Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha commentato: “L’emergenza abitativa è una vera priorità per il Paese che affligge in particolare i Comuni di grandi dimensione, ma non solo. Anci si è fatta parte attiva da 2 anni nel cercare di presentare proposte con raccolta di Progetti e misure di semplificazione in materia di politiche abitative, spingendo anche in ambito europeo affinché il tema della casa diventasse una priorità”. “Bisogna mantenere un equilibrio tra controllo della spesa e investimenti per sostenere l’Economia del Paese e questo anche attraverso le risorse destinate alle Infrastrutture. Quindi, sostenere politiche attive per la Casa vuol dire continuare in un ciclo virtuoso di investimenti di sostegno alla crescita economica. Questo ‘Piano Casa’ rappresenta sicuramente una prima risposta utile e, aspettando di conoscere i dettagli delle norme, rileviamo che parte delle risorse derivano da fondi statali già destinati ai Comuni. Ho chiesto assolute garanzie – ha sottolineato Manfredi – che tale destinazione non sia modificata e spero che ci siano altre risorse aggiuntive a favore delle Politiche abitative dei Comuni per dare risposte alle fasce sociali più deboli che attendono nelle graduatorie comunali. Richiamo l’attenzione, inoltre, sulla necessità improcrastinabile di un rifinanziamento significativo del ‘Fondo morosità incolpevole’ e sostegno agli affitti che rappresentano ad oggi strumenti importanti di risposta al disagio. Sulle semplificazioni in materia urbanistica chiedo la massima attenzione al rispetto delle competenze pianificatorie dei Comuni che, comunque, vanno salvaguardate anche in un’ottica di premialità e accelerazione per la realizzazione degli Investimenti e vanno previste compensazioni finanziarie per eventuali misure di esonero dei contributi legati alla costruzione dei privati. Sicuramente collaboreremo, appena avremo il testo definitivo, alla definizione più dettagliata delle norme che sono state messe in campo, e ci auguriamo, come concordato, che nella fase attuativa e nella fase di definizione della pianificazione della programmazione, i Sindaci e le Comunità locali abbiano un ruolo rilevante, perché poi questi Interventi – ha concluso il Presidente dell’Anci – vanno integrati nei contesti cittadini, proprio per fare in modo che siano realmente efficaci e garantiscano anche un miglioramento e un recupero di tante realtà urbane, soprattutto periferiche, che hanno bisogno di interventi di Rigenerazione urbana”.