“Piao”: approvati i Decreti attuativi e attivata la Piattaforma per l’invio alla Funzione pubblica

“Piao”: approvati i Decreti attuativi e attivata la Piattaforma per l’invio alla Funzione pubblica


La definizione dei contenuti del nuovo “Piano integrato di attività e organizzazione” (“Piao”) è finalmente giunta a compimento, con l’approvazione dei Decreti attuativi previsti dall’art. 6 del Dl. n. 80/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 113/2021 (cd. “Decreto Reclutamento”), norma che ha introdotto nel nostro ordinamento questo nuovo strumento integrato di programmazione, in attuazione degli obiettivi previsti dal “Pnrr” per la Riforma della P.A.

Il Dpr. n. 81/2022, che individua i Piani preesistenti ora assorbiti dal “Piao” e il Decreto interministeriale che detta le Istruzioni e definisce lo Schema-tipo del nuovo “Piao”, sono stati rispettivamente pubblicati in G.U. e diffusi tramite il sito del Ministero della Funzione pubblica, dopo la firma del Mef, il 30 giugno, termine appunto entro cui le P.A. avrebbero dovuto approvare il Piano.

Il Dpr. come detto contiene l’elencazione degli adempimenti che vengono assorbiti dal nuovo Piano, con riferimento agli Enti con oltre 50 dipendenti, destinatari diretti della disciplina, rinviando al Dm. l’individuazione degli adempimenti semplificati cui sono tenuti gli di dimensione inferiore.

Gli adempimenti soppressi relativi ai Piani previgenti riguardano: il “Piano sul fabbisogno di personale”, il “Piano della performance”, il “Piano Anticorruzione”, il “Pola” sul “lavoro agile”, nonché il “Piano di razionalizzazione sulle dotazioni strumentali” e il “Piano delle azioni positive e azioni concrete”.

Il Dpr. rinvia inoltre all’attività di monitoraggio da parte del Dipartimento della Funzione pubblica e dell’Anac al fine di valutare l’effettiva utilità di adempimenti richiesti da Piani al momento esclusi dal “Piao” e individuare disposizioni normative che prevedano adempimenti incompatibili con la disciplina del nuovo Piano.

Il Dm. esplicita i contenuti del Piano, prevendo un apposito Schema-tipo, suddiviso in 2 colonne che evidenziano la distinzione contenutistica tra il “Piao” ordinariamente – richiesto agli Enti superiori a 50 dipendenti – e quello “semplificato” cui sono tenuti gli Enti di minore dimensione organizzativa.

Il Piano prevede una scheda anagrafica, che identifica in dettaglio l’Amministrazione, ed è suddiviso in 3 Sezioni, a loro volta ripartite in Sottosezioni:

  • Sezione 1: “Valore pubblico, Performance e Anticorruzione”, nella quale vengono definiti i macro-obiettivi dell’Amministrazione e che per gli Enti Locali fa riferimento alle previsioni generali contenute nella Sezione strategica del Dup; il “Piano delle performance”, contenente la programmazione annuale degli Obiettivi e degli Indicatori di efficacie e efficienza, in linea con la disciplina del Dlgs. n. 150/2009; il “Piano per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza”, di competenza del Responsabile della prevenzione della corruzione e della Trasparenza (“Rpct”) che, sulla base degli Obiettivi strategici in materia, riproduce i contenuti de “Ptpct”;
  • Sezione 2: “Organizzazione e Capitale umano”, che illustra la Struttura organizzativa e relative azioni e interventi da realizzare nell’ottica del raggiungimento degli Obiettivi individuati nella Sezione precedente; l’impostazione e organizzazione della disciplina del “lavoro agile” (precedentemente indicata nel “Pola”) secondo la definizione degli istituti individuata dal redigendo Ccnl.; la programmazione dei fabbisogni di personale, alla luce delle norme assunzionali vigenti e delle azioni di riqualificazione del personale attraverso la formazione, in stretta correlazione con le strategie dell’Amministrazione declinate nella Sezione 1;
  • Sezione 3: “Monitoraggio”, che deve indicare gli strumenti e le modalità di verifica, incluse le rilevazioni di soddisfazione degli utenti, di quanto previsto alle Sezioni precedenti, nonché i soggetti responsabili delle attività di monitoraggio.

Per le P.A. con meno di 50 dipendenti, l’art. 6 del Dm. prevede un adempimento semplificato circoscritto: alla Sezione 1, Sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza”, limitatamente all’aggiornamento della mappatura dei processi relativi alle aree di rischio previste dall’art. 1, comma 16 della Legge n. 190/2012 e a quelli specifici individuati come di maggior rilievo ai fini del raggiungimento degli Obiettivi dagli Enti; alla Sezione 2, Sottosezione “Struttura organizzativa”, “Organizzazione del ‘lavoro agile’”, “Piano triennale dei fabbisogni di personale”, quest’ultima con specifico riferimento alla programmazione delle cessazioni dal servizio e alla stima dell’evoluzione dei fabbisogni di personale in relazione alle scelte in materia di reclutamento tenendo conto, anche se non esplicitato dalla disposizione, del rispetto della disciplina per la definizione degli spazi assunzionali e dei limiti in materia di spesa di personale.

Fermo restando il termine ordinario per l’approvazione del “Piao” al 31 gennaio di ogni anno, a regime in caso di spostamento del termine per l’approvazione dei bilanci di previsione il termine sarà differito di 30 giorni successivi.

Con riferimento all’anno 2022, il termine è differito a 120 giorni successivi a quello di approvazione del bilancio di previsione (art. 8, comma 3). Considerato che per gli Enti il termine è stato rinviato al 31 luglio prossimo, la citata disposizione, in via maggioritaria, sembra da interpretare in senso estensivo a 4 mesi dal termine ultimo per il bilancio di previsione, ossia a fine novembre 2022. Anche se a tale data l’approvazione si tradurrà in un mero esercizio di stile essendo orami esaurita la portata programmatoria annuale.

La Funzione pubblica intanto, dal 1° luglio ha reso attivo il nuovo Portale di raccolta dei Piani integrati, che le P.A. devono utilizzare, previa registrazione, per inserire il proprio “Piao”. Il censimento dei vari Piani sarà utile per approfondirne l’analisi.


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