Politica di bilancio: il Consiglio dei Ministri approva il “Def 2016”

Politica di bilancio: il Consiglio dei Ministri approva il “Def 2016”

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi nella serata di venerdì 8 aprile 2016 a Palazzo Chigi, ha approvato – in applicazione dell’art. 10 della Lege n. 196/2009 – il “Documento di economia e finanza 2016” (“Def”).

Il Documento è stato trasmesso alle Camere affinché si esprimano sugli obiettivi programmatici e sulle strategie di politica economica in esso contenute.

La stima relativa all’andamento del Pil nel 2016, pari a 1,2%, manifesta quest’anno minore ottimismo rispetto a quello che aveva contrassegnato il “Def 2015”. L’anno scorso infatti era stato ipotizzato, in un primo momento, una crescita pari allo 0,7% per il 2015 e all’1,4% per il 2016. Successivamente, con il consueto aggiornamento di settembre, entrambe le stime erano state riviste al rialzo e l’Esecutivo aveva prefigurato una crescita dello 0,9% per il 2015 e dell’1,6% per il 2016.

Alla fine la crescita registrata lo scorso anno, a seguito di 3 anni consecutivi di contrazione, è stata dello 0,8%.

Nella Nota diramata da Palazzo Chigi viene evidenziato come, negli ultimi mesi del 2015, il quadro internazionale abbia mostrato “segnali di peggioramento, dovuti alla fase di difficoltà dell’Eurozona, al progressivo rallentamento delle economie emergenti e alla minaccia terroristica”.

L’ipotizzata crescita dell’1,4% viene ora proiettata all’anno prossimo mentre per il 2018 la stima è di un aumento pari all’1,5%.

La crescita del Pil – si legge nel Comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri – nonostante una congiuntura internazionale non favorevole, sarà trainata dall’aumento degli investimenti pubblici e dall’ulteriore riduzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese programmato dal governo. Nel 2016 la pressione fiscale è prevista scendere di 0,7 punti percentuali collocandosi al 42,8% del Pil (classificando il ‘bonus 80€’ per gli effetti sul reddito netto dei lavoratori, la pressione fiscale scende al 42,2%). Gli investimenti fissi lordi aumentano del 2,2%”.

Quanto all’indebitamento netto della P.A. (deficit), l’Esecutivo ha stimato che quest’anno sarà pari al 2,3% del Pil, contro il 2,6% dell’anno scorso e il 3,0% del 2014. Con riferimento al debito pubblico – si legge infine – “si conferma l’avvio della discesa del debito pubblico che dal 132,7% del Pil dello scorso anno calerà al 132,4% nel 2016 e al 130,9% nel 2017. A questo andamento contribuiranno le privatizzazioni, i cui proventi sono previsti in misura pari allo 0,5% del Pil l’anno per il periodo considerato”.

 

Indicatori di Finanza pubblica (in percentuale del Pil)
Quadro programmatico
2014 2015 2016 2017 2018 2019
Indebitamento netto -3,0 -2,6 -2,3 -1,8 -0,9 0,1
Saldo primario 1,6 1,6 1,7 2,0 2,7 3,6
Interessi 4,6 4,2 4,0 3,8 3,6 3,5
Debito pubblico 132,5 132,7 132,4 130,9 128,0 123,8

 

Ricordiamo che il “Documento di economia e finanza” è composto dalle seguenti Sezioni:

  • Sezione I: Programma di stabilità dell’Italia;
  • Sezione II: Analisi e tendenze della finanza pubblica;
  • Sezione III: Programma nazionale di riforma.

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