Polizia municipale: condizioni per l’utilizzo di personale di vigilanza a tempo parziale del Comune limitrofo

Polizia municipale: condizioni per l’utilizzo di personale di vigilanza a tempo parziale del Comune limitrofo

Nella Delibera n. 43 dell’8 marzo 2016 della Corte dei conti Lazio, la richiesta di parere riguarda l’interpretazione delle disposizioni introdotte dall’art. 5, comma 6, del Dl. n. 78/15, convertito con modificazioni dalla Legge n. 125/15, in materia di assorbimento del personale delle Provincie e conseguente divieto per gli Enti Locali di assunzione di personale per lo svolgimento delle funzioni di Polizia locale ad eccezione dei casi di assunzione a tempo determinato per esigenze “di carattere strettamente stagionale e comunque per periodi non superiori a cinque mesi nell’anno solare, non prorogabili”.

Nello specifico, è stato chiesto se la disposizione richiamata abroghi, e in che termini, il precedente combinato disposto degli artt. 92, comma 1, del Dlgs. n. 267/00, e art. 1, comma 557, della Legge n. 311/04, in forza del quale molti Comuni si avvalgono di lavoratori dipendenti da altri Enti Locali per prestazioni a tempo pieno o a tempo parziale. Di conseguenza, è stato chiesto se sia possibile “continuare ad utilizzare l’unità di personale di vigilanza a tempo parziale” del Comune limitrofo al di fuori del suo orario di lavoro per un certo numero di ore settimanali, per l’anno 2016 e/o più in generale se tale formula organizzativa sia comunque possibile, anche al di fuori del limite temporale dell’anno 2016, ove il rapporto di lavoro sia giustificato da “esigenze di carattere strettamente stagionale e comunque per periodi non superiori a 5 mesi nell’anno solare”.

La Sezione osserva che l’art. 5 del Dl. n. 78/15, convertito in Legge n. 125/15, prevede per i Comuni il divieto di assumere personale per lo svolgimento di funzioni di Polizia municipale con qualsiasi forma contrattuale se prima non è completato il processo di assorbimento del personale di provenienza provinciale. In sede di conversione in legge è stata introdotta l’eccezione (mancante nel testo originario del Dl.), a favore delle assunzioni di personale con funzione di Polizia locale, con contratto a tempo determinato e per esigenze di carattere strettamente stagionale, sempre che il contratto non abbia durata superiore a 5 mesi nell’anno solare, non prorogabili. Quindi, le disposizioni contenute agli artt. 1, comma 557, della Legge n. 311/04 e 92, comma 1, del Tuel, in tema di utilizzazione reciproca di personale tra Comuni limitrofi, non possono ritenersi abrogate con riguardo al personale chiamato a svolgere funzioni di Polizia municipale, ma continuano ad essere a questo applicabili, a condizione che il personale assunto sia stagionale, a tempo determinato e con contratto di durata non superiore a 5 mesi, non prorogabili nell’anno solare. Peraltro, detti contratti possono essere ripetuti negli anni a venire, con nuovo contratto stagionale. Infatti, la clausola di garanzia della non prorogabilità dei 5 mesi del lavoro stagionale si deve intendere come clausola volta ad evitare forme di aggiramento della disposizione, tali da mascherare un impegno lavorativo di durata superiore con contratti di lavoro stagionale ripetuti nell’anno. Nulla invece osta alla riproponibilità della formula del contratto stagionale negli anni a venire. Al contrario, le disposizioni succitate devono ritenersi non operanti per il personale di Polizia municipale da assumere “con qualsiasi altra forma contrattuale” fino al completamento del “transito del personale di Polizia provinciale nei ruoli di quello di Polizia municipale”.


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