Prima i Comuni, poi lo Stato: una lezione dimenticata da trent’anni

di Riccardo Compagnino

Il 16 dicembre 1996, in un piccolo Comune della Provincia di Enna, il Consiglio comunale e la Giunta comunale approvarono un Ordine del giorno destinato a rimanere di straordinaria attualità. Dopo aver esaminato la proposta di bilancio della Regione Siciliana per il 1997, gli Amministratori denunciarono, con dati e argomentazioni, “l’impossibilità per la maggior parte dei Comuni, a causa della consistente riduzione dei trasferimenti finanziari regionali, di procedere alla stesura del proprio bilancio di previsione”, se non ricorrendo alla dichiarazione di dissesto.

Non era una protesta politica. Era il grido di allarme di chi amministrava

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