Processo tributario: se la scadenza del termine per presentare ricorso cade di sabato scatta la proroga al lunedì?

Processo tributario: se la scadenza del termine per presentare ricorso cade di sabato scatta la proroga al lunedì?

Corte di Cassazione, Sezione V, Sentenza 4248 del 17/02/2017

Con la Sentenza n. 4248 dello scorso 17 febbraio, la Suprema Corte di Cassazione ha contribuito ad evidenziare la corretta interpretazione dell’articolo 155 Cpc., il quale come noto, è direttamente applicabile al processo tributario per il rinvio alle disposizioni del Codice di rito operato dall’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 546/92.

La decisone in rassegna, correntemente e in linea con il solco consolidato della giurisprudenza di legittimità, precisa che nelle controversie tributarie il termine per proporre ricorso deve essere qualificato come termine “a decorrenza successiva” e, pertanto, computato secondo il criterio di cui all’art. 155, primo comma, Cpc., cioè escludendo il giorno iniziale e conteggiando quello finale.

Tale termine deve ritenersi compreso fra quelli “per il compimento degli atti processuali svolti fuori dall’udienza” di cui all’art. 155, quinto comma, cit., con la conseguenza che, ove il “dies ad quem” del medesimo vada a scadere nella giornata di sabato, esso è prorogato di diritto al primo giorno seguente non festivo.

Il caso controverso, oggetto del giudizio di merito, che sé svolto dinanzi alla Commissione tributaria regionale della Toscana, ha riguardato la dichiarazione di inammissibilità dell’appello proposto dall’ufficio erariale, che, secondo la Ctr. era stato notificato oltre il termine lungo di un anno e 46 giorni medio tempore vigente.

Il termine per impugnare, nel caso di specie, decorreva dal 4 maggio 2009 (data di deposito della Sentenza di prime cure), e l’ufficio aveva presentato per la spedizione il piego raccomandato, senza busta, in data 21 giugno 2010 perché il termine finale (19 giugno 2010) veniva a cadere di sabato.

La postergazione del termine è di diritto e nessuna rilevanza si potrà dare all’apertura degli Uffici postali o alla eventuale disponibilità ad accettare gli atti in scadenza l’ultimo giorno; identico ragionamento è valido nel caso di eventuale termine breve per effetto della notifica della Sentenza all’altra parte processuale.

Il contenuto della Sentenza in commento, pur nella sua stringatezza, fa riferimento alla natura della decorrenza “successiva” del termine per impugnare e questa precisazione è dovuta in quanto occorre tenere presente all’indirizzo giurisprudenziale della stessa Suprema Corte che, ritiene inapplicabile ai termini “a ritroso” la proroga al primo giorno non festivo successivo. Di conseguenza, in caso di termine “a ritroso” con scadenza in giorno festivo, la stessa è anticipata al primo giorno non festivo antecedente.
Il termine “a ritroso” – di cui è esempio, nel processo tributario, quello di presentazione delle memorie antecedenti l’udienza (art. 32 del Dlgs. n. 546/92) – impone il compimento di un atto un certo numero di giorni prima di una determinata data e quindi si pone in una posizione diametralmente opposta al termine “a decorrenza successiva”, così rappresentando un termine finale che precede quello iniziale.

di Stefania Santorelli

 


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