Rapporto “Piccoli Comuni e cammini d’Italia”: Symbola e Ifel tracciano il volto di 15.400 chilometri di sentieri che si snodano nella Penisola

Rapporto “Piccoli Comuni e cammini d’Italia”: Symbola e Ifel tracciano il volto di 15.400 chilometri di sentieri che si snodano nella Penisola

Una rete lunga 15.400 chilometri di Cammini che si snodano nella Penisola. A tracciare il profilo, uno ad uno, di 44 di questi percorsi, illustrandone la lunghezza, la storia, il numero dei Comuni toccati e le principali attrazioni cui danno accesso, sono state le Fondazioni Symbola e Ifel con il Rapporto “Piccoli Comuni e cammini d’Italia”.

Il testo è stato presentato il 18 giugno 2020 nell’ambito di un evento cui hanno preso parte anche il Ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, il Presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, Enzo Bianco, il Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, e i Presidenti del Tci, Franco Iseppi, di Federparchi, Giampiero Sammuri e ell’Uncem, Marco Bussone.

Piccoli Comuni e Cammini d’Italia” scatta la fotografia 44 itinerari in 15.400 chilometri che spaziano su tutta la Penisola e nelle isole, attraversano 1.435 Comuni, di cui 944 piccoli (66% di quelli interessati dalla rete degli itinerari), e incontrano più di 2.000 beni culturali e 179 produzioni Dop/Igp, l’86,6% di queste ultime nei piccoli Comuni.  Questi ultimi sono 5.498 (quindi con popolazione pari o inferiore ai 5.000 abitanti) in Italia alla data del 31/03/2019, su un totale di 7.914 Comuni. Rappresentano dunque il 69,5% del totale dei Comuni italiani.

L’elenco, annuncia la Fondazioni Symbola nel proprio comunicato, è destinato ad allungarsi nel tempo, con il progressivo inserimento di nuovi cammini, in particolare dell’Italia meridionale.

Cogliere le potenzialità dei Cammini d’Italia in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando – ha detto Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola – significa rafforzare il ruolo e il presidio dei piccoli Comuni, di Istituzioni e comunità locali. Tradizioni, cultura, bellezza, coesione, innovazione e creatività sono le chiavi di un’economia più a misura d’uomo sulla quale il Manifesto di Assisi ci invita a scommettere per affrontare le sfide del nostro tempo. Supereremo le prove difficili e impegnative di questa crisi anche grazie alla forza dei territori, alla loro capacità di tenere insieme tecnolo­gia ed empatia, dignità delle persone, benessere e vitalità delle comunità, accoglienza, saperi antichi”.


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