Retribuzione del personale utilizzato ai sensi dell’art. 1, comma 557 della Legge n. 311/04

Retribuzione del personale utilizzato ai sensi dell’art. 1, comma 557 della Legge n. 311/04

Nella Delibera n. 1 del 31 gennaio 2019 della Corte dei conti Basilicata, un Comune chiede se è possibile stabilire un compenso non rapportato alle ore effettivamente prestate ma determinato forfettariamente, convenzionalmente tra le parti, tenuto conto della qualità del lavoro prestato e della responsabilità assunta e non della retribuzione oraria stabilita dal Ccnl. vigente. La Sezione rileva che per determinare la retribuzione da corrispondere al dipendente utilizzato ai sensi dell’art. 1, comma 557, della Legge n. 311/04, dovrà aversi riguardo al tipo di rapporto instaurato (subordinato o autonomo) tra l’Ente utilizzatore ed il dipendente. La scelta del tipo di rapporto e la sua gestione nel tempo andranno effettuate alla luce delle prescrizioni contenute nella normativa vigente e delle condizioni contenute nell’atto di autorizzazione dell’Ente di appartenenza.

Nel caso di rapporto di tipo subordinato, il trattamento economico non potrà che essere stabilito in conformità alla normativa vigente e, in particolare, ai criteri ed ai parametri fissati dal Ccnl. di Comparto volta per volta vigente in materia. Per l’effetto non potrà essere convenuta una retribuzione a forfait che, per come in concreto conformata, si ponga in deroga, seppure migliorativa, ai suddetti criteri e parametri. Nel caso in cui fosse “in astratto ed in concreto” possibile (nel senso di legittimo) perfezionare un rapporto di lavoro di tipo autonomo, perchè al di fuori del perimetro dei divieti fissati dal Legislatore, il compenso convenuto, oltre ad essere oggetto di previa autorizzazione da parte dell’Ente di appartenenza, dovrà comunque essere conforme alle prescrizioni ed ai vincoli finanziari fissati dalla normativa vigente. Per completezza, la Sezione ricorda che, in via prodromica all’utilizzo della formula organizzatoria di cui all’art. 1, comma 557, della Legge n. 311/2004, l’Ente dovrà verificare che tale strumento risulti, tra l’altro:

a) compatibile con il soddisfacimento in concreto delle esigenze di funzionamento dell’Ente, avendo riguardo all’esiguità del numero di ore “consentite” per l’espletamento dell’incarico ed a tutti gli ulteriori limiti derivanti dalla natura a tempo pieno del rapporto principale, e ciò anche alla luce del livello di gravosità delle funzioni assegnate e della necessità di garantirne l’espletamento in via continuativa o meno;

b) compatibile con i vincoli finanziari prescritti dalla normativa vigente, tra cui si ricorda – a mero titolo esemplificativo e non esaustivo – il vincolo di cui all’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/2010;

c) compatibile con la normativa in materia di esercizio associato delle “funzioni fondamentali”, cui gli Enti sotto i 5000 abitanti sono obbligati ai sensi del combinato disposto dell’art. 14, commi 27 e 28, del Dl. n. 78/2010.


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