Revisori Enti Locali: richiesta di revoca dell’incarico al Revisore dei conti da parte del Sindaco

Revisori Enti Locali: richiesta di revoca dell’incarico al Revisore dei conti da parte del Sindaco

Il Ministero dell’Interno – Finanza locale, in data 13 dicembre 2021 ha pubblicato sul proprio sito istituzionale un Parere nel quale si specifica che non è previsto alcun potere di intervento in capo al Ministero dell’Interno atto a dirimere situazioni conflittuali tra Amministrazione comunale e Organo di revisione o addirittura a sollevare dall’incarico il Revisore inadempiente

Un Sindaco rappresentava la grave situazione conflittuale insorta con il Revisore (estratto a sorte e al primo incarico) che avrebbe posto in essere, nell’esercizio delle sue funzioni, comportamenti poco collaborativi, esprimendo la volontà di continuare a rendere pareri non favorevoli per non incorrere in eventuali responsabilità personali. 

La Finanza locale premette che le disposizioni (art. 16, comma 25, del Dl. n. 138/2011, e Decreto MinInterno n. 23/2012) che prevedono che i Revisori dei conti degli Enti Locali siano scelti mediante estrazione a sorte da un apposito Elenco hanno innovato soltanto le modalità di scelta dei revisori, ma che è rimasta invariata la restante normativa di cui agli artt. 234 e seguenti del Tuel, disciplinanti la nomina, la durata, le cause di cessazione e tutti gli altri aspetti afferenti l’Organo di revisione economico-finanziaria. Non viene quindi previsto alcun potere di intervento in capo al Ministero dell’Interno atto a dirimere situazioni conflittuali tra Amministrazione comunale e Organo di revisione o addirittura a sollevare dall’incarico il revisore come richiesto dal comune. Continua a rimanere nella competenza dell’Ente ogni aspetto riguardante il funzionamento dell’Organo, compresa l’adozione degli eventuali provvedimenti di cui all’art. 235, comma 2, del Tuel, laddove vengano riscontrate le inadempienze previste. 

Le inadempienze non possono però semplicemente individuarsi nei pareri negativi, in quanto il Revisore, nelle molteplici funzioni spettanti, è chiamato ad emettere un giudizio in merito alla regolarità contabile, finanziaria ed economica, formulando rilievi, rilevando eccezioni, esprimendo considerazioni, avanzando proposte che possono sfociare anche in pareri non favorevoli che, però devono essere ben motivati e circostanziati. Però, affinché l’Organo di revisione acquisisca elementi probativi attendibili, è necessario che le informazioni che vengono prodotte dall’Ente Locale e utilizzate per lo svolgimento delle procedure di revisione siano sufficientemente complete, accurate, precise e dettagliate per le finalità della revisione. In presenza di evidenze negative l’Organo di revisione deve relazionare all’Organo consiliare le debolezze riscontrate nelle procedure amministrative, indicare le criticità rilevate fornendo anche le misure da adottare per sanare o ridurre tali aspetti negativi. 

L’evoluzione normativa e la giurisprudenza contabile hanno rinforzato la funzione di vigilanza rispetto a quella di collaborazione; la Corte di Cassazione, con Sentenza n. 33843 del 2018, ha evidenziato come penalmente rilevante (reato di falso ideologico) la condotta del Revisore che, in qualità di Pubblico Ufficiale, non ha adeguatamente vigilato sui bilanci consuntivi e preventivi fornendo pareri positivi nelle proprie relazioni, nonostante gravi e reiterati artifici ed errori contabili che alteravano e dissimulavano la reale consistenza della crisi finanziaria dell’Ente. 

All’Organo di controllo che non esegue in maniera adeguata e professionale la funzione di vigilanza può essere imputata una responsabilità, sia per l’attività attiva – consistente nella errata dichiarazione di congruità delle previsioni di bilancio e della corrispondenza dei rendiconti alle risultanze della gestione – sia per l’attività omissiva, ovvero omettendo consapevolmente di segnalare le gravi alterazioni contabili e le irregolarità delle procedure. 

Ne consegue che l’inesperienza del Revisore al suo primo incarico non può assolutamente essere motivo per rendere pareri negativi, non giustificati e motivati, in quanto anche tale modus operandi potrebbe determinare dirette responsabilità in capo al Revisore. 

La Finanza locale conclude indicando alla Prefettura di notiziare i soggetti interessati, affinché ciascuno per la propria parte possa valutare il percorso più idoneo e responsabile per affrontare le complesse procedure previste per il risanamento finanziario dichiarato dall’Ente.


Related Articles

Enti Locali: indagine sulla gestione finanziaria 2019-2020

Nella Delibera n. 11 del 18 giugno 2021 della Corte dei conti, la Sezione Autonomie svolge un’indagine relativa alla “Relazione

Ipoteca di Equitalia: non è soggetta a revocatoria fallimentare

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 7140 del 9 aprile 2015, statuisce che l’ipoteca ex art. 77 del

“Piano rifiuti”: è legittimo anche se approvato nel periodo di “prorogatio”

Nella Sentenza n. 61 del 5 gennaio 2018 del Consiglio di Stato, i Giudici riformano la Pronuncia del Tar Veneto

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.