Riforma P.A.: siglato il “Patto per l’Innovazione del Lavoro pubblico e la Coesione sociale” tra Governo e Sindacati

Riforma P.A.: siglato il “Patto per l’Innovazione del Lavoro pubblico e la Coesione sociale” tra Governo e Sindacati

E’ stato sottoscritto, in data 10 marzo 2021, il “Patto per l’Innovazione del Lavoro pubblico e la Coesione sociale” tra Governo e le Confederazioni sindacali.

Il “Patto” si colloca nel solco di un’azione di rilancio del Paese, volta a realizzare gli obiettivi cruciali della modernizzazione del “Sistema Italia” e dell’incremento della Coesione sociale, a partire dalla straordinaria opportunità offerta dal “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (“Pnrr”). Innovazione e Coesione sono obiettivi centrali del Programma “Next Generation EU” e saranno perseguiti simultaneamente. Un Paese più moderno può offrire servizi migliori e maggiori opportunità di sviluppo ai propri cittadini; al contempo, un Paese più coeso assicura che ogni persona possa sentirsi parte del processo innovativo e che ciascuno possa trarre beneficio dagli sforzi comuni.

Coesione sociale e creazione di buona occupazione saranno i principali Pilastri di ogni riforma e di ogni investimento pubblico previsti dal “Piano di rilancio”. Tali priorità – cruciali per superare l’emergenza sanitaria, economica e sociale, ricordata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – richiedono uno straordinario impegno finanziario, progettuale e attuativo, che verte sul ruolo propulsivo delle lavoratrici e dei lavoratori della P.A.

In questa prospettiva, il “Patto” intende potenziare la P.A. attraverso la semplificazione dei processi e un massiccio investimento nel “capitale umano”. Tali strumenti sono fondamentali per attenuare le storiche disparità del Paese, per ridurre il dualismo fra Settore pubblico e privato, nonché per fornire risposte ai nuovi e mutati bisogni dei cittadini.

Il “Patto” individua la flessibilità organizzativa delle Pubbliche Amministrazioni e l’incremento della loro rapidità di azione come obiettivi fondamentali di un processo di rinnovamento che le parti si impegnano a perseguire, con particolare riferimento a 3 dimensioni: il Lavoro, l’Organizzazione e la Tecnologia.

L’individuazione di una disciplina del “lavoro agile” (smart working) per via contrattuale è un elemento qualificante di questa strategia e va nella direzione auspicata dalle Organizzazioni sindacali sin dall’inizio della crisi pandemica.

Il successo di ogni percorso di innovazione e riforma della Pubblica Amministrazione dipende, non soltanto da opportuni investimenti nella Digitalizzazione, ma anche da una partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori. A tal fine, il “Patto” individua la necessità di avviare una nuova stagione di relazioni sindacali, fondata sul confronto con le Organizzazioni, e di portare a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021, ritenendoli un fondamentale investimento politico e sociale. Inoltre, la costruzione di una nuova e moderna Pubblica Amministrazione si fonda sulla valorizzazione delle persone, attraverso percorsi di crescita e aggiornamento professionale (reskilling), e sulla definizione di un Piano delle competenze su cui costruire la programmazione dei fabbisogni e le assunzioni del personale, tenuto conto della revisione dei profili professionali necessari ad accompagnare la transizione verso l’Innovazione e la Sostenibilità di tutte le attività delle P.A.

In tale ottica, il “Patto” afferma il ruolo fondamentale della formazione continua quale diritto/dovere soggettivo di ogni dipendente pubblico al fine di essere realmente protagonista del cambiamento, e che la Pubblica Amministrazione dovrà utilizzare percorsi formativi di eccellenza, adatti alle persone e certificati.

Per tali motivi, il Governo e le Confederazioni sindacali concordano sui seguenti contenuti:

  1. Rinnovi contrattuali e valorizzazione della Contrattazione integrativa: il Governo emanerà in tempi brevi gli atti di indirizzo di propria competenza per il riavvio della stagione contrattuale 2019-2021, nel cui ambito sarà adottata la previsione di far confluire l’elemento perequativo della retribuzione, già previsto dai Contratti collettivi nazionali di lavoro relativi al triennio 2016-2018, nella retribuzione fondamentale, cessando di essere corrisposto quale elemento distinto della retribuzione, nonché la revisione dei Sistemi di classificazione, di seguito indicata, attraverso lo stanziamento di risorse aggiuntive nella “Legge di bilancio 2022”. Al fine di sviluppare la Contrattazione collettiva integrativa il Governo, previo confronto, individuerà le misure legislative utili a valorizzare il ruolo della Contrattazione decentrata e, in particolare, al superamento dei limiti al trattamento accessorio di cui all’art. 23, comma 2, del Dlgs. n. 75/2017.
  2. Lavoro agile”: superamento della gestione emergenziale, mediante la definizione, nei futuri Contratti collettivi nazionali, di una disciplina che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, concili le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle Pubbliche Amministrazioni, consentendo, ad un tempo, il miglioramento dei servizi pubblici e dell’equilibrio fra vita professionale e vita privata. A tal fine, nell’ambito dei Ccnl. del triennio 2019-2021, saranno disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro (quali il diritto alla disconnessione, le fasce di contattabilità, il diritto alla formazione specifica, il diritto alla protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze ed ogni altro istituto del rapporto di lavoro e previsione contrattuale). 
  3. Revisione dei Sistemi di classificazione professionale: nell’ambito dei rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021, si procederà alla successiva rivisitazione degli Ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la “Legge di bilancio per il 2022” e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze. È necessario inoltre valorizzare specifiche professionalità non dirigenziali dotate di competenze specialistiche ed estendere i Sistemi di riconoscimento delle competenze acquisite negli anni, anche tramite opportune modifiche legislative.
  4. Formazione professionale: impegno a definire, previo confronto, politiche formative di ampio respiro in grado di rispondere alle mutate esigenze delle Amministrazioni pubbliche, garantendo percorsi formativi specifici a tutto il personale con particolare riferimento al miglioramento delle competenze informatiche e digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale. La formazione e la riqualificazione del personale, in tale ottica, devono assumere centralità, quale investimento organizzativo necessario e strategico.
  5. Relazioni sindacali: adeguamento nell’ambito dei nuovi Contratti collettivi 2019-2021 dei Sistemi di partecipazione sindacale, volti a favorire processi di dialogo costante fra le Parti, valorizzando strumenti innovativi di partecipazione organizzativa, a partire dagli Organismi paritetici per l’innovazione (Opi), che implementino l’attuale Sistema di relazioni sindacali, sia sul fronte dell’innovazione che su quello della sicurezza sul lavoro.
  6. Misure di welfare: adeguamento degli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità, alle forme di previdenza complementare e i Sistemi di premialità diretti al miglioramento dei servizi, con la previsione di estendere anche ai Comparti del “Pubblico Impiego” le agevolazioni fiscali previste per i Settori privati a tali fini.

di Alessio Tavanti


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