Rinnovo Ccnl. “Funzioni locali 2025-2027”: contenuti e indirizzi della Conferenza delle Regioni

Con l’Atto di indirizzo del 9 marzo 2026 (n. 39/Comitato/Ccnl-Fl), la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha definito le Linee-guida per il rinnovo contrattuale del triennio 2025-2027 relativo al personale del comparto delle Funzioni locali, in coerenza con la cornice negoziale generale prevista per il pubblico impiego ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del Decreto legislativo n. 165/2001.

Sotto il profilo finanziario, l’atto individua le risorse destinate al rinnovo contrattuale del comparto, quantificate – con riferimento a un bacino di 403.617 unità di personale – in misura crescente nel triennio: 329,60 milioni di euro per il 2025, 659,20 milioni per il 2026 e 988,81 milioni a decorrere dal 2027, corrispondenti a un incremento complessivo pari al 5,4% del monte salari 2023 (aggiornato con gli incrementi del precedente triennio).

In applicazione dell’articolo 48, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001, tali oneri restano integralmente a carico dei bilanci delle amministrazioni locali, che sono tenute ad effettuare i necessari accantonamenti. Le risorse dovranno essere distribuite secondo un criterio di tendenziale proporzionalità tra trattamento fondamentale e componenti accessorie.

L’atto evidenzia come la recente successione dei Contratti collettivi (2016-2018, 2019-2021 e 2022-2024) abbia inciso in modo significativo sul sistema degli istituti del rapporto di lavoro e delle relazioni sindacali. In tale contesto, il rinnovo 2025-2027 è chiamato a svolgere una funzione di razionalizzazione e semplificazione, al fine di garantire una maggiore esigibilità delle disposizioni contrattuali e una più efficace valorizzazione del capitale umano.

In materia di ordinamento professionale, viene confermato l’impianto delineato dal Ccnl. 2019-2021, con particolare riferimento al sistema di classificazione e alla disciplina degli incarichi di Elevata Qualificazione, per i quali si prospetta l’introduzione di procedure semplificate in caso di rinnovo.

Particolare attenzione è dedicata all’adeguamento dei profili professionali alle nuove esigenze organizzative, anche in relazione a figure emergenti previste dal legislatore, tra cui quella del “social media e digital manager”, introdotta dal decreto-legge n. 25/2025. Viene inoltre sollecitata l’individuazione di criteri per le progressioni economiche basati sul merito e sul monitoraggio delle competenze acquisite, nonché la definizione di percorsi di crescita professionale.

È altresì prevista la possibilità di inquadramento temporaneo, nell’area degli istruttori, del personale educativo privo dei requisiti per l’accesso all’area dei funzionari, in attuazione della disciplina transitoria di cui al Dlgs. n. 65/2017.

L’atto di indirizzo attribuisce rilievo alle politiche di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, promuovendo l’introduzione di maggiori margini di flessibilità nell’organizzazione dell’orario, compatibilmente con le esigenze degli enti. In tale ambito, si evidenzia la necessità di riconoscere priorità a favore dei soggetti più fragili, dei caregiver e dei lavoratori con figli in età scolare.

Sono inoltre valorizzate le politiche di inclusione, con particolare riferimento all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, attraverso percorsi mirati di formazione, affiancamento e sviluppo delle competenze, anche mediante il supporto di figure specialistiche.

Con riguardo alla contrattazione integrativa, si ribadisce l’attuale struttura, demandando al livello nazionale la definizione delle modalità di svolgimento delle sessioni negoziali, che dovranno essere organizzate in forma unitaria, al fine di evitare la frammentazione degli accordi.

Il rinnovo contrattuale dovrà prevedere interventi mirati di aggiornamento degli istituti del rapporto di lavoro, con finalità essenzialmente adattive rispetto alle esigenze organizzative emerse nella fase applicativa dei precedenti Ccnl., evitando modifiche strutturali non strettamente necessarie.

In materia di trattamento economico, si prevede l’introduzione di criteri uniformi per l’individuazione delle voci retributive utili ai fini del calcolo della retribuzione delle ferie, distinguendo tra componenti stabili e accessorie.

Particolare attenzione è dedicata al salario accessorio, per il quale si auspica una maggiore semplificazione delle procedure di costituzione e gestione dei fondi, nonché una più efficace applicazione degli istituti connessi agli incarichi e alle indennità.

Viene inoltre promossa l’armonizzazione dei trattamenti economici, nel rispetto delle disposizioni legislative vigenti (art. 33 del Dl. n., 34/2019 e art. 14, comma 1-bis del Dl. n. 25/2025), nonché la definizione delle modalità di distribuzione delle risorse previste dalla Legge dall’art. 1, comma 674, n. 199/2025 (50 milioni di euro per l’anno 2027 e a 100 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028).

Un elemento di rilievo è rappresentato dallo sviluppo del welfare contrattuale, considerato leva strategica per l’attrattività del lavoro pubblico. In tale prospettiva, il contratto nazionale dovrà definire una cornice regolatoria che consenta alle Amministrazioni di implementare strumenti di welfare integrativo, anche attraverso l’utilizzo delle risorse dei fondi per il salario accessorio.

Infine, l’atto evidenzia l’esigenza di procedere alla sistematizzazione e razionalizzazione del corpus contrattuale del comparto Funzioni locali, mediante la predisposizione di una nuova raccolta sistematica

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