Rischio idrogeologico: presentato il Dossier 2016 curato da Legambiente

Rischio idrogeologico: presentato il Dossier 2016 curato da Legambiente

Nel 2015, le frane e le alluvioni hanno causato 18 vittime, 1 disperso, 25 feriti e 3.694 persone evacuate o senzatetto. Eventi che hanno coinvolto 19 Regioni, 56 Province, 115 Comuni e 133 località. Sono alcuni dei numeri che emergono dal Dossier “Ecosistema rischio 2016”, messo a punto da Legambiente e presentato ieri, 17 maggio 2016, nella sede dell’Anci a Roma, alla presenza  di Mauro Grassi di “#italiasicura”, del Capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, di Gaia Checcucci del Ministero dell’Ambiente e di Rossella Muroni, Presidente nazionale di Legambiente.

Le Tabelle riportate nel Dossier si riferiscono a 1.399 Amministrazioni comunali italiane. I risultati ottenuti dimostrano una situazione di grande ritardo nel gestire in maniera efficace e diffusa su tutto il territorio un’azione di prevenzione e riduzione del rischio. Ne emerge che 7 milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane o alluvioni. In ben 1.075 Comuni (il 77% del totale) sono presenti abitazioni in aree a rischio. Nel 29% sono presenti addirittura interi quartieri e nel 51% dei casi sorgono impianti industriali. Nel 18% dei Comuni intervistati nelle aree golenali o a rischio frana sono presenti strutture sensibili come scuole o ospedali e nel 25% strutture commerciali. Inoltre, l’urbanizzazione delle aree a rischio non è solo un fenomeno del passato, come dimostrano il 10% dei Comuni intervistati in cui sono state realizzate strutture o edifici in aree a rischio nell’ultimo decennio.

A fronte di questa intensa urbanizzazione delle aree a rischio, solo il 4% ha intrapreso interventi di delocalizzazione di edifici e l’1% di insediamenti industriali. Ancora in ritardo anche le attività finalizzate all’informazione dei cittadini sul rischio e i comportamenti da adottare in caso di emergenza. Se l’84% dei Comuni ha un piano di emergenza che prende in considerazione nello specifico il rischio idrogeologico, solo il 46% lo ha aggiornato e solo il 30% del totale dei Comuni intervistati ha svolto attività di informazione e di esercitazione rivolte ai cittadini, essenziali per preparare la popolazione ad affrontare situazioni di emergenza.


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