Riscossione locale: in un’Audizione in Senato Anutel chiede una riforma organica

La riscossione delle entrate degli Enti Locali, rappresenta oggi un’attività estremamente critica, a causa del quadro normativo instabile e della mancanza di una disciplina organica della stessa. Il quadro è stato aggravato dalla mancata attuazione della riforma della riscossione coattiva, già prevista dall’art. 10, comma 1, lett. c), della Legge n. 23/14, che avrebbe dovuto riscrivere la disciplina dell’ingiunzione fiscale, strumento oggi regolato dal Rd. 639/10” . Così i rappresentanti dell’Anutel (Associazione nazionale Uffici Tributi Enti Locali) si sono espressi nel corso di un’Audizione svoltasi lo scorso 4 ottobre 2016 presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

Oggetto dell’incontro era l’analisi del Ddl. n. 2263, recante “Misure per il recupero dei crediti insoluti nella Pubblica Amministrazione”, destinato a disciplinare l’affidamento esterno di servizi di supporto alla riscossione nella fase precoattiva, cioè prima che si proceda all’invio al contribuente del titolo esecutivo ed allo svolgimento di azioni cautelari ed esecutive.

L’Associazione ha evidenziato come il Ddl. non dia una risposta ai problemi più urgenti per gli Enti Locali. Prioritario sarebbe stato infatti “completare la riforma della riscossione coattiva delle entrate, al fine di dare certezza e stabilità al sistema e, soprattutto, di dotare gli Enti di efficaci strumenti per garantire la corretta esazione delle proprie entrate”.

A rafforzare questa esigenza è, secondo l’Anutel, anche l’entrata in vigore delle nuove regole in materia di contabilità introdotte dal Dlgs. n. 118/2011, che “rendono sempre più indispensabile accrescere il tasso di riscossione delle entrate, al fine di evitare il congelamento di risorse che le sottrae all’implementazione dei servizi ed agli investimenti, derivante dall’obbligo di accantonamento al ‘Fondo crediti di dubbia esigibilità’. Per quanto sopra esposto, a parere della scrivente Associazione, appare prioritario piuttosto strutturare una disciplina della riscossione coattiva che, oltre a privilegiare le forme di riscossione diretta da parte degli Enti, contempli al suo interno forme di compliance, mediante l’introduzione di appositi strumenti agevolativi dell’adempimento del contribuente”.