Scioglimento dell’Unione e incarico dell’Organo di revisione economico-finanziario

Scioglimento dell’Unione e incarico dell’Organo di revisione economico-finanziario

Il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali – Finanza locale del Ministero dell’Interno, ha pubblicato il 10 agosto 2021 sul proprio sito istituzionale un Parere nel quale viene indicato che, dopo lo scioglimento di un’Unione di Comuni, l’incarico dell’Organo di revisione prosegue fino alla conclusione delle operazioni ordinarie dell’Unione stessa. Successivamente, il Commissario liquidatore può decidere se continuare o meno ad avvalersi dell’Organo di revisione per le sole procedure liquidatorie (scegliendolo direttamente e non tramite estrazione dall’Elenco dei revisori degli Enti Locali).

Il Parere è stato redatto su richiesta di una Prefettura che, in seguito allo scioglimento dell’Unione in data 30 giugno 2021, aveva necessità di conoscere se vi era la possibilità di procedere al sorteggio dei Revisori per il rinnovo, nei 2 Comuni membri dell’Unione, dell’Organo di revisione economico-finanziario ovvero se l’attuale Collegio dell’Unione doveva procedere allo svolgimento delle relative funzioni di controllo anche per i 2 Comuni fino alla conclusione delle operazioni di liquidazione dell’Ente. 

Il Parere premette che per la procedura di liquidazione delle Unioni di Comuni, in mancanza di una esplicita disciplina normativa statale, occorre fare riferimento all’eventuale disciplina regionale, alle disposizioni recate dallo Statuto dell’Ente e alle indicazioni definite nel Provvedimento di nomina del Commissario liquidatore; risulta necessario anche tenere conto della natura delle funzioni e dell’attività svolte dal Commissario incaricato della gestione liquidatoria. 

Viene osservato anche che l’Unione di Comuni, a norma dell’art. 32 del Tuel, è un Ente Locale costituito volontariamente da 2 o più Comuni per l’esercizio associato di funzioni e servizi dei Comuni medesimi; il relativo scioglimento con il conseguente ritorno in capo ai Comuni membri della titolarità delle funzioni e dei servizi affidati o trasferiti, comporta la cessazione dell’esercizio delle funzioni amministrative per le quali l’Ente era stato costituito, e pertanto il connesso procedimento liquidatorio non può che essere finalizzato all’esclusiva e definitiva estinzione del soggetto giuridico. 

Secondo la Finanza locale, l’attività svolta dopo lo scioglimento dell’Ente e fino alla definitiva estinzione dello stesso non riveste carattere di amministrazione attiva e non richiede l’adozione di tutti i documenti di programmazione, previsione e rendicontazione previsti dall’Ordinamento contabile degli Enti Locali, in relazione ai quali è tra l’altro prevista la funzione di vigilanza e di controllo dell’Organo di revisione. 

Ne consegue che la suddetta attività risulta limitata ai soli aspetti liquidatori delle attività e passività della pregressa gestione ordinaria. Il Commissario liquidatore potrà decidere se continuare o meno ad avvalersi dell’Organo di revisione per le sole procedure liquidatorie (scegliendolo direttamente e non tramite estrazione). 

Per quanto riguarda la revisione da svolgere nei Comuni membri, viene evidenziato che la scelta operata dall’Unione di un Organo di revisione unico ha ragione di esistere fino a che esiste l’Unione. Considerato però che l’Organo di revisione è in composizione collegiale, in funzione della popolazione totale dei Comuni membri, viene ritenuto possibile che, se richiesto dagli Enti interessati, fino alla conclusione delle operazioni ordinarie dell’Unione il Collegio possa continuare la revisione anche nei Comuni membri. 

Nel momento in cui l’Organo di revisione completerà le proprie funzioni ordinarie presso l’Unione, questo dovrà cessare anche presso i Comuni; in tale momento la Prefettura dovrà provvedere alle singole estrazioni dall’Elenco dei Revisori degli Enti Locali.


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