Le risorse aggiuntive destinate alla retribuzione di risultato dei segretari comunali e provinciali, previste dall’art. 40 del Ccnl. 2022/2024, fissate nella misura 0,80% del monte salari anno 2021, possono essere destinate (in tutto o in parte) a rilanciare le politiche di welfare integrativo.
Spetta alle singole Amministrazioni stabilire se e quanto destinare di queste risorse all’istituto del welfare, mentre la definizione dei criteri su come attribuirlo rientrano nell’alveo della contrattazione integrativa.
Le somme erogate sotto forma di welfare non possono essere correlate alla valutazione del segretario.
Sono questi i primi chiarimenti forniti dall’Aran (parere ID 36909) sul nuovo contratto sottoscritto lo scorso 23 febbraio.
La disposizione contrattuale, al fine di superare definitivamente il problema del finanziamento del welfare integrativo della categoria (che a differenza del personale del comparto e della dirigenza non dispone di un proprio fondo) come indicato, all’ultimo periodo, stabilisce che “le suddette risorse incrementali possono essere destinate anche, in tutto o in parte, alternativamente, a welfare integrativo”
Ogni Ente potrà destinare al welfare dei Segretari, totalmente o parzialmente, lo 0,80% del monte salari 2021, la decisione circa le modalità spetterà alla contrattazione integrativa.
Le somme erogate sotto forma di welfare non devono essere corrisposte in ragione della valutazione conseguita del segretario poiché per la PA, contrariamente al settore privato, non è possibile procedere alla conversione dei premi in welfare.


