Selezione per il conferimento degli incarichi dirigenziali a contratto: la giurisdizione è del Giudice ordinario

Selezione per il conferimento degli incarichi dirigenziali a contratto: la giurisdizione è del Giudice ordinario

Nella Sentenza n. 2526 del 29 maggio 2017 del Consiglio di Stato, un Comune ha bandito una selezione pubblica per l’assunzione di n. 32 Dirigenti a tempo determinato ai sensi dell’art. 110, comma 1, del Dlgs. n. 267/00. Alcuni partecipanti alla selezione, che non hanno ottenuto l’incarico, hanno impugnato tutti gli atti della procedura. I Giudici affermano l’esclusione della giurisdizione del Giudice amministrativo nella materia di che trattasi. In particolare, l’art. 110, comma 1, del Tuel, regolante la procedura, prevede che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato “previa selezione pubblica volta ad accertare, in capo ai soggetti interessati, il possesso di comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalità nelle materie oggetto dell’incarico”. Per quanto rivestita di forme atte a garantire pubblicità, massima partecipazione e selezione effettiva dei candidati, la procedura in questione non ha le caratteristiche del concorso pubblico e più precisamente delle “procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni”. In base all’art. 63, comma 4, del Dlgs. n. 165/01, nell’ambito del Pubblico Impiego “privatizzato”, solo queste procedure radicano la giurisdizione amministrativa. Ciò non è tuttavia sufficiente a radicare la giurisdizione amministrativa in una materia, quella del Pubblico Impiego privatizzato, in cui vige una generale giurisdizione del Giudice ordinario, salvo le materie specificamente ad esso sottratte dal Testo unico sul pubblico impiego. E tra queste materie vi è appunto quella del concorso pubblico, con le sue peculiari caratteristiche, in assenza delle quali si deve applicare la regola generale della giurisdizione ordinaria. Infatti, i Giudici sottolineano che è devoluta alla giurisdizione del Giudice ordinario la controversia originata dall’impugnazione di atti di una procedura selettiva finalizzata al conferimento di incarichi dirigenziali a carattere non concorsuale, laddove per concorso si intende la procedura di valutazione comparativa sulla base dei criteri e delle prove fissate in un bando da parte di una commissione esaminatrice con poteri decisori e destinata alla formazione di una graduatoria finale di merito dei candidati, mentre al di fuori di questo schema l’individuazione del soggetto cui conferire l’incarico invece costituisce l’esito di una valutazione di carattere discrezionale, che rimette all’Amministrazione la scelta, del tutto fiduciaria, del candidato da collocare in posizione di vertice, ancorché ciò avvenga mediante un giudizio comparativo tra curricula diversi. In particolare, in base a quanto sopra statuito, le controversie relative al conferimento degli incarichi dirigenziali, anche se implicanti l’assunzione a termine di soggetti esterni, sono di pertinenza del Giudice ordinario, in applicazione dell’art. 63, comma 1, del Dlgs. n. 165/01, mentre esulano dalla nozione di “procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni” prevista dal citato comma 4 della medesima disposizione.

Dunque, solo laddove la selezione si manifesti nelle forme tipiche del concorso vengono in rilievo, in base alla scelta del Legislatore, posizioni di interesse legittimo contrapposte alle superiori scelte di interesse pubblico dell’Amministrazione, espresse attraverso forme procedimentalizzate ed una motivazione finale ritraibile dai criteri di valutazione dei titoli e delle prove e dalla relativa graduatoria. Quando invece la selezione, pur aperta, non si esprima in queste forme tipiche, la stessa mantiene i connotati della scelta fiduciaria, attinente al potere privatistico dell’Amministrazione pubblica in materia di personale dipendente.


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