“Servizi Demografici”: il cognome della madre, ove attribuito, segue quello paterno

“Servizi Demografici”: il cognome della madre, ove attribuito, segue quello paterno

Nel caso in cui dei neogenitori optino per il doppio cognome, cogliendo l’opportunità aperta dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 286/2016, quello paterno dev’essere anteposto a quello materno. E’ una delle indicazioni enunciate dal Ministero dell’Interno – Direzione centrale per i Servizi Demografici con la Circolare n. 7 del 14 giugno 2017.

Il Documento fa seguito alla precedente Circolare n. 1 del 23 gennaio 2017, con la quale era stata appunto resa nota la decisione della Consulta che ha dato il “via libera” all’attribuzione del doppio cognome al figlio, naturale o adottivo, se entrambi i genitori sono d’accordo.

Queste le Istruzioni fornite dalla Direzione centrale per dare risposta ai dubbi applicativi sollevati dalle Amministrazioni che si sono misurate con le richieste dei genitori di avvalersi questa possibilità:

  1. il fatto che i genitori abbiano preso questa decisione di comune accordo non deve essere attestato in alcun modo. Ove, ad esempio, sia il padre a presentarsi all’Ufficio di Stato civile per rendere la dichiarazione di nascita, non è necessario che egli fornisca un Documento sottoscritto dalla madre. In altre parole, l’accordo tra i coniugi deve essere “presunto” e non provato;
  2. considerato che la Pronuncia della Corte costituzionale autorizza l’attribuzione “anche” del cognome materno, la Direzione ritiene che questo debba essere posposto a quello paterno;
  3. ove si decida di usare anche il cognome della madre, in automatico vengono attribuiti al nuovo nato (o figlio adottivo) anche eventuali elementi onomastici di cui esso sia composto;
  4. in caso di adozione, l’attribuzione anche del cognome materno all’adottato, che risulti dal pertinente provvedimento giudiziario, deve essere esattamente riportata in sede di trascrizione dello stesso;
  5. analogamente, l’attribuzione del doppio cognome, ove risultante dagli atti di nascita formati dalle autorità indicate nell’ 8, Dpr. n. 396/00, va esattamente riportata in sede di trascrizione degli stessi;
  6. la volontà della madre di non essere nominata nella dichiarazione di nascita (art. 30, comma 1, D n. 396/00) confligge con la richiesta di attribuzione del cognome materno e deve quindi ritenersi incompatibile con la presunzione di accordo tra i genitori in merito alla scelta del doppio cognome;
  7. gli atti di nascita, formati all’estero, di figli di genitori entrambi esclusivamente italiani, recanti il cognome materno di seguito a quello paterno, sono ora ricevibili ai fini della trascrizione;
  8. le novità in questione trovano applicazione per gli atti di nascita che si formano dal giorno successivo alla pubblicazione della Sentenza (avvenuta nella U. 1^ Serie speciale – Corte Costituzionale n. 52 del 28 dicembre 2016). Eventuali modifiche di atti precedenti a tale data devono pertanto essere richieste attenendosi alla disciplina autorizzatoria dettata dagli artt. 89 e seguenti, Dpr. n. 396/00.

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