(Adnkronos) – Italia nel pieno di una nuova ondata di calore fa i conti con gli effetti delle temperature elevate e le condizioni meteo di questi primi mesi estivi. Finapp, startup italiana innovativa fondata nel 2019 come spinoff dell’Università di Padova, traccia con Adnkronos un primo bilancio di stagione sullo stato di salute idrica del nostro Paese. “La neve sulle Alpi si è ormai pressoché completamente esaurita, anche alle quote più elevate. Parallelamente, i suoli di pianura stanno registrando condizioni di forte aridità”, avvertono gli esperti che impiegano una tecnologia che misura la risorsa idrica nel sottosuolo e in quota, sfruttando i raggi cosmici e la fisica dei neutroni.
È possibile tracciare un bilancio aggiornato sulla risorsa idrica nel suolo e in quota dopo queste intense ondate di calore che hanno attraversato la penisola?
“Sì. I dati raccolti dalle sonde di Finapp consentono di fotografare con precisione lo stato della risorsa idrica sia nei suoli sia nelle aree montane. Le ultime rilevazioni mostrano che, a seguito delle intense ondate di calore delle ultime settimane, la neve sulle Alpi si è ormai pressoché completamente esaurita, anche alle quote più elevate. Questo significa che è venuta meno una delle principali riserve naturali d’acqua che alimentano i corsi d’acqua durante l’estate”.
“Parallelamente – spiegano gli esperti – i suoli di pianura stanno registrando condizioni di forte aridità, con un contenuto di umidità significativamente inferiore rispetto ai mesi primaverili. Nel complesso, il quadro è peggiorato rispetto a maggio: le elevate temperature hanno accelerato l’evaporazione e aumentato il fabbisogno idrico della vegetazione, determinando un progressivo aggravamento del deficit idrico”.
Qual è il trend registrato?
“Il trend osservato è quello di una progressiva riduzione della disponibilità idrica su gran parte del territorio nazionale”.
Ci sono differenze tra Nord, Centro e Sud? Qual è la fotografia relativa al Distretto del fiume Po?
“L’effetto delle alte temperature è stato generalizzato e ha interessato tutte le macroaree italiane, anche se con alcune differenze legate alle condizioni di partenza. Il Mezzogiorno, infatti, arrivava all’inizio dell’estate con una situazione complessivamente meno deficitaria rispetto al Nord e, per questo motivo, dispone ancora di un margine maggiore di risorsa idrica. Tuttavia, se le condizioni meteorologiche dovessero rimanere quelle attuali, anche il Sud vedrebbe progressivamente ridursi questo vantaggio. È importante sottolineare che si tratta di una tendenza, non di una previsione: l’andamento dell’estate dipenderà anche dall’eventuale arrivo di precipitazioni significative.
Per quanto riguarda il Distretto idrografico del fiume Po, i dati restituiscono un quadro molto chiaro: la neve in montagna è ormai praticamente scomparsa e i terreni della pianura padana mostrano condizioni di marcata siccità. Si tratta di una combinazione particolarmente critica, perché alla scarsità d’acqua nei suoli si aggiunge l’assenza del contributo della fusione nivale, che normalmente alimenta il sistema idrico durante i mesi estivi”.
Quali sono le conseguenze di questo bilancio per l’uso della risorsa a fini agricoli, industriali e domestici?
“I dati evidenziano che, in molte aree del Paese, sarebbe necessario un apporto significativo di acqua per riportare i suoli a condizioni ottimali, soprattutto in vista delle esigenze dell’agricoltura. Il problema è che quest’anno non sarà possibile contare sul contributo della neve, che rappresenta tradizionalmente una riserva idrica strategica per la stagione estiva e che ormai risulta quasi completamente esaurita.
Questo significa che l’acqua necessaria dovrà provenire principalmente dagli invasi, dalle dighe e dalle altre riserve artificiali. Finapp misura direttamente il contenuto d’acqua nei suoli e nella neve, ma non monitora il livello di riempimento degli invasi. Sarà quindi fondamentale una gestione particolarmente attenta delle risorse disponibili, per garantire un equilibrio tra le esigenze dell’agricoltura, quelle del comparto industriale e gli usi civili.
In uno scenario come quello attuale, ogni eventuale prolungamento delle alte temperature in assenza di precipitazioni potrebbe aumentare ulteriormente la pressione sulla risorsa idrica, rendendo ancora più importante una pianificazione efficiente dei prelievi e dei consumi”.




