Sindaco di Siena, De Mossi su Pnrr: “No all’elemosina di Stato, soldi occasione solo se ci sono concreti progetti di sviluppo”

L’intervento di Luigi De Mossi, Sindaco di Siena, alla Tavola rotonda di Centro Studi Enti Locali su Recovery fund e finanza locale

Le amministrazioni di “prossimità” hanno il polso della situazione dei territori di riferimento. Necessario, dunque, che le decisioni assunte dal Governo centrale vengano condivise e attuate in maniera efficiente dalle amministrazioni locali che conoscono i bisogni del territorio. Apre così il suo intervento alla Tavola rotonda di Centro Studi Enti Locali Luigi De Mossi, Sindaco di Siena. 

De Mossi ha evidenziato come ogni città abbia le proprie peculiarità. Nel caso specifico, posto che Siena è città d’arte, occorre puntare sull’attrattiva turistica, sulla qualità della vita e del territorio, puntando a rafforzare anche il sistema dei trasporti. Cultura, arte, buona vita: i segmenti sui quali poggiare le basi per una forte ripartenza. Ma non solo. 

Il primo cittadino ha evidenziato come l’amministrazione locale abbia sentito e spinto gli istituti bancari a trovare nuove formule di supporto per privati ed Enti, in relazione al periodo critico. De Mossi vede nella mancanza di una forte capitalizzazione delle Società un grave problema a livello nazionale.

Parlando di burocrazia, De Mossi ha evidenziato come questa sia un “habitus mentale” e colto l’occasione per rendere note alcune buone pratiche implementate dalla propria Amministrazione, come la creazione di un assistente virtuale per l’anagrafe, che consenta di snellire le pratiche e il lancio di un Avatar per la visita personalizzata all’interno di Santa Maria della Scala.

Contrario ai contributi a pioggia e a quella che lui definisce “elemosina di Stato”, il Sindaco di Siena ha fatto cenno al passato della sua città evidenziando come la distribuzione di finanziamenti non sia necessariamente positiva. “I soldi – ha detto – possono essere una grande occasione ma vanno dati soltanto quando ci siano dei concreti progetti di sviluppo legati al territorio, sennò le generazioni future erediteranno soltanto debiti e non opportunità”.