Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici: indicazioni interpretative aggiuntive a seguito del nuovo “Codice”

Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici: indicazioni interpretative aggiuntive a seguito del nuovo “Codice”

Con il Comunicato 3 agosto 2016, il Presidente dell’Anac si è espresso in merito alle problematiche sollevate da alcune Soa in relazione alla “fase transitoria” conseguente all’emanazione del nuovo “Codice dei contratti” di cui al Dlgs. n. 50/16.

Dopo aver richiamato i propri precedenti Pronunciamenti sul tema (Comunicato del Presidente 31 maggio 2016 e Faq allegate al Comunicato 8 giugno 2016), l’Anac ha spiegato nel dettaglio che le problematiche sollevate si riferiscono:

  • all’avvalimento nel Sistema unico di qualificazione;
  • alle lavorazioni ricadenti nelle cosiddette “Categorie variate”;
  • alla dimostrazione dei requisiti dell’idonea direzione tecnica;
  • alla possibilità di estendere al decennio il periodo documentabile per la dimostrazione dei requisiti.

Il Consiglio Anac, nella seduta del 3 agosto 2016, si è occupato delle problematiche da ultimo brevemente sintetizzate e, con riferimento a quelle indicate nei punti 1), 2) e 3), ha comunicato che esse saranno affrontate ex professo con le “linee guida” previste dall’art. 83 del nuovo “Codice dei contratti” e che, nelle more della loro adozione, tutte le disposizioni del Dpr. n. 207/10 devono ritenersi medio tempore ancora vigenti e, in conseguenza di tale vigenza, deve ritenersi ai limitati fini in esame applicabile quanto previsto dall’art. 50 del Dlgs. n. 163/06, in quanto richiamato dall’art. 88 del citato Dpr. n. 207/10.

Invece, con riferimento alla questione di cui al punto 4), il Consiglio ha ritenuto che le imprese, solo per variare l’attestazione originaria, conseguita sulla base di un contratto sottoscritto con la Soa prima dell’entrata in vigore del Dlgs. n. 50/16, possano usufruire ancora della deroga, introdotta dal Dl. n. 210/15, convertito con modificazioni dalla Legge n. 21/16, e solo per le lavorazioni svolte nel decennio antecedente la stipula del medesimo contratto di attestazione. In tal caso quindi le Soa potranno valutare positivamente, ai fini dell’incremento della qualificazione, la quota-parte dei lavori realizzata prima della sottoscrizione del medesimo contratto originario.

Qualora, successivamente al 19 aprile 2016 (data di pubblicazione in G.U. del nuovo “Codice”), l’impresa sottoscriva un contratto integrativo e di variazione dell’attestazione in corso di validità, finalizzato ad incrementare la qualificazione già conseguita, con il riconoscimento di ulteriori lavori eseguiti successivamente alla data di stipula del contratto originario, l’estensione al decennio del periodo documentabile non sarà assolutamente applicabile, non potendosi più applicare la deroga da ultimo indicata, caducata ex lege in virtù dell’entrata in vigore del nuovo “Codice dei contratti”, con la conseguenza che tutte le certificazioni esibite nelle categorie di cui si chiede l’integrazione, anche quelle esibite in sede di rilascio della prima attestazione, dovranno essere ricondotte all’arco temporale ordinario di 5 anni antecedenti la stipula del contratto di integrazione della attestazione originaria.

Inoltre, il Consiglio ha disposto di rendere note tali indicazioni ermeneutiche attraverso un Comunicato del Presidente, per consentire a tutte le Soa di conoscere l’orientamento dell’Autorità e di adeguarvisi.


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