Sostituto d’imposta: ribadito il non assoggettamento a ritenuta del 4% dei contributi erogati alle imprese a seguito dell’emergenza da “Covid-19”

Sostituto d’imposta: ribadito il non assoggettamento a ritenuta del 4% dei contributi erogati alle imprese a seguito dell’emergenza da “Covid-19”

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’istanza di Interpello n. 629 del 28 settembre 2021, è tornata sull’argomento del trattamento fiscale dei contributi da erogare da parte di un Comune alle Imprese del proprio territorio, soggette a chiusura durante l’emergenza sanitaria da “Covid-19”, richiamando l’art. 10-bis del Dl. n. 137/2020.

Al riguardo, ha ricordato che:

  • l’art. 54 del Dl. n. 34/2020, convertito con modificazioni dalla Legge n. 77/2020, nel testo in vigore dal 23 marzo 2021, così come modificato dall’art. 28 del Dl. n. 41/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 69/2021 (“Decreto Sostegni”, vedi Entilocalinews n. 19 del 10 maggio 2021), al comma 1, dispone che “le Regioni, le Province autonome, anche promuovendo eventuali azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie risorse, ai sensi della sezione 3.1 della Comunicazione della Commissione Europea C (2020) 1863 final – ‘Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19’ e successive modifiche e integrazioni, nei limiti e alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione ed al presente articolo, fino a un importo di 1,8 milioni di euro per impresa, salvo i diversi limiti per le imprese di cui al comma 3”. Al successivo comma 2 prevede che “l’aiuto può essere concesso sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni, a condizione che il valore nominale totale di tali misure rimanga al di sotto del massimale di 1,8 milioni di Euro per impresa; tutti i valori utilizzati devono essere al lordo di qualsiasi imposta o altro onere”. Infine, l’ultimo comma dispone che “le misure concesse ai sensi della Comunicazione della Commissione Europea C (2020) 1863 final – ‘Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19’ e successive modifiche e integrazioni, sotto forma di anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti o altri strumenti rimborsabili possono essere convertite in altre forme di aiuto, come le sovvenzioni, purché la conversione avvenga entro il 31 dicembre 2022 e siano rispettate le condizioni di cui alla sezione 3.1 della suddetta Comunicazione”;
  • in relazione al regime fiscale applicabile ai predetti contributi, l’art. 10-bis, comma 1, del Dl. n. 137/2020, convertito con modificazioni dalla Legge n. 176/2020, ha previsto che “i contributi e le indennità di qualsiasi natura erogati in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica da ‘Covid-19’ e diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza, da chiunque erogati e indipendentemente dalle modalità di fruizione e contabilizzazione, spettanti a soggetti esercenti impresa, arte o professione, nonché ai lavoratori autonomi, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle Imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’Imposta regionale sulle attività produttive (Irap) e non rilevano ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del Tuir, di cui al Dpr. n. 917/1986”. 

Con tale disposizione, dunque, il Legislatore ha riconosciuto ai contributi di “qualsiasi natura” erogati in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica “Covid-19” “da chiunque” e “indipendentemente dalle modalità di fruizione”, ai soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione, nonché ai lavoratori autonomi, la non concorrenza a tassazione in considerazione della finalità dell’aiuto economico di contrastare gli effetti negativi conseguenti dall’emergenza epidemiologica da “Covid-19”. 

Nel caso in esame, il Comune istante ha intenzione di erogare sovvenzioni una tantum ad attività economiche con sede operativa nel territorio comunale che abbiano subìto gli effetti della chiusura o sospensione per effetto dei Dpcm. 11 marzo 2020 e 22 marzo 2020. 

Pertanto, in applicazione del citato art. 10-bis, le sovvenzioni una tantum di cui trattasi, fermo restando il rispetto di quanto previsto all’art. 54 sopra citato, non sono da assoggettare alla ritenuta a titolo di acconto prevista dall’art. 28, comma 2, del Dpr. n. 600/1973. 

L’Agenzia ha precisato che, nel caso in esame, tale regime di esenzione è da riconoscersi nel presupposto che tali forme di sostegno economico siano, come richiesto dal riportato art. 10-bis, “diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza”. 


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