Spesa di personale: la Corte piemontese si esprime sulla possibilità di aumentare il “Fondo per la contrattazione integrativa”

Spesa di personale: la Corte piemontese si esprime sulla possibilità di aumentare il “Fondo per la contrattazione integrativa”

Nella Delibera n. 271 del 26 novembre 2014 della Corte dei conti Piemonte un Comune – richiamate le previsioni di cui all’art. 9, comma 2-bis, del Dl. n. 78/10, convertito con modificazioni dalla Legge n. 122/10 – chiarito il rispetto, per l’anno 2013, del Patto di stabilità, nonché del complesso dei vincoli e limiti in materia di spesa di personale, formula il seguente quesito. Considerato che nel corso del 2015 verrà collocato a riposo un dipendente, con riduzione della spesa di personale di 53.000 Euro, chiede se sia possibile, contestualmente allariduzione di spesa complessiva, aumentare il “Fondo per la contrattazione integrativa” di circa 2.500 Euro (1.200 Euro per finanziare un progetto obiettivo svolto dal personale dall’Amministrazione comunale addetto al “Servizio Tecnico manutentivo”; 1.300 Euro a beneficio dell’indennità di turno dell’Agente di Polizia locale in servizio presso il Comune, unico in servizio anche nei giorni festivi). Precisa il Comune che la predetta manovra consentirebbe, a fronte di un sicuro risparmio dalla massa salariale complessiva, di porre rimedio alle discrasie determinate dal blocco al 2010 del salario accessorio, per valorizzare le prestazioni aggiuntive rese dal personale dipendente.

La Sezione osserva come le richiamate previsioni si inseriscano in un complesso normativo volto a perseguire obiettivi di riduzione della spesa di personale, la cui funzione pratica, con riferimento alle componenti del trattamento accessorio, si traduce in un rafforzamento del limite posto alla loro crescita complessiva a garanzia del contenimento della dinamica retributiva del personale nell’ambito delle finalità di riduzione della spesa corrente di funzionamento e di miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Ne discende che nel computo del tetto di spesa rientrano tutte le risorse stanziate in bilancio con vincolo di destinazione al trattamento accessorio del personale, indipendentemente da eventuali risorse derivanti da maggiori entrate. Sul piano teleologico, la norma si inserisce infine nel quadro delle disposizioni di contenimento della spesa per il personale aventi natura cogente e inderogabile, in quanto rispondenti ad imprescindibili esigenze di riequilibrio della finanza pubblica ancorate al rispetto di rigidi obblighi comunitari. Tale norma è da considerare quindi di stretta interpretazione e non sono consentite limitazioni del suo nucleo precettivo in contrasto con il valore semantico dell’espressione normativa utilizzata. Tuttavia, la Sezione precisa che la sola deroga compatibile con lo spirito del divieto di cui all’art. 9, comma 2-bis, sarebbe quella fondata su economie di bilancio che scaturissero direttamente da un più efficiente utilizzo del personale, ciò in quanto l’intenzione del Legislatore di ridurre la spesa di personale ponendo un freno alle dinamiche del trattamento accessorio si contrappone al favor dello stesso verso politiche di sviluppo della produttività individuale del personale.


Tags assigned to this article:
fondo contrattazione integrativapersonalespesa

Related Articles

Oneri previdenziali: se a inizio mandato l’Amministratore non è iscritto ad alcuna Cassa previdenziale non spettano i versamenti forfettari

Nella Delibera n. 53 del 14 aprile 2016 della Corte dei conti Piemonte, la questione controversa riguarda un Sindaco eletto

Concorsi pubblici: scorrimento di graduatoria o indizione di un nuovo concorso

Nella Sentenza n. 909 del 23 febbraio 2015 del Consiglio di Stato, i Giudici si esprimono sulla sussistenza in capo

Corte dei conti: Presidente Buscema eletto Giudice costituzionale

Con il Comunicato n. 37 del 13 luglio 2020, la Corte dei conti rende noto che il Presidente della Corte