Spese di personale: indennità corrisposta dal Comune al tirocinante

Spese di personale: indennità corrisposta dal Comune al tirocinante

Nella Delibera n. 38 dell’8 marzo 2018 della Corte dei conti Umbria, un Sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di considerare l’indennità corrisposta dal Comune al tirocinante come un trasferimento e, quindi, non considerarla nel novero delle spese del personale. La Sezione rileva che la nozione di “spesa del personale”, rilevante ai fini dell’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/10 e dell’art. 1, comma 557-quater, della Legge n. 296/06, implica che la prestazione lavorativa e quindi anche il tirocinio siano resi a favore dell’Ente datore di lavoro. Nel caso di specie, si è escluso che le prestazioni del tirocinante siano rese a favore del Comune in questione, in quanto il tirocinio stesso è espletato presso un “soggetto ospitante privato”. Dunque, la Sezione afferma che, nella misura in cui le Convenzioni di tirocinio previste dalla normativa regionale umbra non determinino forme dirette e/o indirette di acquisizioni di prestazioni lavorative per l’Ente locale, “soggetto terzo” che ne sostiene (seppur parzialmente) gli oneri, l’Ente stesso può intervenire a sostegno delle politiche di inserimento nel lavoro, realizzate con tirocini, mediante attribuzioni di “vantaggi economici” a soggetti privati, nel rispetto ben inteso dei limiti (giuridici e finanziari) conformativi della spesa sociale, degli equilibri di bilancio e dei correlati canoni di priorità delle spese e di prudenza nella loro gestione. Infine, la Sezione aggiunge che il concreto perseguimento di pubbliche finalità, nell’erogazione di “vantaggi economici” a privati, si pone alla base della liceità della relativa spesa, determinando in caso contrario responsabilità erariale.


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