Stati generali: modernizzazione, transizione ecologica e inclusione le parole d’ordine del Piano per il rilancio del Paese

Apertura di un dialogo e un’interlocuzione tra il Governo italiano e le forze economiche, politiche, sociali e culturali del Paese, per individuare insieme il percorso per il rilancio dopo il colossale shock inferto alla Società e all’Economia italiana dalla diffusione del “Covid-19” e dai mesi di chiusure forzate che ne sono conseguiti. Questo lo spirito che anima gli Stati generali: una serie di incontri avviata sabato 13 giugno 2020 dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con i rappresentanti delle Istituzioni e delle Parti sociali.

Nella cornice di Villa Pamphilj, la prima giornata ha visto succedersi gli interventi di:

  • il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli;
  • la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen;
  • il Commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni;
  • la Presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde;
  • il Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel.
  • il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco;
  • il Segretario generale dell’Ocse, Ángel Gurría;
  • la Direttrice operativa del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva.

Noi non possiamo permetterci di ritornare, di ripristinare la normalità, di ritornare allo status quo ante rispetto a questa crisi – ha detto il Premier, Giuseppe Conte, nel suo discorso di apertura – L’Italia, in particolare, sono 20 anni che fatica a tenere il passo delle altre Economie avanzate. Perché sconta dei tassi di crescita del Prodotto lordo e della produttività che sono al di sotto della media europea, ha subìto delle conseguenze negative più intense rispetto altri Paesi europei, le conseguenze a seguito della crisi finanziaria del 2009, poi della crisi dei debiti sovrani di 2 anni più tardi. Ecco perché non possiamo permetterci un ripristino della normalità. Lo shock prodotto dalla pandemia – ormai è chiaro a tutti – porterà una forte contrazione del Prodotto interno lordo, ma di fronte a questo scenario il Governo è già intervenuto e ha stanziato delle ingenti risorse. Vorrei ricordare che abbiamo stanziato 80 miliardi e poi abbiamo fornito anche garanzie e moratorie significative per ingenti valori”.

Il Presidente del Consiglio ha evidenziato che, in rapporto al Pil, la liquidità che il Governo italiano ha liberato è seconda solo a quella messa in campo dalla Germania. Ma ciò non toglie che ci sia la necessità di elaborare un Progetto preciso e condiviso per disegnare il rilancio e per tentare di fare di questa enorme crisi una opportunità.

Da qui la decisione dell’Esecutivo di coinvolgere tutte le forze politiche, sociali e produttive del Paese e di dedicare l’intera settimana appena iniziata ad una interlocuzione serrata con tutti gli esponenti e tutte le personalità della società civile e delle forze produttive e sociali.

Stando a quanto anticipato da Conte, sono 3 i pilastri che animano il Piano di rilancio in corso di definizione:

– modernizzazione del Paese;

– transizione ecologica;

– inclusione sociale, territoriale e di genere.

Tra gli obiettivi menzionati: lavorare per avere una Pubblica Amministrazione più efficiente e più digitalizzata; ridurre drasticamente le emissioni di gas clima-alteranti in linea con gli ambiziosi obiettivi del “Green Deal” europeo; migliorare l’efficienza energetica dell’Economia e la qualità dell’aria nei centri urbani; ripulire le acque interne e marine; investire nella “bellezza” del nostro Paese; ridurre le disuguaglianze e le povertà; migliorare l’istruzione e contrastare la dispersione, per esempio, educativa; diffondere la conoscenza degli strumenti digitali; ottenere una qualità migliore della vita nei centri urbani e nelle periferie; ridurre il divario infrastrutturale fra Nord e Sud, incrementare la partecipazione femminile al mercato del lavoro, puntando a pari opportunità a livello sociale e di genere; rafforzare la Sanità.

Conosciamo i nostri vincoli di finanza pubblica – ha detto ancora Giuseppe Conte – ci sono ben noti, l’equilibrio, la necessità di tenere in equilibrio la nostra finanza pubblica, quindi non possiamo mancare l’occasione per rilanciare l’innovazione, l’intraprendenza, la produttività del nostro Paese”.