Transazione fiscale e Tributi locali

Corte dei conti Lombardia, Delibera n. 256 del 24 dicembre 2024

Nella casistica in analisi, il quesito riguarda la possibilità per un Comune di stipulare legalmente accordi transattivi su Tributi locali riducendone l’importo dovuto nell’ambito della composizione negoziata della crisi d’impresa, considerando tale modalità più vantaggiosa rispetto alla riscossione coattiva in caso di liquidazione giudiziale. In particolare, nel caso in esame 2 Imprese, debitrici nei confronti del Comune per Tributi locali (una Snc per Euro 162.880,00 e una Ditta individuale per Euro 2.601,00), propongono un accordo per il pagamento in misura ridotta (almeno il 30% del credito), in base all’art. 23 del Dlgs. n. 14/2019, per evitare il fallimento e accedere a misure protettive e da un Piano di risanamento.

Il Comune precisa che i Tributi in questione sono auto-amministrati e non gestiti dall’Agenzia delle Entrate.

Si chiede quindi se sia possibile per un Ente Locale sottoscrivere tali accordi “transattivi” nell’ambito della normativa vigente.

La Sezione evidenzia che, per rispondere al quesito, è necessario ricostruire il quadro normativo relativo al principio di indisponibilità dell’obbligazione tributaria e alla disciplina della “transazione fiscale”, considerando anche i riflessi sulla contabilità degli Enti Locali. Il Principio di legalità, sancito dall’art. 23 della Costituzione, stabilisce che gli Enti pubblici non possono rinunciare ai crediti tributari o concedere agevolazioni non previste dalla legge. Questo Principio può essere derogato solo attraverso norme eccezionali, che devono essere interpretate restrittivamente.

La transazione fiscale rappresenta una deroga al Principio di indisponibilità. Non è una normale transazione civile, ma uno strumento legale che permette la riduzione o la dilazione dei debiti tributari per perseguire specifici interessi, come la continuità aziendale. Questa possibilità è prevista solo per i Tributi gestiti dalle Agenzie fiscali e non per quelli amministrati direttamente dai Comuni.

Per quanto riguarda i Tributi locali gestiti dai Comuni, la transazione fiscale non è esplicitamente disciplinata dalla normativa vigente. Tuttavia, un orientamento favorevole sostiene che, per evitare il fallimento di Imprese in crisi, si possano applicare schemi negoziali generali, bilanciando l’interesse alla riscossione con quello alla salvaguardia dell’economia locale.

Questo approccio però incontra limiti nelle attuali disposizioni, che non includono chiaramente i tributi locali tra quelli oggetto di transazione fiscale, e di conseguenza, secondo la normativa attuale, i Comuni non possono stipulare accordi di transazione fiscale per i tributi locali auto-amministrati, salvo interventi legislativi futuri.

La mancanza di chiarezza normativa può esporre i Comuni al rischio di non incassare i crediti e di danneggiare il tessuto economico del territorio.

La Sezione sottolinea l’importanza di un intervento legislativo per estendere la transazione fiscale ai Tributi locali, così da conciliare le esigenze fiscali con la tutela economica del territorio.

La nostra attenzione alla verifica dei contenuti

Gli articoli e i contenuti prodotti dalla nostra redazione sono tutti verificati da esperti del settore. Seguendo una procedura di qualità certificata, i giornalisti della redazione operano a stretto contatto con gli esperti per verificare la correttezza delle informazioni pubblicate. L'obiettivo è quello di fornire a tutti i lettori informazioni verificate e attendibili.

Seguici sui social:

Iscriviti e resta aggiornato