Vincoli di spesa pubblica: quadro di sintesi

La redazione del bilancio di previsione degli Enti Locali deve fare i conti anche con pesanti vincoli alla spesa pubblica introdotti dal Legislatore. La scarsità di risorse a disposizione ed il mutevole quadro normativo di riferimento impongono un’attenzione sempre maggiore verso alcune voci di spesa che hanno caratterizzato i bilanci locali degli ultimi anni.

Di seguito si fornisce un quadro di sintesi delle principali disposizioni di interesse per gli Enti Locali.

Spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza (art. 6, comma 8, Dl. n. 78/10, convertito con Legge n. 122/10)

A decorrere dall’anno 2011, le Amministrazioni pubbliche non possono effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, per un ammontare superiore al 20% della spesa sostenuta nell’anno 2009 per le medesime finalità.

Spese per sponsorizzazioni (art. 6, comma 9, Dl. n. 78/10, convertito con Legge n. 122/10)A decorrere dall’anno 2011, le Amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della P.A. non possono effettuare spese per sponsorizzazioni. Devono tuttavia ritenersi ammesse, non configurando delle sponsorizzazioni ai sensi della normativa di finanza pubblica in esame, le contribuzioni (siano esse sotto forma di erogazioni, sovvenzioni) ad iniziative di terzi soggetti istituzionalmente preposti allo svolgimento di attività di promozione e valorizzazione del territorio, rientranti nei compiti del Comune e svolte nell’interesse della collettività. Questa lettura è stata ritenuta coerente anche con il Principio di sussidiarietà orizzontale, di cui all’art. 118 della Costituzione, trattandosi di contribuzioni connotate dallo svolgimento di un’attività propria del Comune in forma sussidiaria, esercitata cioè in via mediata da soggetti privati destinatari di risorse pubbliche. Inoltre, l’eventuale concessione di un patrocinio da parte dell’Ente deve riguardare finalità sociali o comunque istituzionali dell’Ente che rappresentino, in via sussidiaria, una modalità alternativa della realizzazione del fine pubblico rispetto alla scelta di erogare direttamente un servizio di utilità per la collettività (Corte dei conti – Sezione regionale per il controllo Piemonte – Deliberazione n. 54/13).Spese per missioni (art. 6, comma 12, Dl. n. 78/10, convertito con Legge n. 122/10)A decorrere dall’anno 2011, le spese per missioni non possono superare il 50% del corrispondente importo sostenuto nel 2009.Spese per formazione (art. 6, comma 13, Dl. n. 78/10, convertito con Legge n. 122/10)A decorrere dall’anno 2011, le spese per formazione non possono superare il 50% del corrispondente importo sostenuto nel 2009.

Acquisto, manutenzione, noleggio, esercizio di autovetture (art. 5, comma 2, del Dl. n. 95/12, convertito con Legge n. 135/12, art. 1, commi 143 e 144, Legge n. 228/12, art. 1, Dl. n. 101/13)

A decorrere dall’anno 2013, le Amministrazioni pubbliche (…) non possono effettuare spese di ammontare superiore al 50% della spesa sostenuta nell’anno 2011 per la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonché per l’acquisto di buoni taxi (….).

Con l’art. 1, comma 143, Legge n. 228/12 (“Legge di stabilità 2013”), si dispone il divieto, fino al 31 dicembre 2015, di acquisto di autovetture e di stipula di contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto autovetture. Le relative procedure di acquisto iniziate a decorrere dal 9 ottobre 2012 sono revocate. Le disposizioni limitative non si applicano per gli acquisti effettuati per le esigenze del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, per i Servizi istituzionali di tutela dell’Ordine e della Sicurezza pubblica, per i Servizi sociali e sanitari svolti per garantire i livelli essenziali di assistenza.

A decorrere dall’anno 2014, le Amministrazioni pubbliche che non adempiono, ai fini del censimento permanente delle autovetture di servizio, all’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 5 del Dpcm. 3 agosto 2011, non possono effettuare, fermo restando quanto previsto sopra, spese di ammontare superiore al 50%del limite di spesa previsto per l’anno 2013 per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonché per l’acquisto di buoni taxi.Gli atti adottati in violazione delle disposizioni di cui sopra e i relativi contratti sono nulli, costituiscono illecito disciplinare, e sono altresì puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria, a carico del responsabile della violazione, da 1.000 a Euro 5.000, alla cui irrogazione provvede l’Autorità amministrativa competente, salva l’azione di responsabilità amministrativa per danno erariale.

Incarichi di studio e consulenza (art. 1, Dl. n. 101/13)

La spesa annua per studi e incarichi di consulenza, inclusa quella relativa a studi e incarichi di consulenza conferiti a pubblici dipendenti, e gli incarichi di studio e consulenza connessi ai processi di privatizzazione e alla regolamentazione del Settore finanziario, non può essere superiore, per l’anno 2014, all’80% del limite di spesa per l’anno 2013 e, per l’anno 2015, al 75% dell’anno 2014,così come determinato dall’applicazione della disposizione di cui all’art. 6, comma 7, del Dl. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122. Si applicano le deroghe previste dall’art. 6, comma 7, ultimo periodo, del Dl. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni con Legge 30 luglio 2010, n. 122. Le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a trasmettere, entro il 31 dicembre 2013, i dati inerenti alla spesa disaggregata sostenuta per studi e incarichi di consulenza, inclusa quella relativa a studi e incarichi di consulenza conferiti a pubblici dipendenti, nonché per gli incarichi e i contratti a tempo determinato. La mancata trasmissione nei termini sopra indicati comporta l’applicazione della sanzione al responsabile del procedimento. Nel bilancio di previsione devono essere previsti specifici capitoli per il conferimento di incarichi di studio e consulenza.

Gli atti adottati in violazione delle disposizioni di cui sopra e i relativi contratti sono nulli. L’affidamento di incarichi in violazione delle disposizioni in questione costituisce illecito disciplinare ed è altresì punito con una sanzione amministrativa pecuniaria, a carico del responsabile della violazione, da Euro 1.000 a 5.000, alla cui irrogazione provvede l’autorità Amministrativa competente.

Acquisto mobili e arredi (art. 1, commi 141 e 165, Legge n. 228/12 e art 18, comma 8-septies, Dl. n. 69/13, convertito con Legge n. 98/13)

Ferme restando le misure di contenimento della spesa già previste dalle vigenti disposizioni, negli anni 2013 e 2014 le Amministrazioni pubbliche (…) non possono effettuare spese di ammontare superiore al 20% della spesa sostenuta in media negli anni 2010 e 2011 per l’acquisto di mobili e arredi, se non destinati all’uso scolastico e dei servizi all’infanzia e salvo che l’acquisto sia funzionale alla riduzione delle spese connesse alla conduzione degli immobili. (…).

I limiti di cui sopra non si applicano agli investimenti connessi agli interventi speciali realizzati al fine di promuovere lo sviluppo economico e la coesione sociale e territoriale, di rimuovere gli squilibri economici, sociali, istituzionali e amministrativi del Paese e di favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona in conformità all’art. 119, comma 5, della Costituzione e finanziati con risorse aggiuntive ai sensi del Dlgs. 31 maggio 2011, n. 88.

Acquisto di immobili (art. 1, comma 138, Legge n. 228/12, e art. 10-bis Dl. n. 35/13, convertito con Legge n. 64/13)

A decorrere dal 1° gennaio 2014, al fine di pervenire a risparmi di spesa ulteriori rispetto a quelli previsti dal Patto di stabilità interno, gli Enti territoriali e gli Enti del Servizio sanitario nazionale effettuano operazioni di acquisto di immobilisolo ove ne siano comprovate documentalmente l’indispensabilità e l’indilazionabilità attestate dal responsabile del procedimento. La congruità del prezzo è attestata dall’Agenzia del demanio, previo rimborso delle spese. Delle predette operazioni è data preventiva notizia, con l’indicazione del soggetto alienante e del prezzo pattuito, nel sito internet istituzionale dell’Ente.

Nel rispetto del Patto di stabilità interno, il divieto di acquistare immobili a titolo oneroso non si applica alle procedure relative all’acquisto a titolo oneroso di immobili o terreni effettuate per pubblica utilità ai sensi del Testo Unico di cui al Dpr. 8 giugno 2001, n. 327, nonché alle permute a parità di prezzo e alle operazioni di acquisto programmate da Delibere assunte prima del 31 dicembre 2012 dai competenti organi degli Enti Locali e che individuano con esattezza i compendi immobiliari oggetto delle operazioni e alle procedure relative a convenzioni urbanistiche previste dalle normative regionali e provinciali.

Secondo quanto disposto con la Sentenza n. 139/12 della Corte Costituzionale, i vincoli di cui al Dl. n. 78/10 si considerano rispettosi dell’autonomia locale quando stabiliscono un limite complessivo (calcolato sulle somme impegnate), che lasci libertà di allocazione delle risorse fra le varie tipologie di spesa.

La Corte dei conti – Sezione regionale per il controllo del Piemonte – Deliberazione n 40/11, sostiene che non sarebbero comprese nel limite le spese finanziate da terzi.

Non del tutto chiaro invece l’orientamento in merito delle Sezioni Riunite (e della Sezione regionale per il controllo della Toscana, Deliberazione n. 183/11), che nella Deliberazione n. 50/11 sostengono la possibilità di esclusione solo delle spese obbligatorie per legge, non contemplando diverse fattispecie per ulteriori interpretazioni in deroga all’imposizione prescritta.

di Anna Guiducci


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