“730 precompilato” e fatturazione elettronica verso le P.A.: nuova Audizione del Direttore dell’Agenzia delle Entrate

“730 precompilato” e fatturazione elettronica verso le P.A.: nuova Audizione del Direttore dell’Agenzia delle Entrate

 

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, con l’Audizione del 22 luglio 2015 presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria nell’ambito dell’indagine conoscitiva volta alla razionalizzazione delle banche-dati pubbliche in materia economica e finanziaria, ha affrontato nuovamente i temi del “730 precompilato” e della fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione, concludendo poi l’Audizione con un contributo in materia di credito d’imposta per gli esercenti sale cinematografiche.

In tema di “730 precompilato”, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha dato rilevanza al concetto di “facilitazione” nel rapporto tra Fisco e contribuenti, fondamentale strumento per la modernizzazione del Paese in grado di andare incontro alle esigenze dei cittadini e in linea con le raccomandazioni della Commissione europea agli Stati membri che promuovono una maggiore efficienza delle Autorità fiscali e ad improntare il rapporto tra l’Amministrazione finanziaria e il contribuente sulla reciproca trasparenza e fiducia.

Il “730 precompilato” si inserisce senza dubbio nell’ottica del concetto di facilitazione, tant’è che dal 15 aprile 2015 tale Modello è stato messo a disposizione di circa 20 milioni di cittadini.

Anche la fatturazione elettronica, che dal 31 marzo 2015 è obbligatoria per le forniture e le prestazioni effettuate nei confronti di tutte le Amministrazioni ed Enti pubblici, sta portando risultati confortanti.

Il potenziamento operato sul “Sistema di interscambio” (Sdi) ha permesso un flusso di documenti in continuo ampliamento senza sacrificare la qualità del servizio (si è passati da una media di circa 18.000 file al giorno registrata a marzo 2015 ai circa 86.000 file al giorno ricevuti in media durante il mese di giugno); inoltre, sono aumentati del 56% gli Uffici virtuali destinatari della fattura elettronica e del 72% del numero dei fornitori.

I dati pubblicati dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) – che monitora le azioni che le Amministrazioni hanno implementato per gestire la nuova modalità di fatturazione – mostrano risultati soddisfacenti anche se alcuni Enti soprattutto quelli di minori dimensioni, stentano ancora a gestire la contabilità informatica; il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha perciò auspicato la collaborazione tra Enti strutturalmente differenti (per esempio, tra Regioni e piccoli Comuni), prevista dall’art. 5, comma 2, del Dm. n. 55/13, ai sensi del quale una Pubblica Amministrazione può essere individuata quale intermediario di un altro Ente sottoposto agli obblighi.

La significativa diminuzione dei file scartati, a fronte di un considerevole aumento del numero di quelli ricevuti e degli adeguamenti intervenuti connessi a novità fiscali (“split payment“ e nuovo regime fiscale agevolato), dimostra l’efficacia del “Sistema di interscambio” (Sdi). Tale processo quindi funziona e anche gli utenti sembrano non avere particolari difficoltà nell’utilizzo.

Il Direttore, Rossella Orlandi, conclude affermando che l’introduzione della fattura digitale, avendo introdotto una modalità standard di fatturazione, “permette di far emergere le best practices la cui diffusione contribuisce al miglioramento e all’armonizzazione dei processi contabili, consentendo la riduzione dei tempi di lavorazione della fattura ai fini del pagamento”.

L’Agenzia delle Entrate, in chiave prospettica, propone:

  • per le informazioni contenute in fattura e non già regolate da norme, la definizione di una semantica comune per tutte le Amministrazioni e condivisa con i fornitori;
  • una modalità di comunicazione tra clienti e fornitori che permetta a questi ultimi di rimediare agli errori che vincolano l’esigibilità del credito esposto in fattura.

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