La piena attuazione dei “Livelli essenziali delle prestazioni sociali” (“Leps”) dovrà avvenire attraverso un percorso graduale, accompagnato da un progressivo rafforzamento delle risorse e della capacità organizzativa degli Enti Locali. È questa la posizione emersa nel corso della Riunione congiunta delle Commissioni Finanza locale e Politiche sociali dell’Anci, svoltasi il 22 giugno 2026 presso la sede nazionale dell’Associazione, con il supporto tecnico di Ifel.
L’incontro ha rappresentato l’occasione per analizzare le innovazioni introdotte dalla “Legge di bilancio 2026”, che ha istituito un nuovo Sistema di garanzia dei “Leps”, fondato sulla determinazione di un livello di spesa di riferimento per ciascun Ambito territoriale sociale(Ats) e destinato a entrare progressivamente a regime a partire dal 2027.
Il nuovo Sistema introdotto dalla “Legge di bilancio”
La Riforma prevede che entro il 30 giugno 2026 un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri definisca il livello di spesa di riferimento per ciascun Ambito territoriale sociale.
Il nuovo impianto punta a ricondurre entro un quadro unitario:
- i “Leps” già previsti dalla normativa;
- i nuovi “Livelli essenziali” introdotti negli ultimi anni, tra cui il pronto intervento sociale, i servizi per le dimissioni protette, gli interventi di prevenzione dell’allontanamento familiare, e i progetti di vita indipendente;
- gli obiettivi di servizio;
- i Sistemi di monitoraggio e rendicontazione;
- i meccanismi di finanziamento.
Secondo Anci, si tratta di un importante passo avanti verso la costruzione di un Sistema nazionale più organico delle politiche sociali.
Le criticità ancora aperte
Accanto agli elementi positivi, l’Associazione evidenzia tuttavia alcune criticità strutturali.
In particolare, non tutti i “Leps” risultano oggi:
- pienamente definiti;
- quantificabili;
- misurabili;
- adeguatamente finanziati.
Solo per una parte delle prestazioni sociali, infatti, esistono standard consolidati e Sistemi di monitoraggio in grado di verificare l’effettiva erogazione dei servizi sui territori.
Per questo motivo Anci ritiene necessario procedere attraverso un percorso progressivo che consenta di definire standard omogenei, costi di riferimento e modalità uniformi di misurazione delle prestazioni.
La frammentazione dei fondi
Tra le principali difficoltà segnalate vi è la forte frammentazione degli strumenti di finanziamento destinati ai Servizi sociali comunali.
Secondo Anci e Ifel, l’attuale molteplicità di fondi statali rende più complessa la programmazione degli interventi da parte degli Ambiti territoriali sociali.
L’Associazione propone pertanto una revisione complessiva del Sistema, fondata su alcuni Principi:
- tempi più rapidi e certi nell’assegnazione delle risorse;
- maggiore flessibilità nell’utilizzo dei finanziamenti;
- possibilità di una gestione locale delle soglie Isee;
- utilizzo più flessibile delle risorse tra i diversi obiettivi di servizio;
- ampliamento delle tipologie di interventi finanziabili;
- semplificazione degli adempimenti di rendicontazione;
- superamento dei blocchi nell’erogazione delle risorse dovuti a ritardi nelle rendicontazioni regionali.
Anci chiede inoltre di poter accedere direttamente alle Piattaforme ministeriali di monitoraggio, così da contribuire al miglioramento della qualità dei dati e dei Sistemi informativi.
Una roadmap fino al 2030
Per accompagnare il processo di attuazione dei “Leps”, Anci propone una roadmap articolata in 4 fasi.
Il percorso individuato prevede:
- 2026: ricognizione dei “Leps” esistenti;
- 2027: definizione degli obiettivi di servizio e dei costi unitari;
- 2028: monitoraggio dei divari territoriali;
- 2028-2030: progressivo adeguamento tra fabbisogni, livelli di servizio e risorse disponibili.
Secondo l’Associazione, soltanto una programmazione graduale consentirà di conciliare sostenibilità finanziaria, capacità amministrativa degli enti e piena tutela dei diritti sociali.
Il nodo dei fabbisogni standard
Un ulteriore elemento evidenziato nel corso della riunione riguarda il rapporto tra fabbisogni standard e spesa necessaria per garantire i “Leps”.
Dal punto di vista dei Comuni, equiparare automaticamente i fabbisogni standard alla spesa effettivamente necessaria rischia di penalizzare gli Ambiti territoriali sociali più fragili, caratterizzati da maggiori criticità organizzative e sociali.
Per questo motivo, Anci ritiene prioritario sviluppare una nuova metodologia di stima dei fabbisogni standard a livello di Ats, così da comprendere con maggiore precisione se e in quale misura l’attuazione dei “Leps” comporterà ulteriori esigenze finanziarie per il Comparto comunale.




