Come si apprende dal Comunicato-stampa diffuso a margine della Riunione, in data 13 ottobre 2026 il Consiglio dei Ministri, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Giorgia Meloni, ha dato il via libera ad una serie di Provvedimenti, tra i quali figurano l’approvazione del “Documento programmatico di bilancio” (“Dpb”) per il 2027, il via libera definitivo agli Schemi di Intesa sull’Autonomia differenziata con le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, nonché l’approvazione, in esame preliminare, del Decreto legislativo recante il nuovo “Codice della Strada”.
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato, sempre in esame preliminare, un Decreto legislativo contenente Interventi di coordinamento e correttivi delle disposizioni emanate in attuazione della delega fiscale e ha deliberato la costituzione della Struttura di supporto del Commissario straordinario di Governo per l’attuazione di un Programma di edilizia integrata nell’ambito del “Piano Casa”.
“Documento programmatico di bilancio 2027”
Su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il Consiglio dei Ministri ha approvato il “Documento programmatico di bilancio” (“Dpb”) dell’anno 2027.
Il Documento conferma gli obiettivi programmatici indicati nel “Documento programmatico di finanza pubblica” (“Dpfp”), già approvato dalle Camere, con particolare riferimento al tasso di crescita dell’Indicatore della spesa netta. In particolare, il tasso di crescita della spesa netta, comprensivo dell’utilizzo degli spazi di bilancio connessi all’attivazione della “clausola di salvaguardia nazionale” in materia di Difesa ed Energia, è fissato al 3,3% per il 2027, all’1,7% per il 2028 e allo 0,2% per il 2029.
Al netto degli impieghi derivanti dall’attivazione della “clausola di salvaguardia”, il Tasso di crescita annuo della spesa netta è invece previsto all’1,9% nel 2027, all’1,7% nel 2028 e all’1,5% nel 2029.
Secondo quanto precisato dal Governo, tali valori rispettano i limiti previsti dalla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea.
Autonomia differenziata
Su proposta del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva gli Schemi di Intesa tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’art. 116, comma 3, della Costituzione.
Le Intese riguardano le materie della Protezione civile, delle Professioni, della Previdenza complementare e integrativa e della Tutela della salute – Coordinamento della Finanza pubblica.
Contestualmente, il Governo ha approvato 4 Disegni di legge, uno per ciascuna Regione, ai quali sono allegate le rispettive Intese, che dovranno ora seguire l’iter parlamentare previsto dalla Costituzione.
Le Intese, predisposte ai sensi della Legge n. 86/2024, tengono conto del Parere della Conferenza unificata e degli Atti di indirizzo delle Camere e sono già state approvate dalle Regioni interessate.
I Disegni di legge richiamano il Principio di leale collaborazione e stabiliscono che le Leggi di approvazione delle Intese potranno essere modificate, derogate o abrogate, soltanto in modo espresso, mediante una successiva Legge approvata ai sensi dell’art. 116 della Costituzione.
Per ciascuna Intesa è prevista l’istituzione di una Commissione paritetica Stato-Regione-Autonomie locali, incaricata di verificare annualmente l’attuazione dell’Intesa e di valutarne gli oneri finanziari, informando le Camere e la Conferenza unificata.
Le Intese individuano inoltre, attraverso specifici Allegati, le disposizioni statali destinate a cessare di avere efficacia nel territorio regionale a seguito dell’entrata in vigore delle Leggi regionali di attuazione.
La durata delle Intese è fissata in 10 anni, con rinnovo automatico per un ulteriore decennio, salvo diversa volontà dello Stato o della Regione, da manifestare almeno 12 mesi prima della scadenza.
In materia di Protezione civile, è prevista la possibilità per il Presidente della Regione di adottare, per le emergenze che interessano esclusivamente il territorio regionale, Ordinanze in deroga anche alla normativa statale, previa autorizzazione del Consiglio dei Ministri. Nei casi di grave urgenza, le Ordinanze potranno essere adottate sentito il Capo del Dipartimento della Protezione civile, ferma restando la necessità di sottoporle all’approvazione del primo Consiglio dei Ministri utile.
Le deroghe alla normativa statale non potranno eccedere la durata dello stato di emergenza e, comunque, i 2 anni dalla sua Deliberazione. Fino alla determinazione dei “Livelli essenziali delle prestazioni” (“Lep”), resta esclusa la possibilità di derogare alle disposizioni statali relative alle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.
Sono inoltre attribuite alle Regioni funzioni in materia di reclutamento, anche d’urgenza, e di formazione del personale di Protezione civile.
Per quanto riguarda le Professioni, le Regioni potranno disciplinare attività professionali di rilievo regionale, caratterizzate da uno stretto collegamento con le specificità del territorio e dell’Economia locale, con esclusione delle Professioni ordinistiche e sanitarie. Alle Regioni sarà inoltre attribuita la competenza per il riconoscimento delle qualifiche professionali regionali conseguite all’estero.
Nell’ambito della Previdenza complementare e integrativa, le Regioni potranno promuovere forme previdenziali su base regionale, anche attraverso Convenzioni con Fondi pensione esistenti. Per il personale regionale, degli Enti regionali, degli Enti Locali e del Servizio sanitario regionale, alle Regioni spetterà la rappresentanza negoziale negli Accordi con i “Fondi pensione” regionali.
In materia di tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica, le Regioni potranno esercitare ulteriori funzioni, nel rispetto dei “Livelli essenziali di assistenza” (“Lea”) e previo rispetto delle procedure di intesa e verifica previste. Tra queste figurano la possibilità di definire tariffe di rimborso delle prestazioni differenti da quelle nazionali, con oneri a carico del proprio bilancio, la gestione autonoma delle risorse statali destinate agli Investimenti sanitari, l’istituzione di “Fondi sanitari integrativi” e la destinazione di risorse aggiuntive al personale sanitario.
Il Governo precisa che l’ampliamento dell’autonomia non modifica il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, né i criteri di riparto delle risorse, e deve garantire la neutralità degli effetti finanziari per lo Stato e per le altre Regioni. L’efficacia delle Intese in materia sanitaria è subordinata al mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario e alla corretta erogazione dei “Lea”, oggetto anche di monitoraggi trimestrali.
Sull’approvazione delle Intese è intervenuto anche il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che, in una Nota pubblicata il 13 ottobre 2026, ha definito il risultato una “missione compiuta”, sottolineando il valore dell’autonomia differenziata per la responsabilizzazione dei Territori e dei loro Amministratori.
Nuovo “Codice della strada”
Su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, il Decreto legislativo che introduce il nuovo “Codice della Strada”, in attuazione della delega prevista dall’art. 35 della Legge n. 177/2024.
Il Provvedimento è destinato a sostituire il vigente Dlgs. n. 285/1992, attraverso un riordino complessivo della normativa in materia di circolazione stradale.
Il nuovo “Codice” si sviluppa lungo 4 direttrici principali: digitalizzazione di documenti, notifiche, accertamenti e banche-dati; rafforzamento della sicurezza stradale e della tutela degli utenti vulnerabili; disciplina delle nuove forme di mobilità e della guida automatizzata; revisione del sistema sanzionatorio.
Il Decreto introduce inoltre una sistematizzazione delle disposizioni relative alle competenze amministrative, ai controlli, ai titoli abilitativi, ai veicoli e alle infrastrutture stradali, integrando l’educazione stradale nell’insegnamento dell’educazione civica.
Tra gli interventi di maggiore interesse per le Amministrazioni comunali figurano le modifiche alle modalità di accertamento delle violazioni, ai termini di notifica dei verbali, e alla gestione dei contrassegni per le persone con disabilità.
In particolare, il nuovo testo prevede:
- Riduzione dei termini di notifica: per le violazioni accertate a distanza, senza contestazione immediata, il termine per la notifica dei verbali viene ridotto da 90 a 45 giorni.
- Estensione degli accertamenti a distanza: ampliata la possibilità di rilevare da remoto le violazioni relative alla sosta nelle aree riservate al carico e scarico delle merci e al mancato rispetto della precedenza a pedoni e ciclisti sugli attraversamenti.
- Contrassegni per le persone con disabilità: è introdotto l’obbligo per tutti i Comuni di aderire alla “Piattaforma unica nazionale informatica dei contrassegni unici” per le persone con disabilità, finalizzata a garantirne il riconoscimento su tutto il territorio nazionale.
- Sistema sanzionatorio: introdotto un criterio progressivo per le sanzioni relative all’eccesso di velocità, calcolate in funzione di ciascun chilometro orario oltre il limite, superando il sistema attualmente articolato per scaglioni.
- Recupero delle sanzioni: è prevista la possibilità di recuperare, entro 5 anni, le sanzioni non pagate dai conducenti stranieri.
Con riferimento alla “Piattaforma nazionale dei contrassegni”, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel Comunicato diffuso il 13 ottobre 2026, ha inoltre precisato che, in caso di mancata adesione, i Comuni non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle “Zone a traffico limitato” (“Ztl”).
Il nuovo “Codice” prevede una generale razionalizzazione degli importi delle sanzioni amministrative, accompagnata da un rafforzamento delle Misure di contrasto ai comportamenti maggiormente pericolosi per la Sicurezza stradale.
Secondo quanto comunicato dal Mit, la revisione contempla la sospensione dell’adeguamento automatico biennale delle sanzioni all’inflazione e l’arrotondamento al ribasso di diversi importi. In particolare, i minimi edittali più comuni di 26 e 42 Euro scenderebbero, rispettivamente, a 25 e 40 Euro, mentre quelli di 83 e 87 Euro verrebbero ridotti a 80 Euro.
Sono previste, al contempo, Misure più rigorose nei confronti dei veicoli privi di copertura assicurativa, tra cui il divieto di circolazione a tempo indeterminato. Viene inoltre introdotto l’obbligo di assicurazione secondo la normativa italiana per i veicoli stranieri che circolano sul territorio nazionale per oltre 30 giorni.
Per quanto riguarda la digitalizzazione, il nuovo “Codice” contempla la possibilità di esibire in formato digitale i documenti di guida e di circolazione, che potranno essere verificati telematicamente dagli Organi di Polizia.
Tra le ulteriori novità figurano l’innalzamento da 50 a 65 anni del limite di età fino al quale è previsto il rinnovo decennale delle patenti del Gruppo 1, l’introduzione di nuovi obblighi di sicurezza per i motociclisti e l’estensione ai cicli a propulsione dell’obbligo di casco e contrassegno già previsto per i monopattini elettrici.
Per le patenti del Gruppo 2, relative anche al trasporto professionale di merci e persone, il Mit ha comunicato l’innalzamento da 68 a 70 anni del limite anagrafico, con verifica biennale.
Il Provvedimento disciplina inoltre la guida automatizzata, introducendo la figura del controllore in grado di assumere tempestivamente la guida in situazioni di emergenza, e prevede l’istituzione di un Osservatorio sui presupposti per la circolazione dei veicoli a guida totalmente automatizzata.
Ulteriori interventi riguardano le misure di sicurezza per pedoni e ciclisti, gli obblighi di utilizzo delle protezioni per i conducenti e i passeggeri dei motoveicoli, nonché la possibilità di utilizzare come fonte di prova, nei giudizi per il risarcimento dei danni, le riprese fotografiche e video effettuate nell’immediatezza degli incidenti.
Il Mit ha illustrato gli obiettivi generali della Riforma anche in un ulteriore Comunicato datato 13 ottobre 2026, evidenziando la volontà di rendere il sistema sanzionatorio più proporzionato e di rafforzare la tutela degli utenti vulnerabili.
Riforma fiscale, approvato in esame preliminare il Decreto correttivo dei Testi unici
Su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un Decreto legislativo recante “Interventi di coordinamento e correttivi di disposizioni emanate in attuazione della delega fiscale”.
Il Provvedimento, adottato in attuazione dell’art. 1, comma 6, della Legge n. 111/2023, interviene sui Testi unici approvati nell’ambito del riordino del sistema tributario.
Gli Interventi interessano, in particolare, i Testi unici relativi alle sanzioni tributarie amministrative e penali, ai Tributi erariali minori, alla Giustizia tributaria, ai versamenti e alla riscossione, all’Imposta di registro e agli altri tributi indiretti, all’Iva, alle Imposte sui redditi, nonché agli adempimenti e all’accertamento.
Le modifiche sono finalizzate all’aggiornamento dei riferimenti normativi, alla correzione di refusi, al completamento della trasposizione delle disposizioni vigenti e al coordinamento delle norme contenute nei diversi Testi unici.
Il Decreto interviene inoltre per correggere la collocazione di alcune modifiche normative e di specifici richiami contenuti nei Dlgs. 5 agosto 2026, n. 141, e 7 agosto 2026, n. 148, recanti disposizioni integrative e correttive dei Testi unici.
“Piano Casa”
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente, Giorgia Meloni, ha deliberato, ai sensi dell’art. 9, comma 8, del Dl. 7 maggio 2026, n. 66, la costituzione della Struttura di supporto del Commissario straordinario di Governo per la realizzazione del Programma di edilizia integrata presentato dal Fondo di investimento “ADD Italy living”.
La costituzione della Struttura sarà disposta mediante Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
La Deliberazione si inserisce nell’ambito delle disposizioni del cosiddetto “Piano Casa” e riguarda l’organizzazione delle attività di supporto al Commissario straordinario incaricato dell’attuazione del Programma di edilizia integrata.


