(Adnkronos) – Crisi Ucraina-Russia, il presidente russo Putin ha riconosciuto le repubbliche filo russe del Donbass, Lugansk e Donetsk. Mentre Kiev chiede di cancellare il riconoscimento e di tornare al tavolo negoziale, Mosca afferma di essere ancora aperta alla diplomazia ma allo stesso tempo minaccia l’Ucraina di ulteriori conseguenze in caso di “piani militari”.
ORE 10.27 – “Non lasciare nulla di intentato per evitare che alla gravissima precipitazione di queste ore segua un ulteriore drammatico aggravamento della crisi”. È l’appello che è venuto dall’Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, della Commissione Affari Esteri della Camera dei deputati, riunito questa mattina sugli sviluppi della crisi in corso tra Russia e Ucraina. L’Ufficio di Presidenza ha deliberato che la Commissione sia convocata in modo permanente per seguire tempestivamente gli sviluppi della crisi.
In mattinata, il Presidente Fassino prenderà contatti per consultazioni con i Presidenti delle Commissioni Esteri della Verkhovna Rada ucraina, della Duma di Stato russa e dei Parlamenti dei principali Paesi europei e degli Stati Uniti. Nella giornata di oggi, alle ore 14, la Commissione svolgerà l’audizione dell’Ambasciatore Maurizio Massari, Rappresentante permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York.
ORE 10.26 – Le autorità delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk, nell’est dell’Ucraina, hanno approvato oggi leggi di ratifica dei Trattati di amicizia, cooperazione e assistenza reciproca con la Russia, all’indomani dell’annuncio di Putin sul riconoscimento delle due entità. I consigli popolari delle due repubbliche, riferisce Sputnik, hanno approvato all’unanimità le leggi di ratifica.
ORE 10.25 – ”La Russia ha ”di fatto annesso” parte dell’Ucraina e questo è ”un fatto gravissimo” che dovrebbe ”preoccupare tutti noi in Europa”. Lo ha detto il ministro della Difesa britannico Ben Wallace parlando a una riunione delle Forze di spedizione congiunte. L’Ucraina ”è uno stato sovrano, uno stato democratico in Europa. Tutti noi in Europa dovremmo essere preoccupati e non esitare a decidere azioni che possano far desistere il presidente Putin a minacciare la Nato, ma anche l’Europa e, ancora più importante, i nostri valori”, ha aggiunto.
10.09 – Nei confronti della Russia, dopo il riconoscimento delle repubbliche secessioniste del Donbass, “credo che dobbiamo imporre un primo pacchetto” di sanzioni. “Possiamo discutere se il pacchetto completo oppure solo alcuni elementi” del pacchetto. “Sono assolutamente convinto che saremo uniti”. Lo dice il ministro degli Esteri della Lettonia Edgar Rinkevics, a margine del Forum sull’Indo-Pacifico a Parigi.
“Dobbiamo respingere questo atto imperialistico della Russia – aggiunge – dobbiamo imporre sanzioni chiare e forti alla Russia, per scoraggiare ulteriori escalation. E’ l’ora della diplomazia, ma anche di un’azione molto forte. Dobbiamo aiutare l’Ucraina anche mandando armi, perché vediamo che è sotto attacco”, conclude.
ORE 10.09 – Il primo ministro britannico Boris Johnson ha affermato che il Regno Unito lavorerà per far sì che “Putin fallisca” se compie un’invasione su vasta scala di Kiev, “che è ciò che sembra voler fare”. Al termine di un vertice di emergenza del comitato Cobra, Johnson ha detto che Londra continuerà a impegnarsi sul piano diplomatico. Allo stesso tempo ha affermato che “voglio solo che tutti non abbiano dubbi sul fatto che se Vladimir Putin continua su questa strada della violenza, dell’aggressione, di un’invasione su vasta scala, di accerchiare la stessa Kiev che è quello che sembra voler fare, catturare la capitale ucraina, è assolutamente vitale che quello sforzo, quella conquista di un altro Paese europeo, non vada a buon fine e che Putin fallisca”.
ORE 10 – Il presidente russo Vladimir Putin ha deciso ”un’invasione su larga scala dell’Ucraina” e per questo la Gran Bretagna è pronta già oggi con una ”prima raffica di sanzioni economiche contro la Russia” che ”faranno molto male”. Lo ha detto il primo ministro britannico Boris Johnson al termine della riunione straordinaria del comitato Cobra. Pronto, quindi, un “pacchetto immediato di sanzioni internazionali” necessario dopo che Putin ”ha stravolto completamente il diritto internazionale”.
ORE 9.58 – “Approfittando del fatto che quasi tutti i ministri degli Esteri sono qui, ho convocato un Consiglio Affari Esteri d’urgenza qui a Parigi, dopo la riunione sull’Indo Pacifico. E’ un Consiglio d’urgenza informale, un Gymnich, che prenderà decisioni sulla risposta europea” alle , che assumerà la forma delle sanzioni”. Lo dice l’Alto Rappresentante Josep Borrell, a Parigi.
“I ministri – continua Borrell – ne discuteranno la portata, su mia proposta. Le sanzioni sono competenza del Consiglio, che decide su proposta dell’Alto Rappresentante. La decisione va presa all’unanimità e sono sicuro che verrà presa all’unanimità. Non vuol dire che oggi prenderemo tutte le decisioni, ma prenderemo quelle immediate”. “Le truppe russe – sottolinea Borrell – sono entrate nel Donbass, che consideriamo parte del territorio ucraino. Non è un’invasione piena, ma le truppe russe sono su suolo ucraino”.
ORE 9.48 – Dopo il riconoscimento da parte della Russia delle repubbliche secessioniste di Donetsk e Luhansk, “è evidente che prenderemo l’iniziativa di adottare delle sanzioni e ci riuniremo, al di là del forum sull’Indo-Pacifico che si tiene stamani, questo pomeriggio con i colleghi europei per decidere insieme le misure da adottare”. Lo dice il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian (la Francia ha la presidenza di turno del Consiglio Ue), da Parigi, dove è in corso un forum dedicato all’area dell’Indo-Pacifico, cui partecipa anche l’Alto Rappresentante Josep Borrell. Il riconoscimento delle due repubbliche, aggiunge, costituisce “una rinuncia agli accordi di Minsk. La situazione è molto grave”. L’Ue dimostrerà “fermezza”, perché si tratta di un'”azione inaccettabile della Russia”. Infine, Le Drian si aspetta che gli europei oggi dimostreranno “unità” sulle sanzioni.
ORE 9.47 – La Russia vuole ancora impegnarsi sul piano diplomatico per il futuro dell’Ucraina. A dichiararlo, all’indomani del riconoscimento delle due repubbliche separatiste autoproclamate di Luhansk e Donetsk è stata Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri di Mosca. “Abbiamo detto anche nei peggiori momenti che siamo pronti per il processo negoziale”, ha affermato la portavoce, sottolineando che il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, spera ancora di poter incontrare il segretario di stato americano Antony Blinken giovedì.
ORE 9.44 – ”L’attacco unilaterale all’integrità territoriale dell’Ucraina e la totale violazione del diritto internazionale da parte della Russia giustifica nuove, severe, sanzioni”. Lo ha scritto su Twitter la presidente del Parlamento europeo Roberta Mestola. ”Non lasceremo il popolo ucraino ai loro aggressori. La posizione del Parlamento europeo è chiara: siamo a fianco dell’Ucraina”, ha aggiunto.
ORE 9.36 – Kiev “capisce che le intenzioni e l’obiettivo della Russia sono di provocare l’Ucraina”. Questo quanto affermato dal governo ucraino in una dichiarazione diffusa dal ministero degli Esteri, che ha puntato il dito contro le ultime decisioni di Mosca, che “possono significare il suo ritiro dagli accordi di Minsk”. “Stiamo tenendo conto di tutti i rischi e non cadiamo nelle provocazioni, visto che restiamo impegnati in un accordo politico e diplomatico del conflitto armato tra Russia e Ucraina”, si legge ancora. “Il servizio diplomatico ucraino sta usando tutto il proprio arsenale di strumenti diplomatici per evitare un’espansione del conflitto armato”.
Il ministro degli Esteri, Dmitro Kuleba, è “in comunicazione continua con i suoi colleghi per coordinare gli sforzi diplomatici e agisce al fine di riunirsi con agenzie internazionali e vertici, attirando assistenza alla difesa e garantendo l’applicazione di severe sanzioni contro la Russia”. “Le prossime decisioni della Russia dipendono in grande misura dalla reazione globale a questi fatti”, ha concluso.
ORE 9.26 – L’Australia ha chiuso temporaneamente la sua ambasciata in Ucraina, trasferendo il personale diplomatico in Polonia e in Romania. La scorsa settimana l’Australia aveva trasferito la propria ambasciata da Kiev a Lviv, considerata ”più sicura”. L’Australia ha condannato ufficialmente il riconoscimento delle ”repubbliche del Donbass” da parte del presidente russo Vladimir Putin e l’entrata dell’esercito di Mosca in Ucraina.
ORE 9.22 – I rappresentanti permanenti degli Stati membri dell’Ue si riuniscono stamani a Bruxelles, alle 9.30, per discutere delle sanzioni da adottare nei confronti della Russia dopo il riconoscimento delle repubbliche secessioniste di Donetsk e Luhansk. E’ probabile che il tema venga in qualche misura affrontato anche nel Consiglio Affari Generali (Cag), che si riunisce stamani nella capitale belga.
Ieri l’Alto Rappresentante Josep Borrell ha detto che avrebbe proposto ai ministri degli Esteri (non al Cag, che riunisce i ministri degli Affari Europei) sanzioni nel caso in cui Vladimir Putin avesse riconosciuto le due repubbliche, come poi è avvenuto in serata. Ieri a Bruxelles si ventilava l’adozione di un pacchetto di sanzioni meno consistente rispetto a quello che sarebbe scattato in caso di una vera e propria invasione dell’Ucraina.
ORE 9.16 – Il governo di Kiev reclama l’imposizione di “dure sanzioni” contro la Russia al fine di inviare “un chiaro segnale” a Mosca sull’inammissibilità’ del riconoscimento dell’indipendenza delle regioni separatiste dell’est del paese. In un comunicato del ministero degli Esteri ucraino divulgato oggi, si sottolinea inoltre che “è arrivato il momento di agire per fermare l’aggressione russa e riportare la pace e la stabilità in Europa”.
“L’Ucraina condanna la decisione della Russia di riconoscere l’indipendenza delle entità che ha creato nei territori temporaneamente occupati, le cosiddette Repubbliche popolari d Lugansk e di Donetsk”. “Con questa azione, la Russia ha sfidato in modo flagrante le norme e i principi fondamentali del diritto internazionale, la carta dell’Onu e ha violato la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina nelle sue frontiere internazionalmente riconosciute”.
ORE 9.13 – Le borse europee aprono in forte ribasso dopo l’intervento dell’esercito russo nelle repubbliche separatiste ucraine di Donetsk e Luhansk. A Piazza Affari il Ftse Mib perde il 2,53% a 25.430 punti. Londra cede l’1,39%, Francoforte il 2,46% e Parigi il 2%. Fra le materie prime balza il prezzo del petrolio. Il Wti sale del 4% a 93,8 dollari al barile e il Brent del 2,40% a 95,2 dollari. Sul listino principale della piazza milanese soffrono i bancari, con Unicredit in calo del 4,26% e Bper del 3,70%. Segnano ribassi oltre i tre punti percentuali Banca Generali, Buzzi Unicem, Azimut, Tim, Nexi, Cnh Industrial e Stellantis.
ORE 8.55 – Diversi funzionari dell’amministrazione Biden hanno discusso con il governo ucraino un piano che prevede il trasferimento del presidente Volodymyr Zelenski dalla capitale a Leopoli, vicino alla frontiera polacca, in caso di invasione russa verso la capitale Kiev. A riferirlo all’emittente NbcNews sono state due fonti dell’amministrazione a conoscenza del piano. Washington, hanno detto, considera il leader ucraino “sempre più vulnerabile”.
Malgrado le dichiarazioni di Kiev delle ultime settimane su un’esagerazione da parte degli Stati Uniti e dell’Occidente rispetto ad una minaccia russa al paese, il governo ucraino si è preparato discretamente all’ipotesi di un’invasione, secondo le fonti. “Hanno fatto tutto il necessario per prepararsi”. Un portavoce di Zelensky ha però chiarito che il leader ucraino e il suo omologo americano, Joe Biden, non hanno discusso della partenza del presidente da Kiev. Tali conversazioni sarebbero state condotte tra funzionari di grado inferiore, secondo la NBC.
ORE 8.53 – Il premier britannico Boris Johnson sta presiedendo una riunione di emergenza del comitato Cobra del governo a Downing Street per discutere della situazione in Ucraina. Lo riporta Sky News, anticipando che durante la riunione dovrebbe essere deciso “un significativo pacchetto di sanzioni”.
ORE 8.48 – E’ troppo presto, secondo il ministero degli Esteri russo, discutere dei confini delle regioni separatiste nell’Ucraina orientale. Lo ha detto la portavoce del ministero Maria Zakharova all’agenzia di stampa Ria Novosti, spiegando che prima è necessario che la Russia e ”le repubbliche del Donbass” ratifichino i trattati di amicizia. Solo dopo si potranno definire i confini.
ORE 8.43 – La Russia riconoscerà l’indipendenza dell’intera regione di Donetsk e Luhanks nell’Ucraina orientale. Lo ha dichiarato il numero due della Russia e presidente del Comitato per gli Affari post sovietici Leonid Kalashnikov.
ORE 8.32 – Due soldati ucraini sono stati uccisi nella notte e altri 12 sono rimasti feriti da colpi di mortaio. E’ quanto si legge nel rapporto di questa mattina delle Forze congiunte ucraine diffuso dal ministero della Difesa. Sono 84 le violazioni segnalate da Kiev del cessate fuoco nelle ultime 24 ore compiute dalle forze filo-russe. In 64 violazioni sono state usate armi proibite dagli Accordi di Minsk.
ORE 8.23 – Vladimir Putin sogna un impero russo e “in sostanza vuole che il mondo viaggi indietro nel tempo. Ad un tempo precedente le Nazioni Unite. Un tempo in cui gli imperi dominavano il mondo. Ma il resto del mondo è andato avanti . Non siamo nel 1919, siamo nel 2022”. A dichiararlo è stata Linda Thomas-Greenfield, ambasciatore americano alle Nazioni Unite. “Dobbiamo mettere in chiaro – ha aggiunto intervenendo al Palazzo di Vetro – che un attacco all’Ucraina è un attacco alla sovranità di ogni stato membro dell’Onu e alla Carta dell’Onu e andrà incontro a rapide e severe conseguenze”.
ORE 8.05 – L’ordine di dispiegamento di truppe russe nella regione ucraina del Donbass altro non è che il primo passo di una più ampia invasione. A dichiararlo è stata Linda Thomas-Greenfield, ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, intervenendo alla riunione di emergenza dell’esecutivo Onu a New York. L’affermazione del presidente russo Vladimir Putin, che ha annunciato l’invio di una forza di pace è “senza senso”. “Si tratta chiaramente di una mossa che serve da base per il tentativo russo di creare un pretesto per un’ulteriore invasione dell’Ucraina”. Con il riconoscimento delle autoproclamate Repubbliche di Luhansk e Donetsk Putin “ha distrutto gli accordi di Minsk”.
ORE 7.49 – La Francia ha annunciato sanzioni mirate contro Mosca in risposta all’invio di truppe nella regione dell’Ucraina orientale. “Con i nostri partner europei, stiamo preparando sanzioni mirate contro coloro che hanno preso parte a questa decisione illegale”, ha dichiarato al Palazzo di Vetro l’ambasciatore francese alle Nazioni Unite, Nicolas de Riviere.
ORE 7.41 – “La Russia ha ripetutamente insistito sul fatto di non essere parte del conflitto ucraino. Oggi si è smascherata e mostra di esserlo sempre stata”. A dichiararlo, intervenendo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è stato l’ambasciatore tedesco all’Onu Antje Leendertse, sottolineando come Mosca abbia rivelato le sue vere intenzioni con l’ordine di dispiegamento nelle regioni orientali dell’Ucraina di quella che definisce una forza di peacekeeping. “Con i nostri alleati e partner adotteremo misure ferme ed adeguate in risposta alla violazione del diritto internazionale da parte della Russia che avrà gravi conseguenze economiche, politiche e geostrategiche”, ha affermato Leendertse.
ORE 7.31 – “Siamo ancora aperti alla diplomazia, ad una soluzione diplomatica, ma non intendiamo più permettere un nuovo massacro sanguinoso”. A dichiararlo è stato l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vasili Nebenzia. “Ora – ha dichiarato intervenendo al Palazzo di Vetro – è importante concentrarsi su come evitare la guerra e costringere l’Ucraina a fermare i bombardamenti e le provocazioni contro Donetsk e Luhansk”. Nonostante ciò, ha chiarito, la Russia “rimane aperta alla diplomazia”. “Kiev non solo è tornata molto rapidamente alla retorica militante e ha continuato a bombardare i civili, ma ha anche fatto di tutto per sabotare e infine distruggere gli accordi di Minsk”, ha affermato.
ORE 7.27 – Le decisioni prese da Mosca in merito alle Repubbliche dell’est dell’Ucraina sono state attuate per prevenire uno ‘spargimento di sangue’ e ‘proteggere e preservare’ i residenti di quelle regioni, ha dichiarato l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vasili Nebenzia, citato dalla Tass. Nebenzia riguardo al riconoscimento russo di Donetsk e Luhansk sostenendo che l’Ucraina stava “parlando con i propri cittadini nell’est del paese con un linguaggio fatto di cannoni, spari, minacce e bombardamenti”. “Più e più volte, abbiamo chiesto a Kiev di ascoltare le aspirazioni delle persone che vivono nel Donbass e dei residenti di lingua russa del paese, di rispettare il loro desiderio completamente legittimo di usare la loro lingua madre e di insegnare quella lingua ai loro figli”, ha dichiarato ancora il diplomatico, citato dalla Cnn.
ORE 7.20 – La Russia ha minacciato l’Ucraina di ulteriori conseguenze in caso di “piani militari” a seguito del riconoscimento di Donetsk e Luhansk da parte del Cremlino. Intervenendo al Palazzo di Vetro a New York, l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vassily Nebenzia ha detto che Kiev aveva in programma di bombardare e provocare Luhansk e Donetsk. A seguito del riconoscimento delle due regioni da parte di Mosca, ciò potrebbe avere “conseguenze estremamente pericolose”, ha affermato in una riunione di emergenza dell’esecutivo Onu. Nebenzia ha accusato la dirigenza ucraina per la escalation delle tensioni. Il “rifiuto netto” di Kiev di parlare direttamente con i leader separatisti nel Donbass – ha affermato – dimostra che l’Ucraina non intende adempiere alla sua parte degli accordi di Minsk. Per evitare la guerra, ha concluso, l’Ucraina deve essere costretta a porre fine alle sue “provocazioni”.
ORE 7.08 – La decisione di Mosca di riconoscere le Repubbliche autoproclamate di Luhansk e Donetsk ricalca quanto già fatto dalla Russia in Georgia nel 2008 con il riconoscimento di Ossezia del sud e Abkhazia. A sottolinearlo è stato l’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite Sergiy Kyslytsya intervenendo in nottata alla riunione dell’esecutivo Onu. “Oggi il Cremlino ha copiato e incollato parola per parola il decreto della Georgia del 2008”, ha detto, alzando un foglio stampato. “Nessuna creatività”, ha aggiunto. “La fotocopiatrice del Cremlino funziona molto bene”.
ORE 7.04 – Kiev chiede a Mosca di rinunciare al riconoscimento delle Repubbliche autoproclamate del Donbass. “Chiediamo alla Russia di cancellare la decisione sul riconoscimento e di tornare al tavolo negoziale”, ha affermato l’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite, Sergiy Kyslytsya, durante la riunione di emergenza dell’esecutivo Onu. “Condanniamo l’ordine di dispiegamento di truppe addizionali nei territori dell’Ucraina. Chiediamo un ritiro immediato, completo e verificabile delle truppe di occupazione”.




