Tramite il Comunicato-stampa 22 febbraio 2022, pubblicato sul proprio sito istituzionale, l’Autorità nazionale Anticorruzione è intervenuta sul tema degli aumenti del costo delle materie prime nei contratti di servizi e forniture. Lo ha fatto con una Nota firmata dal Presidente, Giuseppe Busia, che ha richiesto al Governo e al Parlamento un urgente intervento normativo sulla “revisione dei prezzi negli appalti per far fronte agli esorbitanti incrementi delle materie prime nei contratti in corso di esecuzione” riguardanti servizi e forniture.
“L’obiettivo dell’Autorità è quello di stabilire meccanismi che consentano di riguadagnare un equilibrio contrattuale, adeguando un aumento dei valori negli appalti per tenere conto dei costi reali. Se non lo si fa: o le gare vanno deserte, o partecipa solo chi poi chiederà varianti con aumento dei prezzi, oppure la prestazione non viene adempiuta”, ha dichiarato il Presidente Busia.
Dal Comunicato Anac si apprende inoltre che l’Autorità, per recepire l’art. 29 del Dl. n. 4/2022, sta aggiornando il Bando digitale per tutte le Stazioni appaltanti, prevedendo l’obbligo di inserimento nei bandi di gara delle clausole di revisione dei prezzi. Anac ha effettuato anche la verifica dei prezzi standard della Guida operativa, espressamente richiamati come riferimento per la revisione dei prezzi, che non risultano indicizzati, alcuni dei quali non sono aggiornati da anni. Ciò a vantaggio delle Stazioni appaltanti, applicando un’opportuna indicizzazione basata su dati Istat.
La Nota di Anac è stata inviata ai Ministri delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, e dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, oltreché al Presidente della Quinta Commissione del Senato, Daniele Pesco, richiedendo che l’intervento normativo di adeguamento prezzi venga inserito nella conversione del Decreto n. 4/2022, prevedendo espressamente all’art. 29 un meccanismo di compensazione, in modo tale che questo non avvenga soltanto per i lavori pubblici, ma anche per i servizi e le forniture.
Busia ha fatto riferimento anche alle conseguenze del mancato adeguamento normativo anche sul “Pnrr”, dichiarando che“in questo momento non dobbiamo guardare al risparmio immediato, ma riconoscere che bisogna avere clausole di adeguamento dei prezzi che tengano conto dei costi reali, indicizzando i valori inseriti nel bando di gara. Altrimenti rischiamo di vanificare lo sforzo del ‘Pnrr’, perché le gare di appalto andranno deserte, o favoriranno i ‘furbetti’ che punteranno subito dopo l’aggiudicazione a varianti per l’aumento dei prezzi. Molto meglio stabilire dei meccanismi trasparenti e sicuri di indicizzazione, così da favorire un’autentica libera concorrenza e apertura al mercato plurale, e serietà in chi si aggiudica l’appalto”.






