Nella Delibera n. 145 del 19 dicembre 2016 della Corte dei conti Sardegna, un Sindaco ha chiesto un parere in merito all’interpretazione delle previsioni dell’art.86, comma 5, del Dlgs. n. 267/00, come novellato dall’art.7-bis, comma 1, del Dl. n. 78/15, convertito in Legge n.125/15.Tale norma, nella formulazione attualmente in vigore, prevede che gli Enti Locali di cui all’art. 2 del Tuel, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, possono assicurare i propri Amministratori contro i rischi conseguenti all’espletamento del loro mandato.
La Sezione precisa che la norma in questione non obbliga il Comune a destinare, in sede di bilancio, le risorse possibili per l’assicurazione degli Amministratori e per il rimborso delle spese legali da essi sopportate, nei casi ammessi, e comunque “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.
Inoltre, la Sezione chiarisce che il riferimento di cui all’art.86, comma 5, del Tuel, alla necessità di non determinare “nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”, nell’assenza di un parametro storico di riferimento per la specifica tipologia di spesa, deve essere inteso quale richiamo all’Amministrazione all’invarianza della spesa, dovendosi far fronte alle spese deliberate con le ordinarie risorse a disposizione dell’Ente a legislazione vigente. Con riferimento ai contratti di assicurazione in favore degli Amministratori per i rischi del loro mandato, la norma non può che operare per il futuro e dunque legittimare il pagamento a carico del bilancio dell’Ente di eventuali premi assicurativi solo successivamente dal 15 agosto 2015.




