Matrimoni omosessuali celebrati all’estero: “stop” alle trascrizioni nei Registri di stato civile

Con la Circolare n. 40 del 7 ottobre 2014, diffusa ieri a tutte le Prefetture, il Ministero dell’Interno ha dichiarato che le trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero nei Registri di stato civile, adottate da diverse Amministrazioni comunali, non sono conformi al quadro normativo vigente.

Per l’Interno infatti “la disciplina dell’eventuale equiparazione dei matrimoni omosessuali a quelli celebrati tra persone di sesso diverso e la conseguente trascrizione di tali unioni nei registri dello stato civile rientrano nella competenza esclusiva del legislatore nazionale”.

La Circolare richiama l’art. 107 del Codice civile, in base al quale la diversità di sesso delle due persone è un requisito essenziale affinché il matrimonio produca effetti giuridici nell’ordinamento interno e ricorda inoltre, a supporto del proprio pronunciamento, come la Corte di Cassazione abbia stabilito che “l’intrascrivibilità delle unioni omosessuali dipende non più dalla loro inesistenza e neppure dalla invalidità, ma dalla loro inidoneità a produrre, quali atti di matrimonio, qualsiasi effetto giuridico nell’ordinamento italiano”.

Il Ministero ha pertanto invitato i Sindaci che si sono attivati in questo senso a ritirare tali disposizioni e a cancellare – ove effettuate – le conseguenti trascrizioni, avvertendo che, “in caso di inerzia, si procederà al successivo annullamento d’ufficio degli atti illegittimamente adottati, ai sensi del combinato disposto degli articoli 21-nonies della Legge 241 del 1990 e 54, commi 3 e 11, del Dlgs 267/2001”.