Inconferibilità degli incarichi: Anac ricorda che la nomina a Dirigente è dichiarata nulla dopo una condanna in primo grado

Anac, attraverso un focus pubblicato sul proprio sito il 30 agosto 2022, sottolinea che la nomina a Dirigente è dichiarata nulla dopo una condanna in primo grado.

Tale osservazione giunge a seguito di una richiesta di parere da parte del Responsabile prevenzione della corruzione e trasparenza della Regione Siciliana in merito al conferimento del ruolo di Dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti regionale all’ex Dirigente della Protezione civile. Quest’ultimo infatti è stato condannato in primo grado a un anno di reclusione con pena sospesa per omissione di atti d’ufficio.

Per Anac, “l’incarico deve essere considerato nullo ai sensi dell’art. 17 del Dlgs. n. 39/2013 in quanto inconferibile per effetto della Sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Termini Imerese: gli incarichi dirigenziali conferiti successivamente all’emissione di una causa di inconferibilità, sottolinea l’Autorità, sono equiparati a quelli precedenti”. 

Anac ricorda che, per il periodo di inconferibilità, al Dirigente possono essere affidati solo incarichi che non comportino l’esercizio di poteri di gestione e amministrazione al di fuori delle aree di rischio considerate più sensibili (gestione delle risorse finanziarie, contratti pubblici, concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi o attribuzione di vantaggi economici a soggetti pubblici o privati, incarichi di vigilanza o controllo). 

Nell’attribuzione di incarichi futuri la Regione dovrà tenere conto del divieto di conferimento di incarichi particolarmente esposti al rischio di corruzione ai Dirigenti e a chi svolge compiti di segreteria o funzioni direttive.

Anac infine suggerisce alla Regione Siciliana “di introdurre nei Codici di comportamento il dovere in capo ai dipendenti interessati da procedimenti penali di segnalare immediatamente all’Amministrazione l’avvio di tali procedimenti”.