Con la Notizia 7 ottobre 2022, pubblicata sul proprio sito istituzionale, il Ministero per la Pubblica Amministrazione informa che sono state sottoscritte le Linee-guida sulla “parità di genere” per la P.A..
L’impianto delle Linee-guida – si apprende dalla Notizia del Ministero – è volutamente aperto e modulabile sulla base delle diverse realtà che debbono confrontarsi con il tema. L’invito è quello di puntare a obiettivi concreti e percorribili, “lavorando con una nuova consapevolezza, identificando le criticità e affrontare gradualmente il rinnovamento di scelte organizzative e il ridisegno di processi di lavoro con un’attenzione costante all’equilibrio di genere”.
La prima parte delle Linee-guida individua lo scenario di contesto in cui si inseriscono le azioni promosse, con lo scopo di capitalizzare esperienze pregresse e di individuare i punti di sinergia e i comuni obiettivi con gli Interventi a livello globale, europeo e nazionale. La seconda parte si rivolge direttamente alle Amministrazioni, in particolare agli Uffici di vertice o a quelli incaricati della gestione delle risorse umane, ed entra nel merito delle azioni utili a migliorare la parità di genere nella P.A..
Il cuore delle indicazioni contenute nel Documento è costituito da una check-list che, nelle mani delle Amministrazioni, deve ispirare le scelte in merito agli strumenti operativi che quotidianamente interessano la gestione del “capitale umano” in termini di accesso alle posizioni di maggiore responsabilità e di sviluppo dell’intera carriera lavorativa.
Le Linee-guida prevedono anche che l’Amministrazione si organizzi per svolgere riunioni non oltre un certo orario più facilmente confliggente con la necessità di gestire carichi familiari, e che si preveda comunque una modalità di svolgimento ibrida, prevedendo di default un collegamento in videoconferenza anche se vi sono partecipanti in presenza.
Un ruolo rilevante è rivestito anche dall’accountability dell’Amministrazione, che deve abituarsi a esporre i dati che riguardano la propria organizzazione offrendo sempre anche la chiave di lettura di “genere”, a partire dagli obblighi di Trasparenza, ad esempio sulle retribuzioni, dove si ritiene necessario far comparire anche i compensi connessi agli incarichi aggiuntivi, per non lasciare sottotraccia fenomeni di gender pay gap reali, ma striscianti in quanto non legati agli stipendi contrattuali, che sono necessariamente gli stessi per uomini e donne, ma a opportunità di guadagni aggiuntivi che si riconducono alla maggiore disponibilità di tempo extra-lavoro.
“Con le Linee-guida che oggi sottoscrivo con l’amica e collega Elena Bonetti, Ministra per le Pari opportunità” – sottolinea il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta – “vogliamo offrire indicazioni concrete e percorribili per supportare le P.a. a realizzare una migliore organizzazione lavorativa più inclusiva e rispettosa della ‘parità di genere’. Il ‘Pnrr’ è attraversato dal filo rosso della prospettiva di genere e la P.A. non può fare eccezione, rappresentando il cuore pulsante della vita del Paese e delle sue Istituzioni. Il superamento delle disparità e degli stereotipi culturali è dunque una guida verso l’eliminazione di ‘politiche di genere’, pensate in modo frammentario e occasionale. Abbiamo bisogno di Interventi mirati, modulabili rispetto al contesto, in grado di agire a livello strutturale. È questo l’obiettivo delle Linee-guida, le prime pensate come uno strumento scientifico, culturale e operativo che si sviluppa a partire dalla misurazione del fenomeno dello ‘squilibrio di genere’. Essere madre e avere la possibilità di diventarlo non deve più essere fattore di discriminazione per le progressioni di carriera. ‘Pari opportunità’ significano reali opportunità per il Paese”.
“Con l’elaborazione delle Linee-guida sulla ‘parità di genere’ – spiega la Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti – aggiungiamo un altro tassello di quel percorso che abbiamo voluto promuovere nel ‘Pnrr’, dove la ‘parità’ è asse traversale del ‘Piano’, e in applicazione della ‘Strategia nazionale per la parità di genere’, la prima di cui abbiamo dotato il Paese. Una scelta chiara del Governo e che, con questa ulteriore iniziativa, continuiamo a portare avanti con l’obiettivo di valorizzare concretamente e pienamente, anche nella Pubblica Amministrazione, le competenze e i talenti delle donne, scardinando quegli stereotipi che ancora troppo spesso sono un ostacolo per tante. Investire sulle donne significa promuovere qualità e favorire quell’accesso davvero paritario a una selezione di merito, in grado di garantire le pari opportunità”.
Di seguito si riporta il collegamento al testo delle Linee-guida per la “parità di genere” nella P.A.




