“Piano nazionale Anticorruzione”: per il Ministro per la P.A. e il Presidente di Anac è un’occasione per utilizzare efficacemente le risorse del “Pnrr”

In data 14 dicembre 2022, sul sito di Anac è stata pubblicata una Notizia relativa alle dichiarazioni emerse durante l’evento tenutosi a Roma durante la VII edizione della Giornata del Responsabile della prevenzione della corruzione e per la trasparenza, alla quale hanno partecipato il Presidente di Anac e il Ministro per la Pubblica Amministrazione.

Ci sono tante risorse con i fondi ‘Pnrr’ – afferma Giuseppe Busia, Presidente di Anac – e c’è il rischio che suscitino appetiti della criminalità. Dobbiamo non solo evitarlo, ma anche cogliere la sfida del ‘Pnrr’ come strumento per cambiare la Pubblica Amministrazione, per creare cultura della Buona Amministrazione”.

La prevenzione della corruzione è essenziale – ha ribadito Busia –, la repressione non basta. Avere regole chiare e certe significa far progredire il Paese, non creare intralci alla crescita e allo sviluppo. Il ‘Codice degli appalti’ è, per questo, elemento essenziale del ‘Pnrr’, ma occorre coniugare semplificazione con trasparenza e controllabilità. Non è detto che la brevità richieda necessariamente aiuti e velocizzi – ha avvertito Busia – . Quando si lavora con strumenti normativi così complessi non è con l’accetta ma col bisturi che si ottengono risultati. Speriamo che alla fine prevalga questo spirito nel percorso legislativo che porterà al nuovo codice. Noi puntiamo molto sulla digitalizzazione delle gare, dall’inizio alla fine, e la Banca dati nazionale dei contratti pubblici di Anac, che l’Europa ci ha chiesto di potenziare, è la chiave di volta”. Il Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, si è detto molto soddisfatto del lavoro svolto da Anac. “Il ruolo di Anac e i Piani di prevenzione nella lotta alla corruzione sono fondamentali, anche in vista della piena realizzazione del ‘Pnrr’. Il ‘Piano Anticorruzione 2022’, insieme alle misure previste dal nostro ordinamento, come i piani triennali di prevenzione, saranno gli strumenti che noi dovremo necessariamente utilizzare per cercare di arrivare al traguardo del 2026 sul Piano nazionale di ripresa e resilienza”. “Nel quinquennio 2017-2021 – ha continuato il Ministro – gli illeciti accertati contro la spesa pubblica valgono 34 miliardi di Euro per un totale di 115mila soggetti che sono stati denunciati. Quindi, i costi diretti e indiretti della corruzione sono costi altissimi per la collettività non solo dal punto di vista economico ma anche sociale perché minano in modo drammatico la percezione dei cittadini e degli investitori, allargano il divario di fiducia e credibilità che i cittadini hanno verso lo Stato e le Istituzioni e questo produce un grande ostacolo per lo sviluppo del Paese. Penso ai Tribunali al collasso, alla perdita di Investimenti stranieri, all’Ambiente vituperato, alla realizzazione di Opere pubbliche che diventano percorsi infiniti. Una indagine di Bankitalia fatta subito prima della pandemia, mette in evidenza che la durata media in Italia per realizzare un’Opera del valore fino a 300mila Euro è di 4 anni e 10 mesi, quasi 5 anni, e passa dai 5 agli 11 anni per le Opere dal valore superiore ai 5 milioni di Euro. E il dato rilevante è che il 40%’ per la realizzazione delle Opere pubbliche ‘è dedicato ai passaggi burocratici. Allora, se io penso alle sfide che abbiamo di fronte e la sfida più importante per lo sviluppo del nostro Paese si chiama ‘Pnrr’, certamente allora dobbiamo porci il problema di non rimanere ostaggio di questa incertezza burocratica, di queste complicazioni e complessità che derivano dai fenomeni corruttivi”.