Pil italiano in netto rallentamento: la crescita nel 2018 si è arrestata allo 0,9%, ben al di sotto di quella dell’anno precedente (+1,6% del 2017) ma inferiore anche alla stima preliminare Istat che aveva previsto un aumento dell’1%.
E’ quanto reso noto proprio dall’Istat, con una Nota diffusa il 1° marzo 2019. L’Istituto ha fatto sapere che, dal lato della domanda interna, nel corso nel 2018 si è registrata, in termini di volume, una crescita del 3,4% degli investimenti fissi lordi e dello 0,5% dei consumi finali nazionali. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate dell’1,9% e le importazioni del 2,3%.
La domanda interna ha contribuito positivamente alla crescita del Pil per 1,0 punti percentuali (+0,9 al lordo della variazione delle scorte) e la domanda estera netta negativamente, per 0,1 punti.
A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume nelle costruzioni (+1,7%), nell’industria in senso stretto (+1,8%), nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+0,9%) e nelle attività dei servizi (+0,7%).
L’avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari all’1,6% (1,4% nel 2017).
Infine, l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari al -2,1%, a fronte del -2,4% del 2017, con un saldo primario come già detto pari a +1,6% (+1,4% nel 2017).




