Sono state rese note il 25 gennaio 2023 sulla pagina web della Ragioneria generale dello Stato le misure dell’emolumento accessorio una tantum 2023 da corrispondersi al personale del “Pubblico Impiego”.
Ricordiamo che la Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (“Legge di bilancio 2023”), ha previsto, all’art. 1, commi 330-333, per il solo anno 2023, un incremento per la Contrattazione collettiva nazionale, in applicazione dell’art. 48, comma 1, del Dlgs. n. 165/2001, e per i miglioramenti economici del personale statale in regime di diritto pubblico, di Euro 1.000 milioni destinato all’erogazione di un emolumento accessorio una tantum, da corrispondere per 13 mensilità, da determinarsi nella misura dell’1,5% dello stipendio con effetti ai soli fini del trattamento di quiescenza. Aumenti ripartiti con uno o più Decreti del Mef sulla base del personale in servizio al 1° gennaio 2023.
Per assicurare l’omogenea applicazione della normativa, RgS ha comunicato le misure di tale emolumento, da corrispondere al personale appartenente al “Pubblico Impiego”.
RgS ha quantificato l’emolumento straordinario per ogni qualifica in tutti i Comparti del “Pubblico Impiego”.
Per le fasce di livello più alte, come Segretari generali e Dirigenti di prima fascia, l’aumento straordinario disposto dalla “Legge di bilancio” corrisponde al triplo dell’aumento riconosciuto ai dipendenti delle fasce di livello più basse.
Non prevedendo uno stanziamento per il rinnovo contrattuale e invece istituendo un’una tantum pari al 1,5% dello stipendio, la norma determina un meccanismo per cui, maggiore è lo stipendio, maggiore è l’aumento corrisposto, nonché configura uno scalone che separa Dirigenti e dipendenti.
Al contrario, nell’ambito delle qualifiche non dirigenziali, la gran parte dei dipendenti pubblici, le variazioni da scalino a scalino sono minime.




