Con il Comunicato 28 novembre 2019, il Presidente dell’Anac rende noto che, nell’ambito dell’attività di vigilanza, l’Autorità ha riscontrato la non corretta individuazione del soggetto cui affidare i compiti di Responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza all’interno degli Ordini/Collegi professionali. In particolare, l’Anac rileva che il “Rpct” deve essere individuato da ciascun Consiglio nazionale, Ordine e Collegio professionale (sia a livello centrale, sia a livello locale) in un Dirigente interno a conoscenza delle dinamiche e dell’organizzazione dell’Ente di cui fa parte e che quindi può svolgere al meglio le funzioni e i compiti previsti dalla normativa vigente. Nel caso che l’Ordine/Collegio, a causa del numero limitato, assegni a propri Dirigenti compiti gestionali, sarà possibile individuare quale “Rpct” uno di tali Dirigenti, dando la preferenza a quelli cui sono assegnati i compiti gestionali più compatibili con il ruolo di “Rpct”. In caso di assenza di personale dirigenziale, sarà possibile individuare quale “Rpct” un profilo non dirigenziale, ferma restando la scelta di personale interno all’Ente. È, peraltro, da considerarsi come un’assoluta eccezione la nomina di un Dirigente esterno. Nel caso, sussiste un preciso onere di congrua e analitica motivazione anche in ordine all’assenza di soggetti aventi i requisiti previsti dalla legge. In via residuale e con atto motivato, il “Rpct” potrà coincidere con un Consigliere dell’Ente, purchè privo di deleghe gestionali. In tal senso, dovranno essere escluse le figure di Presidente, Consigliere Segretario o Consigliere Tesoriere. Dunque, in conclusione è da escludere che possa essere individuato quale “Rpct” un Consigliere eletto presso altra circoscrizione territoriale del medesimo Consiglio/Ordine o un consulente esterno.




