Compensi per accertamenti Imu-Tari: riconoscibili anche alle “p.o.”

Con un recente Parere (Orientamento applicativo CFL_65), l’Aran si è espressa in senso favorevole circa la riconoscibilità dei compensi previsti dall’art. 1, comma 1091, della Legge n. 145/2018 (compensi derivanti dagli accertamenti Imu e Tari), ai soggetti titolari di posizione organizzativa in aggiunta alla retribuzione di posizione e di risultato.

L’art. 67, comma 3, lett. c), del Ccnl. “Funzioni locali” 21 maggio 2018, espressamente stabilisce che, all’interno del “Fondo”, le risorse variabili possono essere incrementate con quelle derivanti da disposizioni di legge che prevedano specifici trattamenti economici in favore del personale, da utilizzarsi secondo quanto previsto dalle medesime disposizioni di legge. Sullo stesso presupposto sono riconosciuti compensi aggiuntivi anche ai titolari di “p.o.”, ai sensi dell’art. 18, comma 1, lett. h), del Ccnl.

Secondo l’Agenzia, in tale ampia e generale indicazione possono essere ricomprese anche le risorse di cui all’art. 1, comma 1091, della Legge n. 145/2018 (“Legge di bilancio 2019”); infatti, sembrano sussistere entrambi i presupposti richiesti dalla clausola contrattuale: si tratta di risorse che trovano il proprio presupposto in specifiche disposizioni di legge e, in base alle stesse, sono espressamente finalizzate anche al trattamento economico accessorio del personale, secondo le quantità e le modalità ivi previste.