I Comuni avranno tempo fino al 20 marzo 2020 per redigere e trasmettere alle Prefetture un Prospetto riepilogativo delle spese sostenute per le consultazioni relative al Referendum del 29 marzo 2020, che è stato rinviato. Lo stabilisce con la Circolare n. 7 del 2020 il Ministero dell’Interno – Dipartimento Finanza locale.
Nella Circolare in commento si ricorda che il Consiglio del Ministri, lo scorso 5 marzo 2020, ha convenuto di proporre al Presidente della Repubblica la revoca del Dpr. 28 gennaio 2020 sul Referendum in materia di riduzione del numero dei Parlamentari, in considerazione di quanto disposto con il Dpcm. 4 marzo 2020, recante le misure per il contrasto, il contenimento, l’informazione e la prevenzione sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus “Covid-19”.
Sono state pertanto sospese tutte le attività di spesa connesse con l’organizzazione della consultazione referendaria e di conseguenza i Comuni dovranno contabilizzare, alla data del 5 marzo 2020, tutte le spese sostenute e rimborsabili dallo Stato, così come previsto dalla Circolare n. 2 del 2020 del Dipartimento Finanza locale. Nel dettaglio, si tratta delle spese per la retribuzione di prestazione di lavoro straordinario, spese per assunzione di personale a tempo determinato, spese relative a stampati non forniti direttamente dallo Stato, spese per l’eventuale acquisto di cabine elettorali e di materiale di consumo vario per le sezioni elettorali, spese per la propaganda elettorale, spese postali e ulteriori spese purché legittimamente assunte e indispensabili per l’organizzazione tecnica delle consultazioni.
I Comuni dovranno trasmettere alle Prefetture un Prospetto riepilogativo delle spese sostenute entro il 20 marzo 2020 e dovranno predisporre, non oltre il termine di 4 mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto di revoca della consultazione referendaria, il rendiconto delle spese sostenute fino al 5 marzo 2020.




