“Faccio un appello a tutte le Regioni: lavoriamo come sempre gomito a gomito ma non fate partire la gara a chi apre prima perché sarebbe irresponsabile: il Paese sta ripartendo, ma in sicurezza. Non è il momento di allentare la tensione e di dividersi per tre giorni prima o dopo di apertura. Stiamo ripartendo ma in sicurezza”. E’ quanto dichiarato – in una intervista rilanciata sul sito istituzionale del Dicastero – dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, in merito alle numerose Ordinanze regionali che stanno modificando il calendario delle riaperture e del superamento dei divieti imposti durante il “lockdown”, distaccandosi da quanto disposto dal Governo attraverso il Dpcm. 26 aprile 2020.
Il Ministro ha messo l’accento sulla necessità di essere responsabili. “Chi rappresenta le Istituzioni, a tutti i livelli – ha osservato il Ministro – deve agire sempre con grande senso di responsabilità; sarebbe da incoscienti il contrario, a maggior ragione oggi. Il Governo, come ha fatto nella prima fase, continuerà ad indicare la rotta alle Regioni, con linee guida entro cui muoversi”.
La preclusione verso le iniziative regionali non è totale. Boccia ha invitato coloro che anticipano di qualche giorno i tempi, restando però dentro la cornice delle indicazioni dettate dall’Esecutivo (si pensi, ad esempio, alla Regione Toscana che ha anticipato al 1° maggio la possibilità di fare passeggiate all’aperto con i bambini, non solo in prossimità della propria abitazione), il Ministro ha raccomandato soltanto di rafforzare la Sanità territoriale mettendo in sicurezza la salute dei cittadini. “A chi invece esce fuori da questa rotta – ha detto – ricordo che vogliamo tutti bruciare le tappe ma non vogliamo distruggere per 3 giorni di fatturato 2 mesi di sacrifici di 60 milioni di italiani”.
Il titolare del Dicastero per gli Affari Regionali ha anticipato che saranno diramati i dati sulle simulazioni di quello che accadrebbe nel Paese se saltassero dall’oggi al domani tutti i paletti e si tornasse adesso alla normalità “pre-Covid-19”.




