Ridurre le possibilità che le Amministrazioni pubbliche accettino garanzie finanziarie non valide, esponendosi così al rischio di contenziosi e contestazioni: questa la finalità del Documento elaborato da Ivass, Banca d’Italia, Anac e Agcm e diramato dall’Autorità nazionale Anticorruzione il 28 maggio 2020.
Come spiegato dall’Authority, sul mercato italiano sono state riscontrate più volte fideiussioni e polizze assicurative fideiussorie che erano state emesse da soggetti non legittimati a farlo o si sono successivamente rivelate false, oppure emesse da soggetti formalmente legittimati ma che, al momento dell’escussione, si sono rivelati insolventi. In altri casi ancora, è stato difficile o impossibile escutere le garanzie perché il garante ha fatto valere clausole contrattuali ambigue.
Da qui è nata la decisione di mettere nero su bianco una serie di indicazioni e suggerimenti che aiutino le P.A. a svolgere una adeguata, attenta e consapevole attività di controllo preventiva, per evitare così di perdere la protezione o di incorrere in contenziosi e contestazioni.
Il Documento varato dalle 4 Autorità citate spiega, tra l’altro, come capire se la garanzia prospettata è falsa; gli eventuali “campanellini d’allarme” che dovrebbero far insospettire le Amministrazioni sono:
1- l’eventuale presenza nella polizza di denominazioni sociali che ripropongono, magari con lievi modifiche, quelle di Compagnie assicurative italiane o estere molto conosciute;
2- gli estremi di identificazione della Compagnia o Intermediario riportati sul contratto che non siano perfettamente identici a quelli riportati negli Albi e negli Elenchi di iscrizione tenuti da Banca d’Italia e Ivass;
3- marchio e denominazione sociale delle Imprese di assicurazione contraffatti o riferiti a Compagnie regolarmente autorizzate/abilitate nel ramo Cauzione ma di fatto non operative nel medesimo.
O ancora, per verificare la genuinità della polizza assicurativa fideiussoria, viene raccomandato di:
• verificare la regolare iscrizione dell’Intermediario assicurativo (broker, agente…) che ha proposto/intermediato la polizza fideiussoria nel “Registro unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi” o nell’Elenco degli intermediari della Unione Europea, pubblicati sul sito dell’Ivass;
• interpellare direttamente la Compagnia di assicurazione che emette la polizza, utilizzando – oltre ai recapiti indicati nell’Albo delle compagnie italiane tenuto dall’Ivass e negli Elenchi annessi relativi alle compagnie di altri Stati UE – anche quelli indicati nei Registri nazionali tenuti dalle Autorità di vigilanza degli Stati membri di origine e accessibili dai siti internet di tali Autorità.




